• Home
  • NEWS
  • Internet sta reggendo l’emergenza Coronavirus?

Internet sta reggendo l’emergenza Coronavirus?

internetEmergenza coronavirus: e se non ci fosse la rete? Cosa accadrebbe se non avessimo whatsapp, i social, in una sola parola cosa accadrebbe se non avessimo internet?

Col coronavirus si è mobilitato un esercito digitale che ha messo in piedi didattica a distanza, smart working, telelavoro o modalità “da remoto.”

Un’extra sforzo digitale o come si dice in gergo un sovraccarico della rete, a fronte del quale  nascono alcuni interrogativi sullo stato attuale di questo settore e sugli scenari futuri.

Luca Damonte, network and security administrator in un'azienda leader del mondo dei giochi, ci aiuterà a capire meglio i meandri "della rete".

damonte

Siamo tutti connessi sulle reti, secondo te il sistema privato e pubblico saranno in grado di reggere a lungo?

Tecnicamente si, basta avere un minimo di flessibilità in termini di adeguamento alle nuove metodologie di lavoro e con lo sforzo da parte di tutti.

Quali sono le misure che le aziende stanno adottando per potenziare le reti?

Adottano soluzioni di remotizzazione dei desktop, vpn (virtual private network) nonché soluzioni basate sulle infrastrutture ed i servizi in cloud.

Una situazione simile è stata mai gestita in passato?

Per molte aziende medie e grandi sì, ma non a questi livelli e con questi numeri, per le piccole imprese probabilmente è un po' un terreno nuovo, sul quale ci si arrabatta inizialmente con soluzioni, tipo desktop pc acceso sempre con Teamwiever o Anydesk o simili attivi.

Quali accorgimenti i dipendenti possono adottare per alleggerire le rete domestica in questo periodo?

Di norma lavorare con documenti, presentazioni, fogli di calcolo non comporta un esagerato consumo di banda, sono streaming e download di file (leciti o meno) che invece "riempiono" i link. Quindi magari mentre si lavora meglio se i figli evitino di vedersi Peppa Pig in 4k.

Il massiccio uso di whatsapp e di videochiamate appesantiscono la rete? E’ consigliabile disattivare la ricezione dei messaggi durante l’orario lavorativo? oppure altre misure?

Solo se si ha una connessione con basse performances e latenza elevata, situazione ormai fortunatamente rara, eventualmente si può impostare le app di istant messaging affinché non scarichino in automatico i contenuti.

Quali sono le nuove minacce che si stanno sviluppando in questo periodo, con impatti sugli smarthpone e reti aziendali?

Sono già girati messaggi di phishing che sfruttano le paure delle persone (vedi: poliziadistato.it/articolo/385e6120220066d414895301), inoltre lavorando in smartworking perenne c'è un problema per chi deve fruire di servizi di helpdesk: non essendo in azienda occorre ingegnarsi per trovare soluzioni alla mancanza di un tecnico che possa mettere fisicamente le mani sul pc aziendale, per chi invece adopera il proprio materiale informatico, ci sono pregi e difetti del BYOD (Bring your Own Device).

Sono ipotizzabili future restrizioni sulla rete per eccessivo carichi?

Secondo me no: sono gli operatori a dover adeguare le reti che coinvolgono le connettività domestiche, sicuramente questo stile di vita ha delle conseguenze sui consumi delle utenze domestiche, con conseguente ricaduta economica.

Questa situazione come inciderà sul rapporto delle persone con certi strumenti tecnologici?

Noi Italiani siamo bravi ad adattarci ed a trovare creativi modi per risolvere i problemi, questa caratteristica solitamente viene evidenziata nelle accezioni negative (trovata la legge trovato l'inganno);  in questo caso invece trovo che le persone si "avvicinino" di più  “a causa” e grazie alla tecnologia: noto che  qualcuno, chiede mediante social network, come si usa zoom oppure come si stabilizza un video da mandare ad un gruppo mamme, chi adopera per la prima volta le videochiamate con skype o whatsapp.

Cosa verrà dopo?

Ci sarà un effetto elastico: molte persone vorranno inizialmente evitare di usare la tecnologia per rapportarsi con gli altri, prediligendo incontri fisici o telefonate "live" al posto dei vocali su watsapp o telegram, poi gradualmente torneranno a riconsiderare il mezzo fruendo di molte delle nozioni apprese in questo periodo, ma con consapevolezza e volontà, non più per necessità e mancanza di alternative.

Grazie Luca per averci spiegato lo stato della rete e sicuramente useremo questi strumenti con maggiore responsabilità e attenzione.

Consapevoli che alla ripresa (speriamo non troppo lontana) l’uso del digitale rappresenta una sfida da portare avanti, non solo nel momento dell’’emergenza, senza che questa sostituisca il rapporto umano. 

Copyright © 2006 - 2020 MilanoFree.it, testata registrata Trib. Milano n. 367 del 19/11/2014  IT11086080964