L'affascinante mondo del Circo

Il Circo, questo mondo affascinante che ha attirato, e attrae tuttora migliaia di bambini e adulti. Ma, mi domando, quando ha avuto inizio questa grande avventura? E perché si chiama proprio circo?circo

Inizio col rispondere alla seconda curiosità, si chiama circo, dal latino “circus”, perché la forma dei circhi antichi era quella di un cerchio, legata anche all’addestramento dei cavalli, che era svolto all’interno di un cerchio. Infatti, nell’antica Roma era proprio un luogo adibito alle corse dei cavalli, a spettacoli equestri, esibizione di animali ammaestrati, di giocolieri e acrobati. È proprio nata qui la famosa frase “Panem et circenses”, che tradotto significa: “ pane e giochi del circo. La frase è del poeta satirico latino Giovenale, che descrivendo l’ambiente in cui viveva, ebbe a dire. “il popolo due cose ansiosamente desidera, pane e i giochi circensi”.

Tuttavia la sua storia è molto più antica, sono stati, infatti, trovati geroglifici egizi che descrivono esibizioni di giocolieri. Ovviamente dal tempo degli egizi, il circo ne ha percorsa di strada, tanto che quello moderno si fa risalire all’Inghilterra. Per secoli il circo era basato sulla trasmissione delle capacità circensi all’interno del cerchio familiare, solo in un successivo periodo sono nate scuole e compagnie di provenienza diversa. Una tra le maggiori è quella istituita nella Russia sovietica, che prevedeva una formazione circense legata, per alcuni aspetti, alla teatralità. Il modello sovietico è fatto proprio dalla Francia che però, con gli anni 90 da vita al circo contemporaneo o nouveau cirque.

Oggi in Europa le scuole di circo si sono federate creando la FEDEC, Federazione Europea delle Scuole Professionali di Circo. Gli spettacoli erano proposti al pubblico sotto un tendone circolare, oppure su un palco teatrale o in spazi opportunamente allestiti. Le esibizioni prevedevano gli acrobati, dimostrazioni aeree, equilibrismo, giocoleria, gag comiche e la presenza del clown con la sua arte. Il clown è senza dubbio divenuto un emblema del circo, e la sua presenza è indispensabile.

Mi riservo di dedicargli un articolo a parte, tanto questa figura ha rappresentato e rappresenta un personaggio comico tanto abile quanto, a volte, spregiudicato nel suo spettacolo. Nel variegato mondo circense, la nostra Italia vanta un curriculum di tutto rispetto. La scuola più vecchia è “L’Accademia d’Arte Circense” di Verona, poi altre scuole circensi sono nate e sono tuttora attive. Parlando del circo italiano non è possibile non citare l’artista circense Egidio Palmiri, Presidente dell’Ente Nazionale Circhi. Altri nomi conosciutissimi del circo nostrano sono la famiglia dei Togni, con Flavio Togni vincitore di un clown d’oro a Montecarlo, e l’icona Moira Orfei, appartenente a una delle grandi dinastie circensi italiane. Dirigere un circo è impresa non certo semplice, moltissimi sono gli impegni, gli allenamenti e le attività giornaliere da svolgere, così come variegate sono le discipline che in esso si svolgono a favore del pubblico, ne elenco alcune:

L’Acrobatica, dove rientrano tutti quegli artisti che compiono esercizi di abilità di notevole difficoltà o ad alto rischio contando solo sulla loro capacità psicologica e fisica. Rientrano in questa categoria gli equilibristi, i funamboli, che, come dice la parola di derivazione latina “funis ambulare” significa camminare su una fune.

Questa era tesa mediante tiranti e il funambolo la attraversava restando in equilibrio su di essa, oppure, oltre a camminarvi, il funambolo pratica giochi di abilità, volteggi e altro. Oggi vi sono funamboli ardimentosi che attraversano Notre Dame o le Torri gemelle del World Trade Center, mentre la prima donna funambolo che ha attraversato le Cascate del Niagara, nel 1876, è stata l’italiana Maria Spelterini. Nell’acrobatica trovano posto anche i Trapezisti, che sono quegli artisti acrobati che eseguono i loro esercizi su un attrezzo detto trapezio e posto a una certa altezza. Uno dei più celebri trapezisti è stato Cesare Togni, e con quest’acrobazia si è cimentato anche l’attore Giuliano Gemma. Vi sono poi i Contorsionisti, i quali assumono posizioni col corpo del tutto innaturale; probabilmente possiedono già una naturale flessibilità del corpo ad assumere certe posizioni, che poi, educato, permette loro un perfezionamento davvero stupefacente. Il circo moderno prevede anche esibizioni acrobatiche motociclistiche o con mezzi meccanici.

La Giocoleria. Con questo nome s’intende l’arte della manipolazione di vari oggetti, con i quali compiere esercizi di abilità, destrezza, equilibrio, velocità epagliaccio-circo precisione. Quest’arte non è praticata solo con l’uso delle mani, ma anche dei piedi, della bocca o altre parti del corpo. Gli attrezzi usati sono davvero vari, le palline, i cerchi, le clave, le torce infuocate, gli hula hoop, le catene e altri. Alla giocoleria sono spesso associati anche esercizi di equilibrio o di danza o d’innovazione legata all’abilità e alla fantasia del giocoliere. Anche i Clown fanno spesso ricorso a quest’arte.

La Clowneria. Appartengono a quest’affascinante categoria i mimi, i pagliacci e tutti quelli che svolgono un numero comico. Possiamo affermare con certezza che il clown è divenuto l’emblema stesso del circo, uno spettacolo circense senza questa figura perderebbe di fascino e interesse. Il clown non si limita a recitare scenette comiche, ma nella sua performance dimostra la sua abilità attingendo ad altre discipline circensi, possiamo affermare che è il più completo degli artisti. Non posso non elencare alcuni nomi di grandi clown come Totò, Lou Jacobs, David Cavedo, Mac Ronay, Scaramacai, Olev Popov, Charlie Chaplin, e tanti altri che hanno fatto la storia del circo nel mondo.

Esibizione degli animali. L’uso di animali nel circo è modalità antica che, partendo dal cavallo, si è allargato ad altri animali domestici come il cane, ma anche a soggetti esotici, come leoni, tigri e molti altri. La figura principale è quella del domatore, che, più si dimostra temerario, più attrae l’attenzione del pubblico. Oggi attorno a quest’arte c’è molta perplessità, la mia opinione personale è quella che, pur nulla togliendo all’abilità del domatore, oltre al cavallo e al cane, animali abituati a convivere con l’uomo da secoli, far compiere esercizi che non appartengono alla loro natura, penso ad esempio alle tigri, agli elefanti, alle otarie e altri, non sia cosa giusta, tanto più se fatto per divertire e per denaro.

Del circo si è occupato anche il cinema, con pellicole più o meno famose. Ricordo il grande Charlie Chaplin in un film del 1928, o il nostro indimenticabile Federico Fellini, con “le notti di Cabiria” del 1957, e “ i Clowns” del 1970.  Ancora, “il più grande spettacolo del mondo”, “Trapezio”, “la tigre e la neve” di Begnini, e altri ancora. Anche la letteratura e la poesia si sono interessate del fenomeno circo, tra i quali cito De Amicis, Kafka, Hugo, Jack London, Collodi, Goethe, Baudelaire, Samojlov e altri.

Il mondo del circo, un universo ancor oggi affascinante e carico di patos, assistere a uno spettacolo circense vuol dire non solo ammirazione e plauso per gli artisti tutti, ma anche vivere attimi in cui si sente “il cuore in gola”, per poi scoppiare in un applauso caloroso e meritato.

E dunque? E dunque VIVA IL CIRCO.

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