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Eugenio Corti, uno scrittore cattolico

il cavallo rosso eugeno cortiIl 21 gennaio 2021 hanno testimoniato i cento anni dalla nascita, a Besana in Brianza, dello scrittore e saggista Eugenio Corti. Ho avuto modo di leggere il suo romanzo storico "Il Cavallo Rosso", che racconta la sciagurata avventura, parzialmente autobiografica, degli italiani nella guerra di Russia. Uno scritto che raccomando di leggere e meditare per la profondità del suo pensiero, sempre improntato alla carità e alla fraternità nonostante tutto.

Nasce da una famiglia cattolica e di nove figli, alcuni dei quali si impegneranno nel sociale. Dopo la scuola elementare a Besana, continua gli studi classici nel Collegio San Carlo di Milano, dove scoprì la sua vocazione allo scrivere. Nel 1940 si iscrive all'Università Cattolica del Sacro Cuore, facoltà di Giurisprudenza, ma dopo pochi mesi è chiamato alle armi e destinato al XXI Reggimento Artiglieria di Piacenza. È nominato Sottotenente d'Artiglieria e sceglie di andare sul fronte russo con lo scopo preciso di conoscere il mondo comunista. Il suo intento non durò molto, infatti, l'esercito italiano ricevette l'ordine di ritirarsi dal fronte del Don, avviandosi a una disastrosa ritirata.

Il Corti si comportò da vero cristiano, aiutando e spendendosi per il bene di tutti, tanto da meritarsi la medaglia d'argento al valor militare. Nel luglio del 1943 rifiuta la licenza che i medici dell'Ospedale militare di Baggio volevano accordagli viste le sue condizioni non buone di salute. Rientra in caserma a Bolzano, poi trasferito a Nettuno – Roma, da dove, dopo l'Armistizio dell'8 settembre, a piedi si dirige al sud, entrando volontario nei reparti dell'esercito regolare italiano, costituitosi per affiancare gli Alleati. Nel 1947 riesce a laurearsi in Giurisprudenza e pubblica il libro " I più non tornano", sull'esperienza autobiografica della ritirata di Russia.

Il suo secondo libro dal titolo "I poveri cristi", racconta la guerra di liberazione dell'Italia; rappresenta una continuazione del "Cavallo Rosso".

Nel 1951 si sposa e le nozze furono celebrate da Don Carlo Gnocchi, amico personale e cappellano militare degli Alpini al seguito della Divisione Alpina "Tridentina" sul fronte Russo, dove visse la battaglia di Nikolaevka.

Nel 1962 rappresenta presso il Teatro della Cometa di Roma della Compagnia Stabile di Diego Fabbri, la tragedia " Processo e morte di Stalin", dove vuole dimostrare la prova del fallimento del marxismo. Una critica, apertamente di sinistra, bocciò in toto l'opera teatrale.

Il suo impegno civile lo porta a prendere una decisa posizione in difesa della vita fin dal concepimento e alla difesa del matrimonio. Moltissimi sono i suoi scritti così come il suo impegno nel sociale, così come i riconoscimenti e le onorificenze, tra le quali: "Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana", "Medaglia d'argento al valore militare", "Medaglia d'oro ai benemeriti della Cultura e dell'Arte". Insignito, dal Comune di Milano, dell'Ambrogino d'oro nel dicembre del 2007 e nel 2010 la Regione Lombardia gli conferisce il premio "La Lombardia per il Lavoro". Nel 2010 è stata presentata ufficialmente la proposta di candidare Eugenio Corti al Premio Nobel per la Letteratura, riconoscimento che non avvenne.

Il Cavallo rosso

Prima di terminare voglio ritornare sul suo romanzo il Cavallo Rosso, pubblicato nel 1983 dalla casa Editrice Ares, ed entrare un attimo nel dettaglio.

Il romanzo è diviso in tre sezioni:

  • Il Cavallo Rosso, che racconta le vicende della prima parte della guerra, dal 1940 al 1943.
  • Il cavallo livido, con la seconda parte della guerra, dal 1943 al 1945, dove scopre i gulag, la ferocia delle repressioni naziste e la descrizione della guerra civile italiana.
  • L'albero della vita, che narra la ripresa della vita dopo il conflitto sino agli anni 1974. Ben descritte le vicende dei personaggi e delle loro famiglie, così come gli avvenimenti di quegli anni, tra cui le contestazioni del Sessantotto, il terrorismo, il diffondersi di quella maledetta piaga che è la droga.

Un libro, a mio modesto avviso, che andrebbe letto e discusso a scuola.

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