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Le restrizioni in Scozia raccontate da un medico: no Green Pass, ingressi con prenotazioni e quarantene

L’introduzione del Green Pass ha generato tante polemiche nel nostro paese, con appelli contro la dittatura sanitaria che si sono diffusi sui social, le manifestazioni del popolo del “ No Green Pass” nelle piazze italiane e altre iniziative/situazioni sparse sul territorio.

Oggi la dottoressa Anna Pavan  medico, specialista in malattia infettive, igiene epidemiologia e sanità pubblica e direttore sanitario all’Istituto Neurologia Besta di Milano (2019 -2020) ci racconta le misure adottate in Scozia,  dopo un breve soggiorno per motivi familiari.

coronavirus mascherina pix

Oltre il green pass, quali altri documenti avete dovuto preparare per andare in Scozia?  

Purtroppo il Regno Unito, causa Brexit, non riconosce il green pass e ha proprie regole, che si fondano sulla valutazione del Paese di provenienza (cioè dove si è stati o transitati negli ultimi 14 gg).

Per noi, già vaccinati con 2 dosi, era comunque necessario un tampone nelle 48 ore precedenti, 10 giorni di quarantena e due tamponi per il 2° e 8° giorno (che vanno prenotati e pagati prima di partire). Solo dal 2 agosto per chi ha ricevuto due dosi di vaccini riconosciuti in UK - Pfizer, Astrazeneca- è possibile evitare la quarantena ma non il tampone del 2° giorno. Sino al 30 agosto inoltre è necessario per rientrare in Italia un ulteriore tampone nelle 48 ore precedenti, cinque giorni di quarantena e un ultimo tampone il sesto giorno.

Sempre nonostante fossimo vaccinati. 

Ci sono misure aggiuntive previste per la Scozia, rispetto ai paesi comunitari?

In realtà la Scozia ha misure diverse dall'Inghilterra! Molto più simili alle nostre: mascherina obbligatoria nei luoghi chiusi e sui mezzi di trasporto, riunioni e cerimonie con numeri limitati, quarantena in caso di contatti con positivi. Inoltre in Inghilterra è possibile ridurre a cinque giorni la quarantena con un tampone aggiuntivo, invece in Scozia no. 

In questa fase dove ci sono le varianti, come il Governo sta affrontando la situazione?

Leggendo i giornali e guardando la TV non si ha la percezione di allarme che abbiamo qui; vengono resi noti i dati giornalieri, è attiva una app tipo Immuni, vi sono controlli (noi stessi durante la quarantena abbiamo ricevuto una telefonata del Servizio Sanitario per rammentarci le norme da osservare), ma la gente si comporta normalmente; molti anziani indossano la mascherina anche all'aperto.

Il maggior allarme è, un po' come da noi, per gli operatori delle RSA e dei servizi essenziali, che, a causa delle quarantene, mette in crisi l'assistenza delle persone anziane o i rifornimenti dei negozi. 

Quali misure stanno adottando per portare la popolazione alla vaccinazione, soprattutto i diffidenti e contrari?

Le adesioni sono alte; viene privilegiata la prima dose e per la seconda si viene chiamati, mentre da noi l'appuntamento è fissato durante la 1a dose. Non vi è la percezione di movimenti contrari, tanto meno perplessità per astrazeneca, anche se nostra figlia e il marito, trentenni, sono stati vaccinati con Pfizer.

Hanno adottato strumenti simili al green pass?

In Scozia sono stati adottati altri strumenti, a prescindere dallo stato vaccinale. Tutti gli ingressi a musei, cinema, manifestazioni sono contingentati ed esclusivamente su prenotazione. Ogni ingresso, al ristorante, in negozio o luogo chiuso prevede che ci si registri, con numero telefonico e mail (molto semplicemente si legge con proprio telefono un QRcode che rinvia a un format da compilare velocemente). Sono praticamente aboliti i pagamenti con moneta: ovunque, compresi autobus e treni, si può pagare esclusivamente con bancomat o carta di credito. E in ogni caso senza proteste o voci contrarie.

Naturalmente il viaggio per vedere la nostra nipotina meritava tutte queste misure, ma è stata anche l'occasione per provare limitazioni e riflettere sull'importanza di osservare regole necessarie alla salute di tutta la collettività, sicuramente per le persone più fragili.

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