Mazzarella e la commedia milanese

piero mazzarellaRitengo non sia possibile, per un Milanese, non dedicare un articolo a un grande della commedia teatrale meneghina, cioè a Piero Mazzarella. Nasce in provincia di Vercelli, a Caresana, il 2 marzo 1928. Figlio d’arte, infatti, la madre milanese è un’attrice nella compagnia di Edoardo Ferravilla. Dopo pochi mesi dalla nascita la famiglia si trasferisce in una casa di ringhiera, dove assimila la parlata milanese e l’atteggiamento tipicamente popolare.

Chi non ha vissuto quei momenti non ha assaporato la grande e semplice umanità e solidarietà presente tra la povera gente della Milano operaia e contadina. La sua carriera di attore inizia da molto giovane, ma il successo arriverà solo negli anni 60, dopo una lunga gavetta. Terminata la seconda guerra mondiale, si dedica alla rivista, ma il teatro esercita un fascino irresistibile, tanto che nel 1951 presenta, per la prima volta, uno dei suoi personaggi divenuto poi famoso, il TECOPPA. L’anno dopo sposa la giovane attrice Marisa Monzelli, da cui avrà due figli. Purtroppo nel 1957 la moglie muore in un tragico incidente stradale e, vedovo, si occupa dei figli, e per questo decide di lavorare stabilmente solo a Milano. Prende la decisione di dedicarsi al teatro dialettale, divenendo ben presto il mattatore della Compagnia Stabile Milanese. Nel 1961, nella commedia EL NOST MILAN, è diretto da G. Strehler, con cui manterrà un ottimo rapporto. Nel biennio 1961-62, interpreta con notevole successo e grande personalità, diverse e divertenti commedie, sempre rigorosamente in meneghino, quali ad esempio I DENTI DELL’EREMITA.

Nel 1963 diventa Cumenda, infatti, è insignito dal titolo di Commendatore della Repubblica. Moltissime sono le commedie che mette in scena, tutte di grande successo. Eccone alcune: VIV CON DUU GHEJ – CA’ DE RINGHERA – TECOPPA CHE FADIGA MINGA LAVORA’ –

Si permette recite come LA LOCANDIERA di Goldoni, e L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTU’, di Pirandello. Il Sindaco Aniasi, nel 1974, lo onora della medaglia d’oro del Comune di Milano. All’apice del successo, lo troviamo a dirigere, negli anni ottanta, prima il Teatro San Calimero e, in seguito, il Teatro della 14ma, mettendo in scena opere rimaste indelebili, come EL PACIANEBBIA e LA RAVA E LA FAVA. Nell’anno 2001 rappresenta, come addio al suo amato personaggio, CIAO TECOPPA!

Nel cinema ha partecipato solo in ruoli minori, rifiutando, per non lasciare senza lavoro i componenti della Compagnia teatrale, due proposte del maestro Fellini.  Un animo, quello di Mazzarella, davvero nobile! Anche la radio lo vede partecipe, se pur con brevi pezzi. Indiscutibili sono le sue capacità di attore, riconoscendogli una professionalità piena, e non solo nelle vesti di attore comico e dialettale. Mozzarella, sicuramente di animo sensibile, soffre nel vedere che la sua Milano, purtroppo, tende a spersonalizzarsi, perdendo il suo grande cuore e la sua altruistica anima. Alcune volte, guardandomi attorno, come dargli torto? Vediamo adesso di conoscere meglio alcune sue commedie, e il suo formidabile personaggio. 

Inizio senz’altro dal TECOPPA, che è personaggio tipico della commedia dialettale milanese, il suo nome richiama l’imprecazione spesso intercalata, Dio te coppa, ossia Dio ti accoppi, da cui Tecoppa. Il personaggio, per nulla amante del lavoro, si presenta allampanato, curvo, incerto nel camminare e con abiti sciupati e poveri. Presenta un miscuglio di sana ingenuità e furberia, che vive come se fosse un nobile barbone. EL NOST MILAN, commedia dialettale milanese di Carlo Bertolazzi, va in teatro, per la prima volta, nel 1893. L’opera fu poi divisa in due parti, dando anche il titolo, La povera gent e l sciori. Nel 2007, Mazzarella ha rappresentato nuovamente la commedia, permettendosi una cavalcata tra vari personaggi milanesi, alcuni ormai scomparsi, di una Milano che ha sempre accolto con cuore aperto chiunque. I DENTI DELL’EREMITA, testo di Carlo Terron, commedia presentata per la prima volta a Firenze. È la storia di un’eredità contesa fra gente avida e piena di pregiudizi, ove nascono imprevisti e comici equivoci. CA’ DE RINGHERA, una commedia che racconta un pezzo di vita della gente che abitava nelle case periferiche di ringhiera. Personaggi semplici, pettegolezzi quotidiani, insomma, davvero un divertente scorcio di quotidianità in una Milano che ormai non esiste più. Per ora mi fermo qua, consapevole che ancora molto ci sarebbe da scrivere, tuttavia prima di terminare, voglio dire, al grande Mazzarella, un sentito GRAZIE per i bei momenti che ha saputo regalarci.

Il Barbapedana

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