Storia, tradizioni e folclore della transumanza in Lombardia

Il termine transumanza vuole significare la migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori che, con i loro animali, si spostano su pascoli situati in collina o in montagna nel periodo estivo, mentre nel periodo invernale vi è la discesa nelle terre di pianura. L’etimologia della parola ben identifica questo spostamento, infatti, il termine origina dal latino trans, ossia al di là, e da humus, cioè terra, suolo, quindi col significato di spostamento da un luogo-terreno ad un altro.gregge pecore foto cicala

Pare che il più antico cammino della transumanza risale alla preistoria, e origini in Alto Adige, precisamente nella Val Senales nelle Alpi Retiche.

Nella nostra Penisola, venendo a tempi più recenti, questa usanza parte dall’Appennino abruzzese rivolgendosi verso la Maremma toscana, il Lazio e nelle Puglie. Questa migrazione avveniva su sentieri detti “tratturi”, e durava parecchi giorni. Nella nostra epoca questa modalità è molto meno praticata, anche se, fortunatamente, non è del tutto scemata, infatti, in territori come la Valle d’Aosta, il Trentino, il Piemonte, la Lombardia, l’Abruzzo, il Lazio, la Campania, la Puglia, la Sardegna la pastorizia è ancora praticata.

Forse qualche lettore ricorderà di avere studiato questi versi, dal titolo “ I pastori”, del poeta Gabriele d’Annunzio che allude proprio a quest’usanza, e che recitano:

“Settembre, andiamo. È tempo di migrare.

Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori

Lascian gli stazzi e vanno verso il mare:

scendono all’Adriatico selvaggio

che verde è come i pascoli dei monti”

Anche la nostra terra lombarda ha visto, e vede tuttora, la ricorrenza di questa attività pastorale, soprattutto in località montane dove sorgono gli alpeggi che, nella stagione estiva, vedono i floridi prati riempirsi di mucche, capre e pecore e, per chi si avvicina alle baite dei pastori il poter sentire il profumo del latte appena munto, del formaggio o dell’erba fresca e/o del fieno. Vi garantisco che è un vero piacere.

Il momento della transumanza non è solo cammino e fatica, ma è anche un momento di festa e di folclore, infatti, nella nostra terra lombarda sono parecchi gli appuntamenti dedicati a quest’usanza e, assistervi, magari accompagnati dai bambini, è un divertimento e un piacere.

Ve ne presento tre:

Le feste della transumanza in Valle Camonica

Le feste della transumanza in Valtellina

La transumanza dei “Bergamini”.

 

In Valle Camonica, conosciuta come Valle delle Incisioni Rupestri, la transumanza, attestata nell’Alto Medioevo, è ancora praticata poiché molti sono gli alpeggi siti in alta montagna posti soprattutto nella media e alta valle. Al rientro delle mandrie, nel mese di settembre, diversi sono i paesi che festeggiano l’evento, con sfilate lungo le vie del paese, con canti e bevute davanti a una tavola imbandita, con giochi per i più piccoli, e con premiazioni per, ad esempio, la mucca più bella eccetera. Insomma un momento di divertimento di conoscenza sul mondo dei pastori e dei loro animali, nonché dei prodotti connessi. Ricordo i paesi di Borno, di Edolo, di Malonno, di Paspardo, di Ponte di Legno, eccetera. È anche possibile aggregarsi per fare una esperienza diretta sul campo, dove si può vivere e imparare cose nuove  e interessanti.

La transumanza è riconosciuta come patrimonio Unesco.

Anche la Valmalenco e la Valtellina sono state e sono tuttora terra di pastori transumanti, qui chiamati “bacàn”. In tutta la Valmalenco vi sono moltissimi appuntamenti per celebrare quest’usanza, con la possibilità di degustare formaggi, e altre tipicità del territorio, e poter inoltre vivere e conoscere le tradizioni del luogo.

Per chi volesse, dal 17/9/2022 al 18/9/2022, a Chiareggio vi sono due giorni di festa dedicati alla transumanza, così come in altri luoghi della bella Valmalenco e della Valtellina.

La transumanza dei “Bergamini”, che sono i pastori delle valli bergamasche. Tradizione che risale al Medioevo e che coinvolge tantissimi paesi della provincia bergamasca e che dura una settimana circa. Di solito le feste folcloristiche inerenti questo evento si svolgono da fine settembre ai primi di ottobre, con la possibilità di visite guidate, fatte sia a piedi che in carrozza o in bicicletta o a cavallo. Ovviamente non può mancare la cucina bergamasca, come la polenta, i salumi di montagna, i buoni formaggi e il buon bere, il tutto accompagnato da buona musica popolare con balli annessi.

A questo punto, non potendomi dilungare oltre, non mi rimane che l’invito a partecipare, meglio se con i bambini, a una di queste feste della transumanza che ancora vivono nel nostro bel Paese.

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