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Canzoni milanesi sulla mala: la Ligera, Rosetta e il palo dell'Ortica

Le canzoni della mala raccontano la malavita milanese di una volta, quella della Ligera, con il suo codice d'onore che evitava il maltrattamento gratuito di persone inermi e le uccisioni inutili. Dal canto popolare sulla povera Rosetta alla comicità di «Faceva il palo», sono una delle pagine più riconoscibili del repertorio milanese.

La Milano della Ligera, tra osterie e navigli
La Milano della Ligera: osterie, cortili e malavita di strada.

Mala e Ligera: che cosa significano

Per «mala» si intende la malavita, in questo caso milanese: quella che veniva chiamata Ligera. L'origine del nome è discussa; una spiegazione popolare lo collega al prendere la vita «alla leggera», in un mondo un po' picaresco fatto di osterie, vino e piccoli espedienti.

Le canzoni di questo filone sono nate nelle osterie e nei locali frequentati dalla mala meneghina, e sono poi tornate in scena negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta grazie agli interpreti del cabaret milanese. Alcune sono popolari e di autore anonimo, altre sono d'autore.

Chi ha cantato la mala

Tra gli artisti legati a queste storie ci sono Nanni Svampa e i Gufi, Enzo Jannacci, Walter Valdi, Ornella Vanoni e Dario Fo, cui si aggiunge Giorgio Gaber con il suo «Cerutti Gino». Chi vuole entrare nello spirito di questi brani deve ascoltarli: la lingua, il ritmo e i dialoghi funzionano molto meglio cantati che letti. I testi non vengono riportati in questa pagina.

E con la cicca in bocca

È una delle canzoni popolari della Ligera e racconta il lato povero e operoso di quel mondo: per campare bisognava arrangiarsi e adattarsi a qualunque lavoro. Il ritornello, ripetuto più volte, descrive la «povera ligera» che si muove a piedi per la città con la sigaretta all'angolo della bocca. Una scena minima, che dà bene l'idea di una vita di strada fatta di fatica e piccole astuzie.

La povera Rosetta

Più che una canzone di fantasia, è il racconto di un fatto di cronaca: la morte di Elvira Andrezzi, detta Rosetta, avvenuta nell'agosto del 1913, dopo l'arresto da parte della polizia. Rosetta si esibiva come cantante, con il nome d'arte di Rosetta de Woltery, e frequentava la zona della piazza. La versione ufficiale parlò di suicidio, ma sulla sua morte restano dubbi: la canzone, diventata «la bandiera» della musica della mala, accusa invece gli agenti della questura, oppure la Mano Nera.

Le fonti non concordano nemmeno sul giorno: il racconto più citato la dà il 27 agosto, altre il 26, mentre nella versione di Nanni Svampa si parla del 13. Leonardo Sciascia dedicò alla vicenda un libro, Storia della povera Rosetta (1983), e un articolo sul Corriere della Sera. Il finale della canzone ha il tono di una promessa di vendetta da parte di tutta la malavita; secondo la ricostruzione più citata, in un primo momento due agenti furono accusati e poi assolti per l'alibi.

La storia di Rosetta e della piazza è raccontata più a fondo nell'articolo Rosetta Andrezzi: mistero e malavita nella Milano del 1913.

Faceva il palo

È la canzone più ironica del filone, cantata da Jannacci e con testo di Walter Valdi. Nel gergo della mala il «palo» era chi si metteva di vedetta per avvertire i complici dell'arrivo della polizia o dei carabinieri.

Il protagonista è un palo che ci vede pochissimo: quando passa una pattuglia non si accorge di nulla e la banda dell'Ortica viene arrestata al completo, lui escluso. Poi, rimasto solo in strada, si sente sfruttato dai compagni e decide di mettersi in proprio. È una piccola commedia noir, costruita su un personaggio che sbaglia mestiere ma resta convinto di essere il più serio di tutti.

Piccolo glossario

  • mala: la malavita milanese;
  • Ligera: la malavita milanese tradizionale, quella dei piccoli furti e delle osterie;
  • palo: la vedetta durante un colpo;
  • ghisa: vigile urbano, in milanese;
  • metronotte: guardia notturna;
  • questura: la polizia di Stato in città.

Domande frequenti

Che cos'è la Ligera?

È il nome con cui si chiamava la malavita milanese di una volta, legata alle osterie, ai cortili e ai piccoli espedienti, con un proprio codice d'onore.

Chi era la povera Rosetta?

Elvira Andrezzi, detta Rosetta, una giovane cantante morta a Milano nell'agosto del 1913 dopo l'arresto da parte della polizia. La sua storia è diventata la canzone simbolo della mala.

Chi ha scritto «Faceva il palo nella banda dell'Ortica»?

Il testo è di Walter Valdi; la canzone è stata resa celebre da Enzo Jannacci.

Perché i testi non sono riportati?

Perché alcune di queste canzoni sono ancora protette da diritto d'autore. La pagina ne racconta contenuto e contesto senza riprodurle.

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