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Giorgio Gaber e i bambini: 12 consigli pratici per genitori ispirati a “Non insegnate ai bambini”

  • Redazione MilanoFree.it
Genitori e bambini: educare con fiducia e presenza
Un promemoria utile: i bambini imparano soprattutto da ciò che vedono fare, non da ciò che sentono dire.

Questo testo viene spesso condiviso attribuendolo a Giorgio Gaber e alla canzone “Non insegnate ai bambini”. Al di là delle attribuzioni che circolano online, il messaggio che arriva è chiarissimo e utile: con i bambini funziona meglio l’esempio delle regole urlate, e la cosa più educativa è una presenza sicura (non una presenza che controlla tutto).

Giorgio Gaber
Un invito a crescere insieme: meno morale “stanca”, più cuore e mente coltivati ogni giorno.

Perché queste parole colpiscono

Perché parlano di cose che ogni genitore conosce: i bambini capiscono se hai paura, percepiscono la tristezza anche se sorridi, imparano il “grazie” guardandoti farlo, non perché glielo imponi. E soprattutto: vogliono autonomia. La richiesta implicita è spesso “aiutami a fare da solo”.

12 spunti pratici da portarsi a casa

1) Il “grazie” si trasmette, non si ordina

Se vuoi che lo dica, dillo tu spesso (tra adulti e con lui). I bambini copiano il clima, non la lezione.

2) Presenza senza trattenere

Un bambino si muove più sicuro quando sa che ci sei se serve, non quando lo blocchi sempre. Vicinanza sì, guinzaglio no.

3) Quando si fa male, la tua paura amplifica la sua

Prima respira tu. Poi: abbraccio, voce calma, “ci sono”. Dopo (più tardi) si parla di prudenza.

4) “Aiutami a fare da solo”

Traduzione pratica: lascia che provi. Se impiega il doppio del tempo, è normale: sta imparando.

5) Dopo la caduta: prima rassicura, poi spiega

Se era un terreno scivoloso e tu l’avevi avvertito, non è il momento di punire. Prima cura, poi regola.

6) La lettura nasce dall’esempio

Se ti vede leggere per piacere, prima o poi vorrà capire perché quel libro ti prende così tanto.

7) Fiducia nell’amore, non “facciata per i figli”

I bambini colgono l’ipocrisia. Meglio un contesto sincero e rispettoso che una recita “per il loro bene”.

8) Mai scaricare addosso la colpa

Frasi tipo “sei tu che mi fai diventare così” confondono e spaventano. Se sei nervoso/a, dillo in modo adulto: “sono stanco/a”.

9) Energia non è malattia

Un bambino molto attivo spesso ha bisogno di movimento. Prima di etichettare, prova: natura, parco, giochi fisici.

10) Sporcarsi è crescita

Fango, sabbia, pozzanghere: non sono “disordine”, sono esperienza sensoriale e libertà. (Poi si lava, fine.)

11) Se si veste “strano”, sta scegliendo

Rosso + azzurro + giallo? È un gusto, una sperimentazione. Se non c’è un evento formale, lascialo fare.

12) Se non sai rispondere, dì “non lo so”

È una delle frasi educative più potenti. Meglio della supercazzola: il bambino capisce, e si fida.

3 frasi da ricordare (e 3 da evitare)

Da ricordare

  • “Ci sono.”
  • “Prova tu, io ti guardo.”
  • “Non è colpa tua.”

Da evitare

  • “Mi fai diventare così.”
  • “Te l’avevo detto, quindi adesso impari!” (quando si è appena fatto male)
  • “Non piangere.” (meglio: “piangi pure, poi ci calmiano insieme”)

Come accendere la lettura senza imporla

  • Lascia libri in giro: non in biblioteca “sacra”, ma sul divano, sul comodino, in macchina.
  • Leggi tu davanti a lui/lei: 10 minuti veri, non “finta lettura”.
  • Scegli cose brevi: albi illustrati, fumetti, storie a episodi. L’obiettivo è la curiosità.
  • Niente ricatti: “se leggi ti compro…” spesso spegne il piacere.

Paura, tristezza e verità: come parlarne ai bambini

Il testo insiste su una cosa importantissima: i bambini percepiscono le emozioni anche quando cerchi di coprirle. La strada più utile è una verità semplice e adatta all’età:

  • “Sono triste perché è successa una cosa difficile.”
  • “Non è colpa tua.”
  • “Passa, e intanto ci aiutiamo.”

Non serve raccontare tutto. Serve dare un appiglio sicuro, senza lasciarli soli a interpretare segnali contraddittori.


FAQ

È davvero un testo di Giorgio Gaber?

Online circolano diverse versioni e attribuzioni. L’utilità del messaggio, però, resta: è un promemoria pratico su esempio, autonomia e verità emotiva.

Posso pubblicare per intero le parole della canzone “Non insegnate ai bambini”?

No: i testi delle canzoni sono protetti da copyright. In un articolo si possono citare solo brevi estratti. Un esempio (molto breve) è: “Non insegnate ai bambini…”.

Qual è l’idea più utile da applicare subito?

Due cose: calma quando si fa male (la tua paura amplifica la sua) e autonomia (“aiutami a fare da solo”).

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