San Colombano al Lambro: la Collina del Milanese

  • Federica Sallustro

La gita fuori porta di oggi racconta di un borgo particolare, una piccola gemma che si innalza dolcemente tra le campagne del lodigiano e del pavese: San Colombano al Lambro.
Nei pressi dell'omonimo fiume, sorge ai piedi di una morbida collina per inerpicarsi ad un'altezza di 150 metri circa di altitudine, ciò che basta per renderlo unico a dispetto dal pianeggiante territorio circostante.

DAL PASSATO AL PRESENTE VINICOLO

La sua storia travagliata fu segnata da diverse dominazioni nel tempo, tra cui quella milanese che alla fine prevalse su tutte. Motivo per cui si trova ancora oggi sotto la provincia di Milano, da cui dista circa 35 km.
Reperti storici antichissimi fanno risalire la sua origine già in età preistorica, anche se è intorno all'anno mille che si può parlare di un villaggio vero e proprio, costruito intorno ad un oratorio campestre dedicato al monaco irlandese Colombano, a cui il centro deve il nome, ma non solo.
Si dice che il santo, in cammino spirituale da Milano a Bobbio, fece tappa proprio qui. Dotato di personalità particolarmente carismatica riuscì a convertire i suoi abitanti al Cristianesimo, insegnando loro anche la coltura della vite
In realtà, il recupero di strumenti enologici di epoca romana, collocherebbe probabilmente in altro periodo la coltivazione delle uve, importante risorsa sfruttata brillantemente fino ai giorni nostri.

Nel 1984 il suo prodotto è stato infatti premiato con il riconoscimento di vino a Denominazione di Origine Controllata (DOC) con il nome di "San Colombanoe dal 1995 il territorio è anche zona ad Indicazione Geografica Tipica (IGT) denominata "Collina del Milanese".
Se venite da queste parti dovete quindi approfittarne per fare un salto all'Enoteca del Consorzio Volontario Vini D.O.C San Colombano, nell'atrio del Castello Belgioioso, dove potrete scoprire le etichette locali sorseggiando un buon calice di vino. 

San Colombano al Lambro:COSA VISITARE

Consigliatissima la visita al castello: ogni prima domenica del mese da aprile ad ottobre, una guida vi accompagnerà tra le sue antiche sale, dense di storie e segreti da scoprire.
Al suo interno potrete inoltre ammirare le 50 opere dell'artista Suzy Green Viterbo.
Incorniciato da un grandioso parco e situato nel paesaggio collinare più a nord,  il maniero è indubbiamente l'edificio storico simbolo del borgo
ricetto san colombano sallustroRicostruito dal Barbarossa del 1164, si succedettero diverse famiglie tra cui Visconti-Sforza e i Certosini di Pavia per diventare fino al 1951 residenza della nobile casata dei Barbiano di Belgioioso d'Este, le cui tracce sono tutt'ora visibili attraverso la signorilità delle sue stanze. L'edificio ha avuto inoltre l'onore di ospitare Francesco Petrarca.

Appena fuori dal castello, spicca la chiesa parrocchiale dedicata a San Colombano, datata 1480 e ampliata nel 1800. Arricchita da pregevoli affreschi e dalla Cappella del Rosario, contiene un organo ottocentesco considerato uno dei migliori d'Europa, opera dei fratelli Bossi. 

Ai piedi della collina, in posizione un po'defilata, si può intravedere la piccola chiesa trecentesca di San Giovanni Battista; con la sua struttura gotico lombarda e le decorazioni barocche, appartenne ai Terziari Francescani.  È nota per richiamare ogni anno moltissimi visitatori in occasione della mostra dei presepi durante il periodo natalizio.

Un'importante testimonianza storica la si può trovare alle sponde delle rive del fiume, uno dei pochissimi esempi rimasti ancora intatti dell'epoca della terribile pestilenza del 1630: il monumento del Lazzaretto, della curiosa forma ottagonale.

Degno di nota l'Oratorio di San Rocco, complesso in stile bramantesco e costruito nel 1514 per mano di due importanti architetti dell'epoca. Di proprietà privata della famiglia Sterza-Riccardi è aperto al pubblico soltanto in occasioni particolari, come annualmente il 16 agosto per la sagra di San Rocco.

Appena fuori dalle mura del borgo, si trova la chiesa di San Francesco, in stile lombardo romanico e risalente al 1580;appartenne ai frati Minori Osservanti di San Francesco, per diventare nel 1664 un complesso di clausura fino al passaggio a luogo di culto nel 1811. Contiene alcuni ornamenti di epoca barocca.

Se volete invece comprendere meglio le origini di San Colombano non vi resta che fare una visita al Museo Paleontologico e Archeologico Virginio Caccia, aperto da aprile ad ottobre ogni prima domenica del mese, custode di fascinosi reperti nei quali è scritta indelebile la sua storia. 

SU E GIÙ PER LE VIE DEL BORGO

Girovagando per le vie medievali del borgo si arriva a Piazza del Popolo, un piacevole punto di ritrovo con un angolo adibito a bar e gelaterie, dove ci si può rilassare dopo la visita.  Spicca, proprio dietro al Monumento ai Caduti,  uno splendido mosaico affrescato che ne celebra e onora le gesta militari.
Tema caro al Beato Don Carlo Gnocchi, personaggio di spicco in ambito educativo, a supporto delle vittime reduci della guerra, nato qui nel 1902. Una targa affissa alla sua casa natale di via Vittoria lo ricorda.

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Alzando lo sguardo, se si osserva con cura, si può intravedere in lontananza il Parco della Collina di San Colombano, custode di un territorio che si snoda per 8 km tra le province di Milano, Lodi e Pavia
Potete addentrarvi sia a piedi che in bici, seguendo sentieri panoramici alla scoperta dei diversi ecosistemi che la natura conserva: un susseguirsi di zone umide, boschive ed aree coltivate. In autunno, arrivando fino alla postazione dei rapaci, si può contemplare il loro volo migratorio verso le mete più calde. E se si guarda bene all'orizzonte si possono persino scorgere gli Appennini e le Alpi.

eventi DA NON PERDERE

Dal 1957, alla quarta domenica di settembre, San Colombano richiama centinaia di visitatori con la sua Sagra dell'Uva, evento che ne celebra i suoi frutti con degustazioni, gastronomia locale, mostre, mercatini, fuochi d'artificio e la rinomata sfilata di carri allegorici animati. (Quest'anno purtroppo annullato per via della situazione emergenziale). 

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