Primavera a colori: giallo, rosa, verde e tutte le sfumature che ci rimettono al mondo

Oggi mi alzo e finalmente sembra primavera: finalmente il sole, finalmente il piumino è troppo caldo e il mio armadio riscopre il colore. Adoro i colori, ma non so bene perché il mio inverno sia stato dominato dal nero: forse un po’ l’umore, chissà. Odio questa mia natura così meteoropatica.
Oggi ho voglia di giallo: qualche giorno fa era la Festa della Donna e la mia casa è punteggiata da palline di mimosa e tulipani. Adoro avere fiori in casa. Il mio capo dice che è un altro chiaro segno della mia zitellaggine incombente, io invece lo vedo come un altro modo per prendermi cura di me da sola.
Alle volte ho la sensazione che si diano troppe cose per scontate e non si facciano più: trovo che regalare anche solo un mazzo di margherite di campo sia una cosa bellissima. Quest’estate quello che era il mio ragazzo è sbucato a casa mia a farmi una sorpresa con un mazzo di fiori raccolti lungo la strada: bellissimo. La scena, per dirla tutta, è stata abbastanza divertente: stavo videochiamando i miei genitori quando bussarono alla porta; andai ad aprire senza pensarci troppo e lasciai il pc con vista sulla porta. Apro e mi vedo lui a porgermi i fiori tutto sorridente: “Oh, ciao, che sorpresa… ti presento i miei genitori…”. Poverino: è diventato viola, ma ha fatto breccia nel cuore della mamma al volo. Flower power. Trovo che il giallo sia un colore sottovalutato: illumina, rallegra, rimette in vita. Insomma, più giallo per tutti!
Del rosa mi piace quello più cipria, delicato, sia su scarpe che sui vestiti: mi sento molto “femmina”, molto confettino. Quando ero piccolina avevo una gonna di quel rosa a pieghe per le situazioni importanti, da abbinare con collant bianchi con delle roselline disegnate sopra. Sono sempre stata un po’ maschiaccio e un po’ scimmietta, su e giù da un albero, ma mi è sempre piaciuto vestirmi da femminuccia. Anche sulle unghie questo colore è splendido e molto in voga: naturale ma di classe, wow! Think Pink o La vie en rose: vanno bene entrambe.
Un po’ di verde: mela, acido o fluo per tutto quello che è uno sfondo o una scenografia. Quanto è bello il verde dei prati dopo tutta quest’acqua? Vedi il mondo colorarsi pian piano e sai che ci siamo: la natura lo sente prima di noi e ci avvisa che siamo quasi in primavera, anche se quest’anno sembra un po’ confusa pure lei. Per non parlare di quanto sono belle le foto con questo colore a incorniciarle: quindi, tutti a buttarsi in un prato a farsi gli autoscatti. Green is the answer.
Rosso. Sì, ho detto rosso. Ragazze, osiamo: qualsiasi sia la nostra età, un bel rossetto rosso può essere la svolta della giornata. Ricerche di mercato dicono che quando le vendite vanno male in generale, quando c’è crisi insomma, quelle del rossetto salgono. È un po’ una mania che abbiamo: quando qualcosa va male, pensiamo che quello possa essere la soluzione (temporanea, ma pur sempre una soluzione). Vestire le labbra con un po’ di sfacciataggine, provocazione e sensualità e ci sentiamo tutte un po’ più Marilyn. Cavolo, siamo uno schianto!
Poi c’è l’arancione. Nella primavera dell’anno scorso ho comprato una borsa arancione, una di quelle a sacca giganti in grado di contenere un mondo. Si dice spesso che le nostre borse siano in grado di contenere più oggetti di quella di Mary Poppins e, modestamente, la mia piccola zucca arancione è un portento. Un giorno, passandola a un mio amico perché la reggesse un secondo, mi ha guardato incredulo chiedendomi di mostrargli cosa ci fosse dentro. Vi riporto l’inventario: laptop 11” con caricabatterie e bustina contenitrice, ballerine di vernice nere, décolleté con tacco alto (sempre nere), un paio di jeans, trousse per il make up, collant, un libro, il mio quaderno degli schizzi, l’astuccio con i pennarelli, un taglierino, una gomma, qualche assorbente, un pacchetto di fazzoletti, le chiavi di casa, il portafoglio, il telefono, il caricabatterie del telefono, l’iPod e un pacchetto di cicche. Credo sia tutto. Altro che la zucca di Cenerentola, dilettante.
Celeste, azzurro, turchese: il blu scuro non lo amo particolarmente perché non so mai con cosa abbinarlo e, anche se ho un paio di scarpe fantastiche di quel colore, va sempre a finire che vado in crisi da nero/blu. In compenso ho un cappotto celeste, un celeste paragonabile alla gonnella di Alice nel Paese delle Meraviglie: molto poco primaverile ma una vera ventata di freschezza nell’inverno. Se penso a questa stagione, come colori della natura, penso al bianco e al celeste: ma non è strano che nessuno senta di portarsi addosso quest’ultimo? Un paio di Capodanni fa ho indossato un vestito di quel colore: ero davvero hardcore e contro tendenza, chissà se Enzo e Carla avrebbero apprezzato il mio affronto. Azzurro è il cielo quando è bello e adoro perdermici a guardarlo: una tonalità piatta ma così profonda. Magari da sdraiata nell’erba verde di poco fa: bellissimo.
Penso primavera e penso lilla, per via dei lillà che cominciano a deliziarci con le loro macchie di colore e il profumo inebriante che sprigionano tutto intorno. Due fiori che adoro nei giardini sono proprio il lillà e il gelsomino. Ho una sorta di mancato appagamento verso i fiori che non profumano (so che poco fa parlavo di margherite ma sono un controsenso vivente, abbiate pazienza). La primavera è bella per l’aria fresca e pulita che si respira: approfittiamone quindi per fare due passi in città e lasciamoci rapire dai profumi che questa stagione ci regala.
Il bianco ha caratterizzato quest’inverno, forse anche troppo lungo, con tanta neve quanta non se ne vedeva dai tempi dei miei genitori: quelli in cui si chiudevano le scuole e si andava tutti a slittare. Ora abbandoniamo il bianco neve e diamo il benvenuto a quello fresco che ci illuminerà di luce nuova e ci darà un’aria ringiovanita. Luce, luce, luce.
Il nero lo salto: ha avuto anche troppa importanza quest’inverno e poi tanto lui va con tutto, senza bisogno di preamboli.
Nicoletta
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