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Curiosità nascoste del Dialetto Milanese: un viaggio tra Mestieri e Parole d'epoca

In quest’articolo vi farò conoscere alcuni termini dialettali milanesi, la loro origine etimologica e le curiosità ad essi correlate. Alcuni termini possono differire nel dialetto, ma è importante ricordare che risalgono al 1300. Non seguirò un ordine alfabetico, ma spazierò liberamente attraverso l’alfabeto.curiosita milanesi mestieri foto milanofree ai

  • Inizio con il termine Nodar/Nodee, ossia Notaio. Il termine deriva dal latino notāriu(m), che significa segretario, da notare nel senso di prendere nota, annotare. È interessante che esistessero i “Nodar del pilaster”, ossia quei notai che tenevano banco al Broletto per ricevere le disposizioni testimoniali nelle cause civili. Questi notai, sul finire del 1300, tenevano i loro uffici su un banchetto all’aperto situato nella piazza dei Mercanti, pronti a rogare atti per i clienti. Anche a quel tempo, vi erano imbroglioni che si spacciavano per notai senza esserlo. Si racconta che a uno di loro, sorpreso in flagrante, fosse stata amputata la mano destra.

  • Vi parlo ora di un mestiere che al giorno d'oggi è quasi del tutto scomparso, quello del Careghee, che sta per Calzolaio. Il termine risale al tardo latino “calidari(m)”, a sua volta derivato da “căliga(m)”, che era una scarpa dei soldati. Il termine citato risale al 1300, mentre successivamente Calzolaio diviene bagàtt – sciavattìn – calzolàr. Vi era al tempo la Corporazione dei Calligari (calzolai), che avevano in città anche una via a loro dedicata, la via dei Calligari.

  • Un altro mestiere diffuso un tempo era quello del Moleta, ovvero dell’Arrotino. Il termine nasce dal latino “mŏla”, radice di “mŏlere” che significa macinare. Quello dell’arrotino era un lavoro stancante, di poco guadagno, tanto che era diffuso un proverbio: "L’è on laorà del moleta", per sottolineare quanto sopra citato.el moletta

  • Non sono ancora scomparsi del tutto, mi riferisco ai Carrador o Carrettee, ovvero i Carrettieri. Il termine deriva dal latino “Cărru”, cioè Carro. Se il carro è a due ruote, chi lo guida si dice Carrettee, mentre se è a quattro ruote diviene Carrador. Chi doveva fare lunghi viaggi era solito trascorrere la notte dormendo sotto il proprio carro, usando una specie di amaca chiamata “gimbarda”. Un berretto di pelo di gatto era il copricapo caratteristico dei carrettieri.

  • Altro termine indicante un mestiere ancora in auge è quello del Magutt, che sta per “muratore generico”, mentre il muratore esperto era detto “Maister”. Il termine deriverebbe dal longobardo “magat o bagat”, con il significato di ragazzo, garzone. Vi sono però altre due versioni sull’origine; la prima deriverebbe dal germanico “Mach gut”, ossia "fai bene", esortazione che il mastro cantiere rivolgeva al garzone apprendista. La seconda è collegata alla Fabbrica del Duomo, dove gli scrivani dell’epoca, che scrivevano in lingua latina, per i muratori usavano il termine abbreviato “Mag.ut.s” per significare: "Magister ut supra", cioè muratore come sopra.

  • In un tempo ormai passato, vi erano anche i venditori di acciughe, chiamati “Ancioatt”. L’etimologia risale al genovese “ancioa”, ossia acciuga, che è un piccolo pesce apprezzato anche sulla pizza.

  • Poiché l’uomo ha da sempre insistito nel non essere completamente onesto, e le conseguenze nefaste si sono viste e continuano a manifestarsi, vi erano i “Faccendée”, ovvero i faccendieri. In milanese si usa anche il termine “imbroiòn”. Il significato è evidente: si riferisce a coloro che si danno da fare in affari poco onesti o ambigui. Il termine deriva dal latino “facienda”, cioè "cose da farsi". Presso il pozzo in piazza dei Mercanti solevano sostare i faccendieri in attesa di qualche cliente che affidasse loro la soluzione di un problema personale, che questi risolvevano a modo loro, di solito rapidamente e dietro compenso.

  • Termino questo articolo con chi vendeva dolci, ovvero “l’Offellee”, il pasticcere. Il termine deriva dal diminutivo latino “ŏffa”, con il significato di focaccia di farro. Riguardo a questo mestiere, vi è un famoso proverbio milanese: "Offellee fa el tò mestee", che indica che ognuno dovrebbe fare ciò in cui è esperto.

venditore di caldarroste1890

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