Giuseppe Arcimboldo: un artista geniale

giuseppe arcimboldoQuest’articolo lo voglio dedicare a un artista milanese dalla fervida fantasia e dal genio artistico. Giuseppe Arcimboldo o, come figura in altri scritti, Arcimboldi, nasce a Milano nel 1526 e vi muore nel 1593.

È un pittore noto soprattutto per i suoi ritratti burleschi, eseguiti combinando tra loro prodotti ortofrutticoli, uccelli, libri eccetera, collegati a un soggetto ben preciso. Discendente da una nobile famiglia milanese, il padre Biagio, era pittore presso la Veneranda Fabbrica del Duomo, e Giuseppe, seguendo le orme paterne nella bottega, iniziò il suo lavoro con la preparazione di disegni per le Vetrate del Duomo di Milano. Nel 1556 lo vediamo impegnato in un grande affresco nel Duomo di Monza, due anni dopo altro lavoro presso il Duomo di Como.

L’episodio decisivo per la sua carriera si ebbe con la sua partenza per Vienna, alla corte del futuro imperatore Massimiliano II d’Asburgo. Le “Teste Composte” e le fisionomie grottesche divennero segno indistinguibile delle sue pitture. Le sue opere più celebri sono le otto allegorie, le Quattro Stagioni e i Quattro Elementi della Cosmologia Aristotelica.

Tuttavia non fu solo pittore di corte, ma creò le così dette “mascherate”, i giochi e i cortei fantastici, tanto che ebbe un ruolo indiscusso di grande inventore e regista di fasti nuziali. Coreografo della corte viennese, ideò fantastici costumi per le dame e cavalieri, slitte trainate da sirene, acconciature davvero stravaganti e molto altro ancora. Fu uno studioso curioso e appassionato di tutto ciò che era mistero, avvicinandosi all’alchimia, alle scienze e alla natura, e da queste ideare, col suo genio, figure e dipinti davvero originali.

Dall’imperatore Rodolfo II fu nominato Conte Palatino, titolo associato a una delle cariche alto medievali più importanti. Nel 1587 Giuseppe ottenne di poter rientrare nella sua Milano, dove la sua produzione artistica continuò con impegno e con successo. Purtroppo nel 1593 l’Arcimboldo fu misteriosamente assassinato.

Le opere di questo stravagante artista sono sparse in vari musei, italiani ed esteri. Questo genio dell’arte, nella sua straordinaria fantasia e stravaganza, ha senza dubbio impresso, ai suoi dipinti, un carattere enigmatico, legato ai segreti alchemici e al simbolismo della composizione e scomposizione degli organismi che formavano l’opera;

Scomponi e Ricomponi, Solve et Coagula, nella migliore tradizione alchimistica. La permanenza alla corte imperiale a Praga, una delle città ritenuta magica per eccellenza, non può non aver “contagiato” una mente così vivace come quella dell’Arcimboldo. Osserviamo ad esempio, dei quattro dipinti dedicati agli elementi primordiali, il ritratto del fuoco, tutti gli oggetti raffigurati sono attinenti con quest’elemento ma che in sé rappresentano un significato simbolico, come ad esempio la collana del Toson D’Oro che cade sul petto, simbolo di valore iniziatico.

Ovviamente non è nelle intenzioni dell’articolista entrare in merito a quest’affascinante aspetto, tuttavia è doveroso tenerlo in evidenza poiché osservando le sue opere non solo dal punto di vista estetico, ma, appunto, simbolico si finisce per scoprire un mondo affascinante.

Insomma, un altro personaggio cui la nostra europea Milano a dato i natali e che a fatto conoscere, nel mondo, la vivacità, la cultura e la grandezza della nostra città. Non possiamo dimenticare che la città possiede un “Teatro degli Arcimboldi”, conosciuto anche come teatro della Bicocca degli Arcimboldi, e sito in Viale dell’Innovazione, 20. Il teatro trae proprio il nome dell’antica nobile famiglia degli Arcimboldi, dove un teatro già esisteva con quel nome negli anni venti-trenta.

Speriamo che, dopo la mostra a Palazzo Reale del 2011, si possa riproporre una mostra sull’artista, e allora invito i lettori a non perdere l’occasione di una visita.

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