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Il mondo del circo: storia, discipline e grandi artisti dalla tradizione al nouveau cirque

Il circo, mondo affascinante e coinvolgente, ha sempre attratto non solo bambini, ma anche adulti. Come e quando è iniziata questa grande avventura? E perché si chiama proprio "circo"? Un viaggio attraverso la storia, le discipline e i grandi nomi di un'arte che non smette di stupire.

Origini e storia del circo

Tendone da circo con luci colorate durante uno spettacolo serale
Il tendone circolare, simbolo del circo tradizionale — foto MilanoFree.it

Il nome "circo" deriva dal latino "circus", riferendosi alla forma circolare dei primi spazi dedicati allo spettacolo. Questa forma era legata all'addestramento dei cavalli, che veniva svolto all'interno di un cerchio. Nell'antica Roma il circo era un luogo dedicato alle corse dei cavalli, spettacoli equestri, esibizione di animali ammaestrati, giocolieri e acrobati. Da qui la celebre frase "Panem et circenses" — pane e giochi del circo.

La sua storia è tuttavia molto più antica: sono stati trovati geroglifici egizi che descrivono esibizioni di giocolieri. Dal tempo degli egizi il circo ha percorso molta strada, e quello moderno si fa risalire all'Inghilterra. Per secoli la trasmissione delle capacità circensi avveniva all'interno del cerchio familiare; solo in un secondo momento sono nate scuole e compagnie di provenienza diversa. Tra le più influenti, quella istituita nella Russia sovietica, che prevedeva una formazione circense legata alla teatralità. Il modello sovietico è stato fatto proprio dalla Francia, che negli anni Novanta ha dato vita al circo contemporaneo, o nouveau cirque.

Oggi in Europa le scuole di circo si sono federate nella FEDEC, Federazione Europea delle Scuole Professionali di Circo. Gli spettacoli vengono proposti sotto un tendone circolare, su un palco teatrale o in spazi appositamente allestiti.

Nel variegato mondo circense, l'Italia vanta un curriculum di tutto rispetto. La scuola più antica è L'Accademia d'Arte Circense di Verona. Tra i nomi più noti: Egidio Palmiri, Presidente dell'Ente Nazionale Circhi; la famiglia dei Togni, con Flavio Togni vincitore di un Clown d'Oro a Montecarlo; e l'icona Moira Orfei, appartenente a una delle grandi dinastie circensi italiane.

Le discipline circensi

Acrobatica

Rientrano nell'acrobatica tutti quegli artisti che compiono esercizi di notevole difficoltà o ad alto rischio, contando esclusivamente sulla propria capacità psicologica e fisica. Ne fanno parte gli equilibristi e i funamboli — dal latino funis ambulare, camminare su una fune. Questa era tesa mediante tiranti, e il funambolo la percorreva restando in equilibrio, eseguendo volteggi e giochi di abilità. Tra i funamboli più celebri della storia, la prima donna ad attraversare le Cascate del Niagara sulla fune fu l'italiana Maria Spelterini, nel 1876.

Nell'acrobatica rientrano anche i trapezisti, artisti che eseguono esercizi su un attrezzo sospeso in quota. Uno dei più celebri è stato Cesare Togni. Vi sono poi i contorsionisti, che assumono posizioni del tutto innaturali grazie a una flessibilità fisica coltivata con anni di allenamento.

Giocoleria

Pagliaccio da circo in costume tradizionale con trucco esagerato
Il clown, figura emblematica del circo — foto MilanoFree.it

La giocoleria è l'arte della manipolazione di oggetti con abilità, destrezza, equilibrio, velocità e precisione. Non si pratica solo con le mani: anche i piedi, la bocca e altre parti del corpo entrano in gioco. Gli attrezzi sono i più vari — palline, cerchi, clave, torce infuocate, hula hoop, catene. Alla giocoleria si associano spesso esercizi di equilibrio o di danza. Anche i clown fanno largo ricorso a quest'arte.

Clowneria

Appartengono a questa categoria mimi, pagliacci e tutti gli artisti che svolgono numeri comici. Il clown è diventato l'emblema stesso del circo: uno spettacolo senza questa figura perderebbe fascino. Il clown non si limita alle scenette comiche, ma attinge a molte altre discipline circensi — è probabilmente il più completo degli artisti del tendone. Tra i grandi nomi della clowneria mondiale: Totò, Lou Jacobs, Mac Ronay, Oleg Popov, Charlie Chaplin.

Esibizione degli animali

L'uso di animali nel circo è una tradizione antica, partita dal cavallo e allargatasi al cane, ma anche a soggetti esotici come leoni, tigri ed elefanti. La figura principale è quella del domatore. Attorno a quest'arte si è aperto nel tempo un dibattito etico: fermo restando il riconoscimento dell'abilità del domatore, far compiere esercizi innaturali ad animali selvatici — tigri, elefanti, otarie — è una pratica sempre più contestata, anche sul piano legislativo.

Il circo nel cinema e nella letteratura

Del circo si è occupato abbondantemente il cinema. Il grande Charlie Chaplin gli dedicò un film già nel 1928; Federico Fellini tornò più volte sull'argomento, da Le notti di Cabiria (1957) a I Clowns (1970). Tra gli altri titoli: Il più grande spettacolo del mondo, Trapezio, La tigre e la neve di Benigni. Anche la letteratura e la poesia si sono interessate al fenomeno: De Amicis, Kafka, Hugo, Jack London, Collodi, Goethe, Baudelaire.

Il mondo del circo resta un universo affascinante e carico di pathos. Assistere a uno spettacolo circense significa non solo ammirare gli artisti, ma vivere momenti in cui il cuore va in gola — per poi esplodere in un applauso caloroso e meritato. Viva il circo.

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