Vademecum per la montagna: consigli pratici per una vacanza senza improvvisare
Una volta catalogata come “meta alternativa” (addirittura!) rispetto al mare, la montagna è oggi scelta da tantissimi italiani in cerca di tranquillità e contatto con la natura. Montanari, però, non ci si improvvisa. Prima di andar per i monti, quindi, è bene tenere a mente questo vademecum per vacanzieri non improvvisati, onde evitare che gli entusiasmi alla ricerca del mito di Heidi vi rovinino la vacanza.

Il paesaggio
Diverso, ma non meno affascinante rispetto al mare. Inutile stabilire chi vince su chi: è come voler stabilire se siano meglio le more o le bionde. Piuttosto, lasciatevi incantare: i panorami, tutte le sfumature di verde, l’allegro scroscio del fiume, la cascata che confluisce nel lago come nei disegni dei bambini. Tutto vero. Luogo perfetto per ritrovare la pace perduta e svuotare la testa dai pensieri.
La montagna ispira pensieri profondi: vi riscoprirete persino meno tamarri. Unico difetto? Il panorama non cambia: le montagne sono pigre negli spostamenti e si fanno sempre trovare dove le avevamo lasciate. Chi non è abituato potrebbe accusare un tantino di noia già dal terzo giorno. Se invece non amate le sorprese, ecco il posto per voi.
Il clima
La nota di suspense la introduce il meteo. La montagna è un’imprevedibile cavalla matta: anche se splende il sole e non vedi l’ombra di una nuvola, potrebbero arrivare venti (anche gelidi) nel giro di pochi minuti. Per non parlare dei temporali pomeridiani.
Quindi: stolti voi a portare solo canotte e pantaloncini perché “tanto siamo più vicini al sole e farà caldo bestiale”. Dimenticherete l’afa di città, sì, ma variatela valigia: felpa, giacca leggera e crema solare sono il minimo. In montagna ci si scotta senza accorgersene.
Le passeggiate
Croce e delizia delle vacanze montane. Delizia perché non si sfugge ai continui saliscendi che fanno della montagna un luogo perfetto per un po’ di tonificazione nei punti giusti. Croce perché non tutti i sentieri sono adatti al camminatore estemporaneo e molti sono catalogati come “escursionistici” (leggi fra le righe: “escursionista” è una persona che non si affanna dopo pochi minuti di salita e mantiene sangue freddo davanti ad alcuni inconvenienti).
Quali? Le cosiddette “strade piane”: sì, piane, ma a strapiombo sul nulla. E a quel punto, tutto sommato, era meglio la salita.
Il trasporto pubblico
Nota dolente, se non avete la macchina e volete variare itinerario. Potreste restare lì dove siete in attesa che la corriera (l’unica che transita in valle) si decida a riportarvi alla civiltà… la settimana successiva. Oppure potreste tentare di spostarvi a cavallo, ma sulle lunghe percorrenze non ci sentiamo di consigliare la cosa.
I profumi
I profumi tipici di montagna sono da respirare a pieni polmoni: l’erba appena tagliata, la resina dei boschi, l’odore del legno e del fieno. Anche il “concime naturale” acquisisce un suo particolare fascino. Guai a chi storce il naso: mille volte meglio delle quotidiane inalazioni di PM10 che respiriamo in città.
I sapori
Riscoprire il gusto vero dello yogurt (acido) e il colore reale del burro (giallo). Mangiare la pasta fatta in casa dalle mani sapienti delle donne del posto. Raccogliere le more per merenda. Degustare ottimi formaggi tipici.
Nessun luogo poi è paragonabile alla montagna per la generosità con cui offre fonti d’acqua fresche, pulite e gratuite a cui dissetarsi. Imbattersi in stalle a conduzione familiare, con mucche felici che brucano l’erba dei prati. E vuoi non bere il loro latte appena munto? Da provare anche se fa strano: in natura il latte non nasce freddo.
Il divertimento
La fauna locale, escluse le località più modaiole, è composta prevalentemente da under 10 e over 60: il che rende buona parte delle mete di montagna luoghi dove non ci si ammazza propriamente di divertimento. A meno che non vi portiate una folta schiera di amici al seguito, la noia potrebbe portare all’eccesso il concetto di relax.
Il tombolone nel salone parrocchiale potrebbe diventare l’evento mondano a cui è impossibile mancare. Se siete in coppia, potreste scoprire che la vostra metà non è più così dolce, soprattutto se uno ama la routine montana e l’altro no: possibile squilibrio dopo 3 o 4 giorni. Trattare con cautela.
Per le famiglie con bambini, invece, luogo promosso a pieni voti.
Il tempo
Direttamente collegato al paragrafo precedente, ne è l’altra faccia della medaglia. Il tempo in montagna si dilata: ti sfida a occuparlo invece che a rincorrerlo. Avviene una sorta di ribaltamento dei ruoli e dovrete far ricorso alla fantasia per avere la meglio su un tempo che finalmente scorre lento.
Qualche idea alla portata di tutti: tentare di distinguere parole di senso compiuto negli esotici dialetti locali, affinare le strategie a briscola, cimentarsi nel rimbalzo dei sassi in acqua fino a diventare campioni olimpionici.
Lo stile
Capita spesso che dopo le 15 il sole “si dimentichi” di splendere, obbligandovi all’uso della felpa. Portatene di tutti i colori e forme: anche una giacca a vento non guasta. Pile e k-way potrebbero addirittura salvarvi la vita.
Se fa freschetto, riutilizzerete la stessa maglietta per giorni, ma sempre profumatissima. Al diavolo fashion blogger e must dell’estate: non a caso, ne avete mai vista una sui monti? Optate per il total black nella speranza che il nero intercetti i pochi raggi solari rimasti in circolazione. I capelli saranno l’ultimo dei vostri problemi: ci penserà il vento a crearvi lo styling del giorno. Prendetevi una vacanza anche dall’ossessione per il look.
Gli animali
Cinque stellette agli animali, senza se e senza ma. In montagna ne incroci in ogni dove: bipedi, quadrupedi, ruminanti di ogni sorta, galline, oche, gatti e anche i cani trovano il loro paradiso, finalmente lontani dai guinzagli.
Si scoprono tutti i benefici di una pet therapy improvvisata. Non aspettate l’ultimo giorno per socializzare con gli animali: vi farete degli amici e vi convinceranno che sì, in fin dei conti in montagna valeva la pena andare. E di tornare.
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