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Ilaria del Carretto: la storia e il sarcofago di Jacopo della Quercia

"Un altro decollo: e le cupole dorate, a poco a poco, impallidirono, persero fulgore, si velarono, disparvero. Poi fu un altro atterraggio. E un cielo pallido, incurvato su una terra umida, apparve. Milano."

Così Liala, la più nota scrittrice di romanzi rosa del Novecento italiano, fa arrivare a Milano i giovani sposi Ilaria e Silvio, protagonisti di Soliloquio a mezza voce. Silvio è da sempre affascinato — quasi tormentato — dalla leggenda di Ilaria del Carretto: i due si incontrano sulle mura di Lucca e vivono una storia d'amore segnata dall'ombra di una tragedia di secoli prima. La stessa che colpì Paolo Guinigi, signore di Lucca, agli inizi del Quattrocento.

Il sarcofago di Ilaria del Carretto scolpito da Jacopo della Quercia nel Duomo di Lucca
Il sarcofago di Ilaria del Carretto, capolavoro di Jacopo della Quercia, nella Cattedrale di San Martino a Lucca.

La storia di Ilaria

Unica figlia del marchese di Savona, Ilaria del Carretto arrivò a Lucca nel 1403 per sposare il signore della città, Paolo Guinigi, da poco rimasto vedovo. Le sontuose nozze si tennero il 3 febbraio presso la chiesa di San Romano, con un banchetto nuziale che durò tre giorni e tre notti.

Nel 1404 la giovane diede alla luce Ladislao, il tanto atteso erede, accolto con gioia dagli abitanti di Lucca. Ben presto Ilaria scoprì di essere di nuovo in attesa e alla fine del 1405 partorì Ilaria, detta "la minore". Ma pochi giorni dopo morì per complicazioni del parto, a soli 26 anni.

Annientato dal dolore, Paolo diede ordine a Jacopo della Quercia di scolpire uno splendido sarcofago in marmo, che avrebbe conservato per sempre il volto adorato della sua giovane sposa.

Il sarcofago di Jacopo della Quercia

La figura di Ilaria del Carretto è avvolta da un'aura quasi leggendaria: la sua gioventù e bellezza sono rimaste intatte nel tempo grazie al capolavoro marmoreo di Jacopo della Quercia, scolpito intorno al 1406–1407. È considerato uno dei massimi capolavori della scultura del primo Quattrocento.

Dettaglio del sarcofago di Ilaria del Carretto con i putti e i festoni del basamento
Il basamento ornato di putti e festoni d'ispirazione classica e, ai piedi di Ilaria, il cane simbolo di fedeltà.

L'opera: stile e dettagli

L'opera mostra Ilaria distesa su un basamento ornato di putti e festoni d'ispirazione classica, con la testa poggiata su un cuscino e gli occhi chiusi, come se dormisse. La foggia raffinata della veste corrisponde probabilmente a quella realmente indossata da Ilaria sul letto di morte. Ai suoi piedi è scolpito un cane, simbolo della fedeltà coniugale.

Il capolavoro nasce da uno straordinario incontro tra due mondi: il tardo-gotico di ascendenza francese — riconoscibile nel panneggio a pieghe sottili e parallele — e il nascente gusto rinascimentale di origine fiorentina, evidente nel dolce modellato della figura e del volto. Già nel Cinquecento Giorgio Vasari ne lodò la levigatezza, scrivendo che Jacopo aveva cercato di rifinire il marmo con diligenza infinita.

Gli spostamenti del monumento

Originariamente l'opera si trovava nel transetto meridionale della cattedrale, vicino a un altare voluto dalla famiglia Guinigi (oggi sostituito da un confessionale), tra il Monumento funebre di Domenico Bertini e il pilastro angolare. A poca distanza dal muro è ancora visibile un frammento di pavimento con pietre strette e lunghe, in contrasto con il resto: è parte del piano di posa predisposto da Jacopo per collocarvi il monumento.

Nel 1430, con la caduta della Signoria dei Guinigi, il monumento fu spogliato delle parti che facevano riferimento al tiranno — la lastra con lo stemma e un'iscrizione commemorativa, andata perduta. Dopo vari spostamenti all'interno della chiesa, il sarcofago trovò la collocazione attuale nel 1887.

Dove vederla oggi

Il sarcofago di Ilaria del Carretto si trova nella Cattedrale di San Martino (il Duomo di Lucca), nella sacrestia. Lucca è raggiungibile da Milano in circa 3 ore in auto o in treno (via Firenze o via Genova-La Spezia).

  • Dove: Cattedrale di San Martino, Piazza Antelminelli, Lucca
  • Ingresso: la visita alla cattedrale e alla sacrestia (dove si trova il sarcofago) prevede un biglietto. Verifica orari e tariffe aggiornati sul sito ufficiale della cattedrale prima della visita.
  • Da abbinare: le mura rinascimentali di Lucca (le stesse dove Liala fa incontrare i suoi protagonisti), la Torre Guinigi e Piazza dell'Anfiteatro.

FAQ

Chi era Ilaria del Carretto?

Era la seconda moglie di Paolo Guinigi, signore di Lucca. Figlia del marchese di Savona, sposò Paolo nel 1403 e morì di parto nel 1405 a soli 26 anni. La sua fama è legata soprattutto al sarcofago che il marito le fece scolpire da Jacopo della Quercia.

Chi ha scolpito il sarcofago di Ilaria del Carretto?

Jacopo della Quercia, uno dei più grandi scultori del primo Quattrocento, intorno al 1406–1407. L'opera è considerata un capolavoro di transizione tra il tardo-gotico e il Rinascimento.

Dove si trova oggi il sarcofago?

Nella Cattedrale di San Martino a Lucca (la sacrestia), dove ha trovato la collocazione attuale nel 1887 dopo vari spostamenti interni alla chiesa.

Cosa rappresenta il cane ai piedi di Ilaria?

Il cane è un simbolo tradizionale della fedeltà coniugale, spesso presente nella scultura funeraria femminile dell'epoca. Posto ai piedi della defunta, ne sottolinea la virtù di sposa fedele.

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