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Ulrico Hoepli, l’uomo che inventò i manuali

Ulrico  Hoepli nacque il 18 febbraio 1847 a Tuttwil in Svizzera.

hoepli 1Suo padre era proprietario di un'azienda agricola e l'ambiente rurale lasciò un'impronta indelebile nella vita del giovane Hoepli.

Dopo aver frequentato le scuole, il giovane venne inviato a Winterthur per lavorare presso il farmacista del luogo, ma l'amore per il mondo dei libri portarono i genitori ad affidarlo, nel 1862, al signor Schabelitz di Zurigo, con lo scopo di apprendere i segreti dell’editoria.

Alla morte del padre, Hoepli iniziò una serie di peregrinazioni che lo portarono a lavorare a Magonza, Trieste, Breslavia, fino a arrivare al Cairo, per poi giungere a Milano il 7 dicembre 1870.

Il 31 dicembre di quello stesso anno il giovane acquistò per circa 16.000 lire la libreria Laengner, che si trovava nella galleria De Cristoforis, assieme al suo laboratorio di legatoria.

Inizialmente Hoepli fu impegnato nell'attività commerciale, vendendo libri italiani e stranieri, mentre la libreria si trasformava in un luogo di incontro e di scambio intellettuale, ma dal 1871 si interessò anche all'attività editoriale, pubblicando la Guida per le arti e i mestieri divenuta poi il periodico L'Arte e l'industria.

Nel 1874 nacque la “Biblioteca tecnica”, la prima collana della Casa editrice  Hoepli, interamente imperniata sull'aggiornamento tecnico-applicativo, mentre è del 1875 il Manuale del tintore, il primo titolo dei Manuali Hoepli, una serie di volumetti a basso costo, che erano un’efficace sintesi delle conoscenze e pratiche applicative seguendo il modello anglosassone.

hoepliIn breve i Manuali divennero la spina dorsale della casa editrice Hoepli, contribuendo ampiamente al fatturato dell’impresa.

Allo scopo di evitare la concorrenza di Treves e Sonzogno, Hoepli non pubblicò mai narrativa contemporanea, con l’eccezione di Piccolo mondo moderno di Fogazzaro, ma si dedicò ai libri per l'infanzia, con le collane “Libri indistruttibili” e “Biblioteca per la gioventù italiana” e  periodici per signore, dalla “Collezione Diamante” alla “Biblioteca della famiglia” sui racconti edificanti, fino a arrivare a riviste del calibro di La Stagione e Il Giornale illustrato della biancheria.

Con la prima guerra mondiale i progetti editoriali della casa editrice subirono una battuta d'arresto e vi fu un netto ridimensionamento dell'attività, a causa dell'aumento delle spese per i trasporti delle materie prime come la carta e per le difficoltà di raggiungere la clientela estera.

Dopo la fine della guerra e la lenta ripresa delle attività, negli ultimi anni Hoepli progettò nuove grandi opere, come la Storia dell'arte italiana di Venturi e il facsimile del Codice virgiliano di Petrarca, che venne edito nel 1930 per festeggiare il bimillenario della nascita di Virgilio.

Ormai vecchio e malato, ma mai domo, Hoepli cercò con tutte le sue forze di seguire e dirigere due passaggi che si sarebbero rivelati significativi nella storia delle casa editrice, la redazione del primo Catalogo storico e il trasferimento dalla galleria De Cristoforis alla nuova libreria situata nella centralissima via Berchet.

Ma ciò non gli fu possibile, in quanto mori a Milano il 24 gennaio del 1935, lasciando la sua azienda nelle mani dei nipoti Carlo Hoepli ed Erardo Aeschlimann, che portarono a termine i progetti rimasti incompiuti e continuarono a seguire le linee guida tracciate dal nonno, permettendo alla casa editrice Hoepli di arrivare fino ai giorni nostri. 

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