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Carlo Bertolazzi e El nost Milan, l’amarezza e il disincanto della vita

 bertolazzi 1Pur essendo di origini cremonesi, Carlo Bertolazzi ha saputo ritagliarsi un suo  spazio nel teatro dialettale milanese di fine Ottocento con El nost Milan, che sotto il  riso nasconde una profonda amarezza.

 Figlio di una coppia appartenente alla borghesia provinciale, Carlo Bertolazzi nacque  a Rivolta d’Adda il 3 novembre 1870. Dopo una giovinezza alquanto spensierata, grazie al sostegno economico paterno, il  giovane Carlo frequentò la facoltà di giurisprudenza a Pavia, dove si laureò nel 1894.

 Contemporaneamente ai suoi studi Bertolazzi iniziò a scrivere le sue prime opere  teatrali, tra cui la “Trilogia di Gilda” e la scena popolare “Ona scena de la vita” che fu  la prima della sue numerose opere in dialetto milanese, sempre accolte con calore  ed  entusiasmo.

 Nel 1893 scrisse quello che sarà considerato il suo capolavoro “El nost Milan” che  ottenne un successo enorme, ma venne anche attaccato dalla critica per una  rappresentazione troppo cruda della vita milanese dell’epoca. Diviso in due parti “La povera gent” e “I sclori” la commedia vede come protagonista assoluta la giovane Nina, innamorata di Rico, un clown malato di tisi. La morte del ragazzo condurrà Nina sulla strada della prostituzione, malgrado i tentativi del padre Peppon, uomo dal carattere mite e generoso, che per salvarla arriverà ad uccidere il rozzo Carloeu, amante della figlia. Anche questo sacrificio sarà inutile, poiché Nina prenderà la decisone di continuare la sua nuova vita, ma  nel mondo dell’alta società milanese, cioè tra gli “sclori”. Tre anni dopo Nina, diventata, con il soprannome di Belle Helène, una delle mantenute più note di Milano, incontra il giovane conte Riccardo Rivalta,  tornato in città dopo diciotto anni di assenza, per salvare le fortune di famiglia, dilapidate dal fratello Cesare.

bertolazzi 2Pur essendo innamorato di Nina, Riccardo viene costretto a fidanzarsi con la contessina Ormini, che nasconde un segreto; un anno prima aveva abortito un figlio illegittimo, frutto di una storia con un servitore della sua famiglia. Dopo aver scoperto la verità ed aver affrontato il fratello, Riccardo dichiara a Nina il suo amore, ma questa, dopo avergli svelato il suo passato e le sue scelte, lo esorta ad andarsene per sempre da Milano per rifarsi una nuova vita all’estero.

Le opere successive di Bertolazzi,  da “La maschera” sugli intrighi di una cantante operistica fino ad arrivare al suo ultimo capolavoro “L’egoista” su un padre di famiglia che finisce per perdere la stima dei suoi cari e degli amici a causa del suo smisurato egocentrismo, pur avendo un ottimo successo non riuscirono a raggiungere le vette di “El nost Milan”

Il 2 giugno del 1916, poco tempo dopo che aveva aperto uno studio a Milano come notaio, Carlo Bertolazzi morì nella sua casa di Milano. 

 

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