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Il mese di Aprile nei detti meneghini

detti milanesi marzoSiamo entrati nel mese di aprile ed anche questo mese non sfugge ai tanti detti milanesi dei nostri bisnonni che lo riguardano.

Ve ne propongo alcuni:

  • April el fa i fior e magg el gh'ha l'onor. In aprile nascono i fiori, ma è il mese di maggio che se ne onora.
  • Questo è un richiamo a togliersi gli abiti, dal più pesante al leggero, e dice così: April nanca on fil, magg adagg adagg, giugn poeu fa quell che te voeu.
  • Adesso due detti attinenti la pioggia. April piovos, ann ubertos. April ògni gotta on baril. Ossia: aprile piovoso anno fertile e la pioggia di aprile rischia di riempire il barile.
  • El primm el pess d'april. Si riferisce allo scherzo del pesce d'aprile che si è soliti fare il primo giorno di questo mese. In questo mese vi è la ricorrenza di tre Santi, e precisamente: San Giorgio, San Marco e San Pietro, non l'Apostolo, ma il Pietro da Verona. Orbene, andiamo a vedere cosa i nostri avi avevano da dire in proposito. iniziamo da san Giorgio.
  • San Giorg l'è el ventiquatter a Milan, e non el vintitrii come vuole il calendario, questo perché proprio il giorno 24 si dice che il Santo apparve tra le truppe cristiane per liberare Maiorca dai turchi. La festa del Santo veniva festeggiata con rito della panera e del panmejn, che era poi la panna con le focaccine di pane giallo dolcificato. Questa era fatta di farina gialla del melgon, il granoturco. Era usanza andare a fà san Giorg foeura porta per procurarsi i primi formaggi col latte della prima erba dell'anno. La questione della panna invece nasce da un fatto storico di quando alcuni soldati di Luchino Visconti riescono a uccidere l'efferato capobanda Vione Squilletti, che terrorizzava tutto il contado fuori di Porta Ludovica. Un oste del luogo allora offrì da bere e panna fresca con dolcetti di farina gialla ai soldati dell'impresa e a tutti quelli che erano in quel momento presenti. Da questo fatto ecco nascere l'usanza della gita fuori porta. Un'altra usanza di questo giorno era quella del rinnovo del contratto di lavoro annuale per i casee, i formaggiai.
    Ecco adesso alcuni detti che hanno a che fare col Santo.
    • A san Giorg da la vòlta al tros. Ossia è ora di sistemare i tralci delle viti.
    • A san Giorg la somenza di bigatt la se mett in cald. Bisognava mettere al caldo la semenza dei bachi da seta per farla dischiudere.
  • Passiamo adesso a San Marco che cade el venticinch d'april. I milanesi hanno la bella chiesa di san Marco, fatta costruire in riconoscenza ai veneziani per aver aiutato a ricostruire la città dopo che il Barbarossa l'aveva messa a ferro e fuoco. Di questa chiesa i milanesi erano solito dire:
    • Eh si, San March l'è proppi ona bella gesa! Tanto che nacque l'esclamazione " San March!" che era come dire "caspita!".
    • A San March i vacch al varch. Ovvero a san Marco le mucche salgono verso i pascoli di alta montagna, accompagnate dai " bergamin".
  • Per non farla tanto lunga eccomi all'ultima data, il ventinoeuv, che ricorda san Peder martir, che non è l'Apostolo, ma trattasi di un frate, tale Pietro da Verona, Domenicano e preposto all'Inquisizione. Si racconta che avesse sempre el mal de còo e che per questo era solito tenersi il capo tra le mani. Il 29 aprile del 1252 cadde in un agguato e gli ruppero la testa.
    Divenne così protettore contro questo male, tanto che i milanesi coniarono questo detto e questa usanza:
  • El 29 de april se picca el côo in Sant'Ustòrg, che è nella cappella Portinari nell'arca scolpita da Balduccio da Pisa.

Anche questo mese è servito. Maggio arriverà a suo tempo.

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