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L’impatto sulla busta paga dell’assegno unico universale per i dipendenti pubblici e privati

Dopo il bonus Renzi e il cuneo fiscale, una nuova misura andrà a toccare le buste paga dei lavoratori dipendenti pubblici e privati nel 2022: l’assegno unico universale, già entrato in vigore per gli autonomi e partite Iva da luglio 2021.

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Oggi ne parliamo con Ketti Fisichella, CdL inscritta al C.P.O. di Messina dal 2004, Responsabile HR di una SPA che ha in organico circa 600 dipendenti e autore per il quotidiano Fiscal Focus.

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Dal mese di luglio è scattato l’assegno unico familiare per alcune categorie di lavoratori come gli autonomi, mentre i lavoratori dipendenti pubblici e privati hanno continuato a percepire gli anf come da vecchia procedura.

Quando avremo la nuova misura letta sul media?  Gennaio e febbraio 2022 avranno impatti?

Il 18 novembre 2021 è stato approvato, in Consiglio dei Ministri, il decreto attuativo sull’assegno universale di cui alla legge 1° aprile 2021 n. 46 (art. 2). Il provvedimento dovrà passare, comunque, al vaglio delle commissioni competenti delle Camere per il parere, prima del via libera definitivo pertanto siamo in attesa di istruzioni definitive. In realtà, però, le modalità di erogazione della nuova misura sono già delineate.

Il nuovo assegno verrà corrisposto per il periodo compreso tra marzo di ciascun anno e febbraio dell’anno successivo e sarà erogato sulla base della condizione economica dei nuclei familiari (prendendo a riferimento l’indicatore della situazione economica equivalente – ISEE).

Quindi, a regime, le 12 mensilità seguiranno questo criterio temporale. Per le mensilità di gennaio e febbraio 2022, invece, non si può ancora fornire una risposta netta in quanto si deve attendere la pubblicazione del decreto attuativo in Gazzetta Ufficiale e la successiva circolare INPS con le indicazioni del caso.

Attualmente nella busta paga, ci sono le detrazioni fiscali (dipendenti, figli, e coniuge a carico) e gli anf. Con questa nuova misura il dipendente non avrà più le detrazioni e quindi non dovrà più presentare richiesta agli uffici del personale né presentarli in dichiarazione? Allo stesso modo non dovrà presentare presso patronati/telematicamente domande di anf?

dal 1° marzo 2022 - salvo eventuali modifiche che dovessero intervenire - sarà corrisposto alle famiglie direttamente dall’INPS, l’assegno unico e universale per i figli a carico che andrà a sostituire interamente le seguenti misure: sia le detrazioni d’imposta per figli a carico, comprensive dell’ulteriore detrazione di euro 1.200 per le famiglie numerose, che la corresponsione, tramite sostituto d’imposta, dell’assegno nucleo familiare. Rimangono invariate le regole che attengono le ulteriori detrazioni percepite dai dipendenti (coniuge fiscalmente a carico, lavoro dipendente ed eventuali altre spettanti e che non rientrano nel “perimetro” dell'assegno unico).

Per le tipologie di nucleo familiare, rientranti nella nuova previsione normativa,  inevitabilmente, non si dovrà più procedere alla richiesta telematica, presso patronati o con proprie credenziali, per la quantificazione e l’autorizzazione alla percezione degli ANF.

Il nuovo assegno va richiesto direttamente all’inps? Non transita tramite busta paga?

La domanda per l’assegno unico 2022 potrà essere presentata dal 1° gennaio 2022 e sarà riferita al periodo compreso tra il mese di marzo dell’anno di presentazione della domanda e quello di febbraio dell’anno successivo. Quindi, sarà erogato a partire dal mese di marzo 2022 fino a febbraio 2023 e a regime sarà corrisposto per un periodo di 12 mesi da marzo di ciascun anno a febbraio dell’anno successivo.

L'unica piccola differenza riguarda i percettori di reddito di cittadinanza, che invece riceveranno l'assegno nelle stesse modalità con cui percepiscono il sostegno senza la necessità di trasmettere alcuna richiesta specifica.

Quindi, per percepire l’assegno, la domanda dovrà essere presentata esclusivamente in modalità telematica all’INPS (anche autonomamente con il proprio SPID) oppure presso gli istituti di Patronato. L’INPS, comunque, avrà 20 giorni di tempo - da quando avverrà la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del provvedimento - per definire tutti i dettagli per l’invio della domanda.

L’assegno unico non transiterà nel cedolino paga, ma verrà erogato direttamente dall’INPS sul conto corrente indicato in fase di richiesta (oppure mediante bonifico domiciliato).

Prima di presentare la domanda per il nuovo assegno, occorre fare richiesta del modello Isee 2021, tramite patronato/caf/ telematicamente?

Assolutamente si in quanto l’assegno unico verrà corrisposto ai nuclei familiari sulla base della condizione economica del nucleo stesso e in base all’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159.

E’ dunque necessario determinare il reddito ai fini ISEE per poter beneficiare dell’assegno unico in misura congrua; differentemente l’INPS si troverà costretto a corrispondere l’assegno prendendo a riferimento l’ultima fascia reddituale prevista (oltre 40.000,00 euro).

I dipendenti dovranno pertanto aspettarsi una busta paga più leggera e attivarsi presso l’inps?  È questo il sunto della manovra?

Il decreto legislativo che riscrive le misure di sostegno alla genitorialità non prevede un’abolizione generalizzata degli strumenti ad oggi in vigore ma ne rimodula la gestione.  Ciò posto, sicuramente il cedolino paga non potrà più essere elaborato utilizzando le detrazioni per figli minori a carico o per famiglie numerose, a scomputo dell’imposta, ne il netto in busta potrà più essere comprensivo degli ANF. Resteranno invece invariate le detrazioni spettanti per per i figli naturali, adottivi o affidati e a carico, di età superiore a 21 anni, per i quali non è previsto il riconoscimento dell’assegno unico e universale.

E’ di tutta evidenza, quindi, che lo stipendio accreditato ai lavoratori subirà un decremento.

Desidero però aggiungere che i dipendenti con ISEE fino a 25.00,00 euro, potrebbero subire una penalizzazione e per tale ragione, dal 2022 e fino al 2025 verrà riconosciuta una maggiorazione provvisoria per i nuclei con ISEE fino a 25.000 euro percettori degli ANF, che servirà per garantire la graduale transizione dalle “vecchie” alle nuove misure di sostegno alla genitorialità.

 

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