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Intervista a Germano Lanzoni, grande attore comico milanese: battute e verità

germano lanzoni imbruttitoL’Italia in quarantena, l’Italia che si ferma, l’Italia che si cura, l’Italia che riflette e un’Italia che lavora.
Tante facce di un bel paese, che deve ripartire e non DEVE mollare.
La preoccupazione è forte, come la paura, ma non dobbiamo perdere il sorriso. Chi può aiutarci?  Chi può non farci pensare h24 al coronavirus… ci può riuscire solo lui! Signore e Signori dello Stivale: Germano Lanzoni, l’attore de “il milanese imbruttito" e non solo!

Sig. Germano Lanzoni, conosciuto nel personaggio del Milanese Imbruttito, chi è lei e da quale angolo del Pil è uscito?

Sono un attore ed esco dal Pil della città di Milano, per formazione, percorso artistico e culturale, un po’ figlio di Belloveso  (principe ai tempi dei Galli che nel 600. Ac. fondò la città di Milano). Nato a Milano, i miei genitori di Milano e mio nonno di Codigoro.

Sono cresciuto nei peggiori locali di Milano, centri sociali, teatri off, locali underground, dove ho potuto fare un percorso più libero e meno vincolate rispetto alle dinamiche televisive e alle linee editoriali. Ho partecipato attivamente a diversi movimenti come Movimento Scaldasole, Movimenti collettivi, Caravan Ferrarrio, e in altri come Democomica, 30 comici alternativi, dove ho avuto un ruolo più centrale.

lanzoni milanese imbruttitoSempre alla ricerca della sperimentazione, con spirito di curiosità.

Come sta facendo in questo periodo a fatturare?

Il personaggio del Milanese Imbruttito direbbe “smart working parole d’ordine” e dire minchiate cercando di ottimizzare.

Ho ideato un hub creativo, un progetto o meglio un gruppo di 24 persone. Si chiama HBE – Human Business Entertainment, e sviluppiamo eventi e intrattenimento nel mondo del business, mettendo al centro le persone. In questo preciso momento stiamo sviluppando progetti di edutainment, a distanza, destinati ai dipendenti di grandi aziende italiane. Ora più che mai è fondamentale rimettersi al centro. Ieri sera poi abbiamo superato i 100 K (mila) di follower su instagram, uno dei miei principali canali di comunicazione insieme a Linkedin. È una grande community che gira intorno a me grazie alla quale posso sviluppare sempre nuove idee.

Le mancano la movida, la tangenziale milanese, gli slot in ufficio?

Mi manca tanto questa città, dove abbiamo costruito il business sulle relazioni. A Milano dopo averti chiesto come ti chiami, ti chiede “cosa fai”. La gente si esalta su quello che è e sul quello che crea. Sul fatto di creare, ogni persona ha un suo valore e su questi si creano contatti. Io sono un creativo, e credo che ogni relazione porta alla creazione di qualcosa di artistico, un progetto, uno spettacolo soprattutto quando vivo queste situazioni. Mi manca questo confronto fisico, che fa crescere. Stiamo sperimentando le videocall online perché amo la condivisione, non posso farne a meno. Se non facessi questo sarei “un pippone”. Prima di fare un testo, lo provo; sono della old school, “scrivo e te lo dico”. Tranne nel Milanese Imbruttito dove ci sono i founder (che scrivono i pezzi).

I suoi collaboratori meridionali sono scappati nella bassa o sono rimasti a Milan?

Sono rimasti tutti qui in Lombardia. Valerio, il giargiana è andato a Piacenza dove abita. Il creativo è di Milano, Renato lo statale è di Salerno, Fania la mia team manager è pugliese.

Sig.Germano, qual è la differenza tra il bauscia e il giargiana ?

Il bauscia è quello che ostenta, il “cumenda” come l’attore Guido Nicheli, mentre il giargiana nel Milanese Imbruttutito  è il contrario, quello che vive oltre la circonvalla, aldilà della 90 e della 91. Si tratta di una forzatura, una considerazione della città, un’idea dei founder. È una lotta tra centro e periferia, nata dal fatto che chi vive in centro hanno un centor (centro), un piglio diverso.  Circa 40 anni fa,  Affori, Comasina erano dei paesi e oggi sono diventati dei quartieri. Ora questi confini sono stati superati. La città è cambiata urbanisticamente e sono aumentate le relazioni.

Ha qualche suggerimento da dare a Beppe Sala o Fontana o al premier Conte?

Cito il Klopp… “io faccio l’allenatore” allora “Io faccio il cialtorne!” I consigli? Non ne ho, loro sono sempre sul pezzo. Posso solo ringraziarli! Sala è un sindaco presentatore, social. Figa è un numero uno!  Lo abbraccio virtualmente.

Cosa ne pensa di quelli che vanno a far la code nei supermercati?

L’analisi che faccio da persona è che c’è paura, magari legata alla convinzione che le restrizioni diventeranno progressivamente più rigide. E’ chiaro che vedere gli scaffali vuoti da un rimando alla guerra. I miei genitori che hanno vissuto la guerra, avevano la dispensa di pane, farina, l’essenziale. Oggi non è così, chi ha avuto quella formazione e quell'esperienza personale, non si sarebbe comportato così, come i miei genitori.

Il personaggio del Milanese Imbruttito invece ti direbbe che “è una giargianata perché c’è né per tutti”.

Come recupereremo il pil perso, secondo lei?

Il personaggio ti direbbe: “lavorando il doppio”. In queste settimane ho sviluppato una riflessione: mai come in questo momento è necessario “pensare globale e agire locale” (battuta seria).

I servizi di base, come sanità e scuola, devono essere pensati in globale. Se succede qualcosa in Afghanistan, non dobbiamo pensare che la cosa non ci tocchi. La paghiamo in qualche modo, magari con l’aumento delle spese sanitarie o con la riduzione dei fondi per la scuola. Manchiamo di contemporaneità.

La nostra governance pensa ancora al secolo scorso, Nord contro sud, Rosso e Nero. Occorre una visione globale. Il mondo è senza barriere, come le idee e le visioni. Ci servono persone che hanno una nuova visione del mondo. Non un mondo di fantascienza, ma una scienza applicata alla realtà. Non siamo più al tempo di Don Camillo e Peppone. 

Come possiamo mantenere vivo in questo periodo “lo spirito del  milanese imbruttito che è dentro di noi”?                     

Formarsi, andare in profondità alle nostre curiosità, attivandole. Approfondire le cose che ci piacciono, superare la superficialità, per farle diventare un valore aggiunto. Antropologicamente parlando, la competizione e la diversità sono valori a 360 gradi. Utilizziamo la curiosità per conoscere il mondo e intessere relazioni.

Ringraziamo Germano per questa intervista, dove abbiamo scoperto l’uomo nei suoi valori e nelle sue convinzioni. Ci ha trascinato in un racconto di storie, idee e visioni alternate da sagaci battute, che ci fanno pensare al giorno in cui torneremo alle nostre vite quotidiane, con un’esperienza nuova, che ci ha “formato” nel pensiero e nel tempi.

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