Cristina De Stefano: una pavese a Parigi

cristina de stefanoOriginaria di Pavia, Cristina De Stefano è famosa per le sue biografie dedicate a donne libere e coraggiose, che nel corso del Novecento hanno cercato di trovare se stesse andando contro le rigide regole della società dell’epoca.

Adelphi ha pubblicato nel 2005 “Belinda e il mostro” sulla vita dell’elusiva e raffinata poetessa Cristina Campo e nel 2008 “Americane avventurose” ritratti di venti donne coraggiose che nel Novecento americano hanno dimostrato che tutto era possibile per il gentil sesso, mentre nel 2013 la Rizzoli ha pubblicato “Oriana. Una donna” la prima biografia autorizzata su Oriana Fallaci, la più nota giornalista italiana della seconda metà del Novecento italiano.

Ma non c’è solo il lavoro come biografa nella carriera della De Stefano, infatti collabora alla rivista Elle con la pagina dei Libri e la rubrica Storia di donne e dal 2010 coordina il Gran Premio delle Lettrici di Elle, mentre come scopritrice di nuovi talenti ha portato in Italia il best seller di Joel Dicker “La verità sull’affare Harry Quebert” pubblicato da Bompiani nel 2013.

Da dieci anni Cristina De Stefano vive a Parigi, con il marito Claudio e i figli Lia e Marco, oltre al gatto Strip.

Ho pensato e osato scrivere a Cristina De Stefano, perché rispondesse ad alcune domande in occasione della Festa della Donna, e incredibilmente, quasi non ci posso credere, lei mi ha risposto.

Cosa ricorda, forse con nostalgia, in particolare di Pavia?

Pavia è la mia città. Ci torno molto spesso. Da quando non ci vivo più la trovo ancora più bella, la nebbia in inverno, per esempio, mi delizia. E le risaie allagate a primavera. E il cappuccio e la brioche al bar. E' proprio vero che allontanandosi si vedono meglio le cose.

Come ha cominciato a interessarsi al mondo della scrittura?

Leggendo. Da ragazzina passavo tutto il tempo libero a leggere, su una grande sedia di vimini che infatti mi sono portata via quando mi sono sposata ed è ancora con me, ma un po' rotta ormai. Leggere è il primo passo verso lo scrivere. Anzi, se si vuole scrivere bene, bisognerebbe leggere di continuo, i grandi scrittori.

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E’ affascinata dall’essere una scouting e dallo scoprire nuovi autori?

E' un lavoro divertente, dove c'è tanta adrenalina e tanta competizione. Bisogna arrivare prima degli altri. Però a volte mi consumo gli occhi a leggere i testi sui tablet, vorrei solo cucinare torte e guardare fuori dalla finestra.


Che criteri ha scelto per le sue biografie?

Donne, perché mi viene più facile l'immedesimazione, e donne piene di energia, perché è il livello energetico che rende una creatura umana appassionante. Mi piace raccontare donne che vivono tanto, donne esagerate, complicate. Cristina Campo (Belinda e il Mostro, Adelphi) era una grande stilista e una persona ossessionata dalla bellezza. Le americane del novecento (Americane avventurose, Adelphi) sono state tutte delle pioniere e delle vere indiavolate. E Oriana, be' Oriana la conosciamo tutti: ha vissuto dieci vite in una.

E’stato difficile avvicinarsi al personaggio della Fallaci?

Sì, sapevo di sfidare il suo volere e ne ero intimidita. Ma se si ha paura non si va da nessuna parte. Ho cercato di essere rigorosa e coraggiosa, come lei insegna.

Cosa progetta di scrivere per il futuro?

Ho molte donne che bussano alla mia testa, ma sono ancora stanchissima dal progetto Oriana, che ora sto accompagnando in traduzione nei vari paesi, per ora lascio che bussino.

Che dire?

Buona Festa della Donna signora De Stefano e grazie!

La fotografia della signora De Stefano è di Francesco Castaldo.

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