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Chiesa di San Carlo al Lazzaretto: il "San Carlino" di Milano

  • Redazione MilanoFree.it
La Chiesa di San Carlo al Lazzaretto a Milano, edificio a pianta ottagonale
La Chiesa di San Carlo al Lazzaretto, il "San Carlino", in largo Bellintani.

La Chiesa di San Carlo al Lazzaretto è un piccolo monumento a pianta ottagonale ricco di storia, reso celebre da Alessandro Manzoni, che vi ambientò alcune delle cupe vicende dei Promessi Sposi. I milanesi la conoscono con l'affettuoso diminutivo di "San Carlino", per distinguerla dalla più nota San Carlo al Corso.

Il Lazzaretto di Milano

La chiesetta, in largo Bellintani nel quartiere di Porta Venezia, sorge al centro di quello che fu il grande Lazzaretto di Milano, il luogo dove venivano confinati i malati colpiti dalla peste. Il Lazzaretto fu costruito da Lazzaro Palazzi a partire dalla fine del Quattrocento (la prima pietra nel 1488), fuori città verso oriente, oltre Porta Orientale, al termine della grave pestilenza che aveva flagellato Milano. Era un immenso quadrilatero porticato — circa 378 metri per 370 — con quasi 300 stanze per i malati disposte lungo il perimetro, dotato di un sofisticato sistema di canali per garantire igiene e pulizia e ridurre il contagio. Demolito quasi completamente tra il 1882 e il 1884, oggi ne resta solo un breve tratto lungo via San Gregorio.

La chiesa di San Carlo Borromeo

In origine, al centro del recinto, c'era soltanto un altare di modeste dimensioni, posto in modo che le funzioni religiose potessero essere viste e seguite dai malati da ogni cella, senza che dovessero spostarsi. Dopo la grande peste del 1576, l'arcivescovo Carlo Borromeo incaricò il proprio architetto di fiducia, Pellegrino Tibaldi (detto il Pellegrini), di costruire un nuovo edificio di culto sul luogo del precedente: nacque così l'attuale edicola a pianta ottagonale, aperta su tutti i lati con serliane sorrette da colonne ioniche, sormontata da una cupola e una lanterna anch'esse ottagonali.

I lavori procedettero a rilento, continuamente interrotti dalla mancanza di fondi; per questo, dal 1582, San Carlo istituì una solenne processione annuale che partiva dal Duomo e raggiungeva il Lazzaretto, ogni anno il lunedì dopo Pentecoste, per raccogliere offerte. Il santo morì il 4 novembre 1584 senza vedere terminata la chiesa da lui voluta; la processione sarebbe stata abolita solo nel 1786 dall'imperatore Giuseppe II.

Da Napoleone a oggi

Dopo la peste del 1630 il Lazzaretto fu adibito a vari usi, anche militari. Con la conquista francese del 1797 e Milano capitale della Repubblica Cisalpina, l'architetto Giuseppe Piermarini (lo stesso della Scala) ebbe l'incarico di trasformare la chiesa in un tempietto laico: ne demolì la cupola e la addobbò con corone d'alloro e trofei. L'edificio fu poi restaurato e riportato alla sua funzione religiosa; nel 2016 il Comune ha pedonalizzato largo Bellintani tutt'intorno alla chiesa.

La chiesa dei Promessi Sposi

È soprattutto la letteratura ad aver reso immortale questo luogo: nel Lazzaretto Manzoni ambientò il commovente finale dei Promessi Sposi, con Renzo che vi cerca Lucia tra i malati della peste del 1630, e con la celebre cupola della cappella che "torreggiava sopra le miserabili tende". Un piccolo monumento che continua a vivere, più che nelle pietre, nelle pagine che ogni studente italiano ha letto almeno una volta.

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