Poesie natalizie per un Santo e Magico Natale

Lo scorso anno avevo dedicato un articolo alle Canzoni natalizie, quest'anno desidero dedicarlo alle poesie, ve ne sono moltissime, per cui mi limiterò nella citazione. Si va da poesie più "sofisticate" a versi più semplici, che comunque esprimono il sentimento di questa significativa festa religiosa già per sè stessa carica di poesia e sentimento.mercatini milano 2021 foto cicala

Ecco allora alcune liriche.

La prima che vi propongo è del poeta, drammaturgo e illustratore inglese Laurance Housman e si intitola:

Il mistero di Natale

La Luce guardò in basso

e vide le tenebre:

" Là voglio andare"

disse la Luce.

 

La Pace guardò in basso

e vide la guerra:

" Là voglio andare"

disse la Pace.

 

L'Amore guardò in basso

e vide l'odio:

" Là voglio andare":

disse l'Amore.

 

Così apparve la Luce

e risplendette.

Così apparve la Pace

e offrì riposo.

Così apparve l'Amore

e portò vita:

questo è il mistero del Natale.

 

Una poesia questa, a mio avviso, carica di pathos che non può lasciare indifferenti nella sua semplicità immersa nell'Amore di Dio per l'umanità.

Quest'altra invece è una lirica di Boris Pasternak, scrittore e poeta russo. Sicuramente molti lo ricorderanno per il suo romanzo, divenuto anche un film, "Il dottor Živago", ma questa volta vi trascrivo questa sua poesia sul Natale dal titolo:

La stella di Natale 

Era pieno inverno.

Soffiava il vento nella steppa.

E aveva freddo il neonato nella grotta

nel pendio della collina.

L'alito del bue lo riscaldava.

Animali domestici

stavano nella grotta,

nella culla vagava un tipeido vapore...

e lì accanto, mai vista sino allora

più modesta di un lucignolo

alla finestrella d'un capanno,

traluceva una stella sulla

strada di Betlemme...

 

Una poesia che non finisce, infatti, quei puntini dopo Betlemme lasciano intuire la vita di quel neonato che da quel piccolo borgo di gente semplice e povera si irradierà portando la Luce della salvezza a tutta l'umanità.

La terza poesia è del poeta e scrittore torinese Guido Gustavo Gozzano, e che sicuramente molti avranno studiato a scuola, quando ancora studiare a memoria, soprattutto le poesie, era la norma. Il titolo è:

 

È nato! Alleluia!

È nato! Alleluia, alleluia!

La notte che già fu si buia

risplende di un astro divino.

Orsù, cornamuse, più gaie

suonate! Squillate, campane!

Venite, pastori e massaie,

o genti vicine e lontane!

Non sete, non molli tappeti,

ma come nei libri hanno detto

da quattromill'anni i profeti,

un poco di paglia ha per letto.

Da quattromill'anni s'attese

a quest'ora su tutte le ore.

È nato, è nato il Signore!

È nato nel nostro paese.

Risplende d'un astro divino

la notte che già fu si buia.

È nato il Sovrano Bambino,

è nato! Alleluia, alleluia!

 

Indubbiamente riporta agli anni della scuola, e ricordo che mi aveva colpito, allora come oggi, quel "è nato nel nostro paese"... qui dove abito anch'io, anzi direi "è nato per ogni paese del mondo".

Questa poesia è un omaggio alla poetessa milanese Giuseppina Angela Merini, più conosciuta come Alda Merini. Una poesia di speranza ma anche di cruda realtà della vita, dove trova spazio, anziché l'Amore, l'odio e la disperazione. Una poesia che fa riflettere e ci interroga sul vero significato del Natale cristiano. S'intitola:

Buon Natale

A Natale non si fanno cattivi

pensieri ma chi è solo

lo vorrebbe saltare

questo giorno.

A tutti loro auguro di

vivere un Natale

in compagnia.

Un pensiero lo rivolgo a

tutti quelli che soffrono

per una malattia.

A coloro auguro un

Natale di speranza e di letizia.

Ma quelli che in questo giorno

hanno un posto privilegiato

nel mio cuore

sono i piccoli mocciosi

che vedono il Natale

attraverso le confezioni dei regali.

Agli adulti auguro di esaudire

tutte le loro aspettative.

Per i bambini poveri

che non vivono nel paese dei balocchi

auguro che il Natale

porti una famiglia che li adotti

per farli uscire dalla loro condizione

fatta di miseria e disperazione.

A tutti voi

auguro un Natale con pochi regali

ma con tutti gli ideali realizzati.

 

Voglio concludere con una breve poesia di Eugen Bertolt Brecht, poeta, drammaturgo, saggista e regista teatrale. Ecco il titolo:

 

Alla vigilia di Natale 

Oggi siamo seduti, alla vigilia di Natale,

noi, gente misera,

in una gelida stanzetta,

il vento corre fuori, il vento entra.

Vieni, buon Signore Gesù, da noi,

volgi lo sguardo:

perché tu ci sei davvero necessario.

 

"Perché Tu ci sei davvero necessario", se l'umanità capisse questo, la Pace e la concordia sarebbero sovrane e finalmente l'umanità vivrebbe felice.

Ecco, questo è il mio modo di augurare a tutti i lettori di MilanoFree un santo Natale duemilaventuno.

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