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App Immuni: grande Fratello sempre più reale

grande fratelloIl governo ha incaricato la società Bending Spoons di creare una "applicazione immuni" che permetta di tracciare i movimenti degli utenti che la scaricano sul telefonino.

Questa creazione avrebbe l'obiettivo di sfruttare la tecnologia per meglio gestire la cosiddetta Fase 2 del problema covid 19 quando le restrizioni alla libertà di movimento saranno allentate, anche se si dovranno rispettare alcune semplici regole, ossia mascherina, distanza sociale e divieto di assembramento.

App Immuni, il funzionamento

Come dovrebbe funzionare questa applicazione? L'utente la scarica e tiene il bluetooth acceso. Poniamo abbia fatto il tampone e risulti positivo al virus, a questo punto i suoi dati, in forma anonima, almeno così pare, verranno inviati a tutti gli altri utenti registrati che nei giorni precedenti fossero entrati in contatto con il soggetto controllato. Ogni nome sarà rappresentato da un codice alfanumerico, garantendo cosi l'anonimato.

Purtroppo il Commissario Arcuri, incaricato dal governo di occuparsi di questa problematica, ha fatto trapelare una ipotesi, a mio avviso piuttosto discriminatoria, che a poter uscire siano quegli utenti che abbiano scaricato l'applicazione. E chi non l'ha scaricata dal momento che non è obbligatorio farlo?

L'utilizzo della applicazione in se non è pellegrina, ma alcune forze politiche fanno giustamente notare che deve essere il Parlamento a normare la legge, non una semplice circolare o un decreto del Presidente del Consiglio. Non si può nascondere che l'utilizzo dei dati sanitari dei cittadini sia qualcosa di riservato e molto delicato, e quindi ponga moltissimi interrogativi.

Così come non è corretto privare un cittadino della libertà di movimento, per altro garantita dalla Costituzione, perché non ha accettato di essere sottoposto a sorveglianza di Stato. Come si può notare l'iniziativa pone seri problemi, a cui i cittadini farebbero bene ad interessarsi seriamente, prima che si trasformi in uno stato poliziesco e in un gigantesco e deleterio "grande fratello".

È chiaro a chiunque che se non posso muovermi da casa, non posso lavorare, non posso fare impresa, e via di seguito, con l'assurdità che se mi vedono mentre in un viottolo nel bosco sto passeggiando in solitaria, mi danno la multa, tutto rischia di fermarsi, rendendo una eventuale ripresa sempre più problematica. Da oltre un mese e mezzo siamo obbligati a starcene a casa, e va bene, rinunciare temporaneamente alle proprie libertà nel nome della salvaguardia della salute pubblica ci può stare, purché la cosa non diventi parossistica e/o preda di una eccessiva paura.

Il virus va sicuramente fermato, ma non l'economia altrimenti saremo in una situazione altamente drammatica, col rischio di essere fagocitati da potenze industriali, commerciali e turistiche più attive e audaci. Recentemente l'Istituto di sondaggi Tecnè ha rilevato come la sfiducia degli Italiani riguardo alla politica governativa sia aumentata al 64%, e come le percentuali per la paura per il virus e per la situazione economica siano abbastanza vicine. Così come è vistoso il calo della fiducia degli Italiani nei confronti della politica europea, infatti, ben il 65% non si fida degli interventi dell'Unione Europea. Credo che ognuno possa rendersi conto di come le questioni siano affrontate a rallentatore e con divergenze all'interno dell'unione stessa.

Come si può ben capire il problema non è semplice, abbiamo una Costituzione che garantisce diritti e doveri, vediamo di considerarla e che chi ha il dovere e il potere di farla rispettare prenda una decisa posizione.

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