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Intervista a Matteo Persica. Anna Magnani. Biografia di una donna

magnani persica 1Anna Magnani, una passione che Matteo Persica scoprì visitando la Basilica di Santa Maria sopra Minerva, affascinato dai dipinti sul soffitto e dall'altare, ignaro che fosse la chiesa dove furono celebrati il battesimo, la cresima, e i funerali dell’attrice romana.

Da allora Matteo cominciò a interessarsi alla vita della Magnani e, dopo aver fondato l’Associazione Amici di Anna Magnani, per quattro anni ha lavorato alla biografia di quest’artista straordinaria.

Ne è nato “Anna Magnani. Biografia di una donna” edito da Odoya, 414 pagine sulla vita e la carriera di una donna che rimase per tutta la vita legatissima alla sua Roma e al figlio Luca, avuto dalla storia d’amore con l’attore Massimo Serato.

Ho avuto il piacere di fare qualche domanda a questo giovane autore.

Chi è Matteo Persica?

Questo lo lascio dire agli altri.

Com’è nata la sua passione per Anna Magnani?

La passione è nata quando ho avuto la possibilità di girare un documentario di tre ore sulla sua vita. Mi colpì subito il fatto che c'erano ancora tanti testimoni dell'epoca mai intercettati, mai intervistati.

La Magnani appartiene a un’era leggendaria del cinema italiano, non trova che sia stata quasi dimenticata dal grande pubblico?

Personaggi come la Magnani che hanno dato tanto, se non tutto, al pubblico non possono essere dimenticati. Al massimo rischiano di vivere momenti di disattenzione e soprattutto corrono il rischio di essere ricordati per stereotipi. Il mio scopo principale era proprio quello di smitizzare il mito Magnani nonché quello del cinema. Leggendo il libro ci si accorge che i problemi dell'umanità sono universali, che il mestiere dell'attore alla fine resta un mestiere e che riesce soltanto attraverso il sacrificio e lo studio. Non esiste successo professionale capace di compensare i problemi quotidiani, i piccoli fastidi, i torti che feriscono ognuno di noi. Ciò che si può apprendere dalla vita della Magnani è che l'importante non è vincere l'Oscar ma restare se stessi a costo di soffrire, anche quando il mondo attorno a te non ti comprende appieno. Credo che la Magnani avrebbe rinunciato volentieri all'Oscar, a diventare una stella del cinematografo in cambio di un rapporto più viscerale con chi aveva accanto.

Chi ha consultato per il suo lavoro?

Per ricostruire nei minimi dettagli la vita di Anna Magnani mi sono avvalso di migliaia d’interviste da lei rilasciate, oltre alle molte testimonianze inedite di persone che la conobbero e che lavorarono con lei. Quando si affronta un personaggio così amato e conosciuto, bisogna andare a scavare negli archivi e nella memoria per consegnare ai lettori un testo inedito. Il mio intento era quello di donare al pubblico la verità sulla Magnani donna e soltanto adesso, attraverso le lettere di chi ha letto il libro, mi sono accorto di esserci riuscito. Quando ti arrivano messaggi di persone sconosciute che ti confessano di essersi commosse leggendo ciò che hai scritto non hai bisogno di altro.

magnani persica 2Il figlio di Anna Magnani, Luca, ha collaborato alla stesura?

Il dottor Luca Magnani è stato la prima persona a credere in me. Mi ha aperto le porte del suo studio nel centro di Roma. Mi ha accolto come solo una persona sensibile e generosa sa fare. Mi segue da lontano, e non smetterò mai di ringraziarlo.

Ci sono aneddoti curiosi sulla Magnani che ha scoperto?

Dovrei citare tutte le 414 pagine del libro. Posso dire che sono rimasto colpito dalla profondità spirituale della Magnani. Una donna alla continua ricerca della serenità. Parlando di aneddoti sicuramente mi hanno colpito quelli che mi ha raccontato la governante della Magnani al tempo di Roma città aperta. Forse è meglio lasciare la sorpresa a chi leggerà il libro. Comunque sia, si capirà che in qualche modo dobbiamo ringraziare lei se l'attrice ha completato le riprese di quel film.

Sono previste altre presentazioni del libro dopo Milano?

A Milano seguiranno una serie di presentazioni in tutta Italia. Da Cortina a Paestum. Uno degli appuntamenti più importanti sarà quello del 21 marzo: il pomeriggio alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e poi la sera alla Casa del Cinema dove si consegneranno i Premi Anna Magnani, giunti alla terza edizione.

Pensa di dedicarsi a qualche altro protagonista del cinema italiano?

Il prossimo lavoro s’intitolerà "Rino Gaetano. Finché mi va". Una storia diversa da quella di Anna Magnani ma allo stesso modo affascinante e sulla quale c'è ancora molto da scrivere. Oltre l'artista, oltre ciò che tutti noi conosciamo. Ci sto già lavorando e sarà qualcosa di diverso, qualcosa di più umano. Di sicuro m’interessano le personalità forti, su questo non c'è dubbio, ma ho bisogno di personaggi di tale calibro, sono storie che mi appassionano e che mi fanno vibrare. Se dovessi scrivere e affrontare lunghe ricerche su qualcosa che non mi appassiona, preferirei fare altro.

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