Il mese di Luglio nei detti meneghini

detti milanesi marzo

Lasciato il mese di giugno, eccoci al mese di Luglio, Luj in milanese. Anche questo mese non sfugge a detti e modi di dire meneghini.

Eccone un assaggio.

  • Per coloro che sono nati nel mese di luglio si diceva "Lujengh", così come per le messi e i frutti tipici del mese, ad esempio L'uga lujenga, ossia l'uva di luglio detta anche una di Sant'Anna perché matura per il 26 luglio, ricorrenza appunto di sant'Anna. È quell'uva bianco-verdastra un poco acidula.
  • Luj battidor, ovvero luglio battitore in quanto si battevano le messi stese ad asciugare sull'era, ossia l'aia. Dicendo invece un'aiata pajoeu si voleva intendere la quantità di messi distese sull'aia.
  • Diversi erano i lavori cui bisognava svolgere, fra i quali "fà saltà el pajoeu", per vagliare il grano disteso, farlo appunto saltare. Oppure "netà el pajoeu", togliere le erbe estranee e secche dalle messi. Successiva procedura era quella de "romp", dare i primi colpi indi poi "se batt e rebatt", cioè si batte e si ribatte e quindi si lancia in aria il trebbiato con la pala di legno a cucchiaio, che, detto in dialetto suonava "el ventorà cont el palòtt". Con questa operazione tolti i chicchi restava il "reschee".
  • A luj la terra la buj. Per indicare il mese più caldo dell'anno.
  • El ventises de luj, che come ho citato sopra ricorre la festa di Sant'Anna, non solo matura la prima uva, ma anche i "peritt e i persegh de Sant'Anna", tutta frutta piuttosto precoce.
  • Sperem in la dòtta de Sant'Anna, che non è la dote, ma quella sana pioggia di fine luglio che disseta e rinfresca la terra riarsa. Così come si era soliti dire anche che "l'acqua de Sant'Anna l'è mej de la manna", col il significato di cui sopra.
  • Questo proverbio è davvero curioso, recita così: "Sant'Anna: sett negaa e sett impiccaa", ovvero sette annegati e sette impiccati. Quale il significato? Con i sette annegati si volevano indicare coloro che andavano a fare il bagno nelle rogge o cave dove l'acqua è sempre piuttosto fredda, con il rischio di annegare, mentre il riferimento agli impiccati era per quelli che si suicidavano dopo essere impazziti per troppo caldo.
  • Il mese di luglio entra anche in questi due modi di dire: "El fà mostra che ghe dispiasa, ma invece l'è tutt còcc!", ossia: vende il sol di luglio anche se siamo in gennaio, cioè "non mi frega". Un altro detto è questo: "L'à refudà quell ch'el saveva de podè minga avègh", che tradotto voleva intendere di qualcuno che si fa onore col sol di luglio sapendo di non poterlo avere.

Anche a questo mese abbiamo fatto onore, adesso attendiamo il prossimo per vedere cosa ci riserva l'antica saggezza meneghina.

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