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Irene Grandi nel nuovo video "E poi" omaggia Mina con il blues

Dopo il grande successo della tappa milanese, Irene Grandi torna con un nuovo singolo “E poi”, reinterpretando uno storico brano cantato da Mina nel 1973 scritta da Shel Shapiro e Andrea Lo Vecchio

La cantante descrive così le atmosfere del brano: "una canzone che racconta una storia scura, un viaggio nei sentimenti e nell’incapacità di volersi davvero bene ma che ci suggerisce anche che esiste sempre la possibilità di scegliere tra l’ombra e la luce. Sta a noi averne la consapevolezza e trovare la forza per uscire dall’oscurità. Nel video della canzone, Grègori Dassi ha creato un emozionante e simbolico “cortometraggio animato” che ci trasporta in questo cammino verso noi stessi."irene in blues 1

 Nel nuovo singolo l’artista toscana ricalca l’arrangiamento di Mina con nuove sonorità moderne e di alto livello che danno ricchezza al brano. L'Hammond di Pippo Guarnera molto bello, dà un tocco vintage al pezzo confermando il suo plus nel Tour “ Io in blues” . Chitarra bella cruda come piace ai musicisti.

Non è la prima volta che Irene Grandi omaggia la grande Mina, artista unica nel panorama musicale, difficile da reinterpretare per il suo grande pathos e le capacità vocali fuori dal comune. La scelta dell’artista toscana è una tonalità in la minore per tutto il brano che riesce a dare alla canzone un’atmosfera sensuale e melanconica.

Una versione blues che pone Irene Grandi in un abito musicale “nuovo” . Una nuova lettura per omaggiare la “Tigre di Cremona”.

Fare conoscere artisti di questo livello tramite una voce moderna come quelle di Irene Grandi si rivela una scelta nuovamente vincente, come nella rivisitazione del brano “Sono come tu mi vuoi” nel 2007. Un’altra particolarità che colpisce è la simbologia del video dove Irene Grandi vive in una dimensione animata e la sua voce racconta una storia d'amore e di gelosia con un finale inaspettato.

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Oggi ne parliamo con Giacomo Sargenti , in arte Gregori Dassi che ci svela alcuni segreti del cortometraggio.

Giacomo Sargenti, chi è Gregori Dassi? Come è nata la collaborazione con Irene?

Sono un appassionato del mondo del fumento e dell’underground milanese. La collaborazione è nata un po’ casualmente perché l’anno scorso ho fatto un video per l’artista “AlcuneLacune” che ho conosciuto al bar dove lavoro. Frequentandolo, ha notato su Instagram che mi dedicavo alla fumettistica e gli sono piaciuto. A novembre 2020 abbiamo iniziato a discutere del progetto con l’artista ”AlcuneLacune”, che mi ha dato l’occasione di mettermi alla prova e ad ottobre 2021 gli ho portato un video per un brano che è uscito nel suo album. Fino a quel momento avevo fatto degli esperimenti partiti come studente a Brera, diverse esperienze e lavori brevi a livello di animazione.

Nei lavori che ho fatto, per Alcune Lacune ed Irene Grandi, ho raffinato le esperienze dei lavori precedenti, con maggiore cura a livello di regia, taglio e storia. Casualmente tutto questo è finito sotto l’occhio di Irene, che mi ha contattato e mi ha spiegato quello che voleva. Fino al quel momento non conoscevo il singolo “E poi” e il triangolo d’amore della canzone.

Come avete costruito il video? Nel cortometraggio ci sono tanti elementi di riflessione, come il serpente all’inizio ed alla fine, i colori, il finale che ti avvince. Cosa volevate trasmettere?

Irene mi ha dato libertà nell’inventare il fumetto con le immagini e gli unici input che mi ha dato sono stati la sua presenza ed il serpente. Io mi sono messo ad immaginare e mentre di notte ero in bicicletta mi è partito il film del video: sono quelle cose che ti vengono all’improvviso mentre fai altro. Ho messo il serpente all’inizio che doveva esserci solo alla seconda e terza strofa, ma mi piaceva che questo animale facesse un po’ il loop tra inizio e fine, creando “la voglia” di rivedere il video una volta terminato.

Nel finale il serpente diventa il dono come vendetta di gelosia. Ho usato questo escamotage per fare riferimento alla sua natura sinuosa dove l’inizio e la fine sono la stessa cosa. “Alla fine Irene è come se lo addomesticasse e lo vincesse: questo aspetto particolare mi è stato suggerito da lei per la costruzione del finale”.

Il video è carico di simbologia mentre alcune rimangono da scoprire. Invece i colori rappresentato la caratterizzazione dei personaggi, come le tonalità scure per il compagno di Irene, mentre lei è divisa tra i 2 amori con sfumature più solari. Il testo della canzone è molto bello ma non racconta dettagliamene quello che accade. Lascia molto all’intuizione.

Ringraziamo Giacomo per questo minuzioso racconto.

Anche in questo lavoro Irene Grandi dimostra la sua ricerca costante del gusto e del particolare. Un’attenzione e una cura per gli elementi non solo tecnici, ma anche legati alle sensazioni. Il Tour “Io in blues” sta riscuotendo un grande successo in tutta Italia per la qualità messa in campo da Irene e questa cover è indubbiamente figlia di questo lavoro di ricerca nelle origini. L’artista continua nelle sue sperimentazioni che non deludono mai i fans, riuscendo ad essere sempre “libera”. Quella libertà tanto amata da Irene Grandi, rendono l’artista unica per energia!

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Nei prossimi mesi, l'artista proseguerità il Tour "Io in Blues" nei teatri italiani. Sono già annunciati i primi concerti al Teatro Olimpico di Roma il 10 ottobre e al Teatro Celebrazioni di Bologna il 1 dicembre.

Contatti social

https://irenegrandi.it/

https://www.facebook.com/IreneGrandiOfficial

https://instagram.com/irenegrandiofficial?igshid=YmMyMTA2M2Y= (con video, foto dei concerti e molto altro);

https://youtube.com/c/IreneGrandiOfficialChannel (con tantissimi video dagli esordi ad oggi)

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