I giochi divinatori per scoprire il proprio destino

Giocare è sempre un momento piacevole e di condivisione, tanto che Platone diceva: "si può scoprire di più su una persona in un'ora di gioco che in un anno di conversazione" e, a ben pensarci non aveva torto, ma andiamo oltre e vediamo in cosa consistevano questi giochi detti "del destino".margherita

Lo scrittore francese premio Nobel per la letteratura Jacques François Anatole diceva, a proposito del gioco, "il gioco è un corpo a corpo con il destino" , ed è proprio di questo interrogare il destino con un gioco che vi voglio raccontare.

Sono certo che tutti, almeno una volta, si abbia provato a fare uno di questi giochi, anche solo per curiosità, o meglio, solo per curiosità poiché il proprio destino non dipende certamente da un semplice gioco. Diversi erano i modi per interrogare questo possibile destino, eccone alcuni.

Interroghiamo il destino: i diversi modi

Il Cuculo

Per questo gioco si doveva affidare la propria sorte al Cuculo, uccello dalla coda lunga e dal morbido piumaggio e dal tipico verso cu – cu – cu. Era un passatempo che potevano permettersi chi abitava in campagna o in montagna, poiché in città difficilmente si poteva ascoltare questo suono. Il gioco consisteva nel porre una o più domande e contare, in un tempo prima stabilito, quante volte si sentiva il cu cu. Ecco due esempi:

domanda: bel cuculo dal becco fiorito, dimmi, tra quanti anni prenderò marito?

domanda: bel cuculo che vieni dal mare, dimmi, quanti anni mi resta da campare? Una domanda sicuramente da evitare per le persone troppo impressionabili.

I petali delle margherite 

Un classico era invece quello di sfogliare i petali delle margherite, non prima però di aver posto le domande di rito. Domande che potevano essere le più diverse. La più classica era quella che le ragazze facevano per provare l'amore del fidanzato. Si procedeva così: la fanciulla prendeva una margherita e poi, strappando un petalo alla volta, recitava questa filastrocca:

M'ama? Non m'ama? Mi ama poco? Mi ama tanto? Mi ama così così? Mi ama da impazzire? Mi ama da morire? Sino a che l'ultimo petalo staccato dava la risposta finale.

Altre domande possibili erano queste:

M'ama? Mi vuol bene? Mi brama? Mi burla? Mi inganna? Mi tradisce?

Insomma, ognuno poi poteva dare spazio alla propria immaginazione e fantasia.

Il salto della corda 

Un altro gioco in voga era il salto della corda, e bisogna riconoscere che vi erano alcune ragazze davvero brave. Anche questo diletto si prestava come "gioco del destino", e si svolgeva così:

Si poteva porgere, ad ogni salto una domanda attinente al proprio futuro e quando si commetteva l'errore nel salto, quella era la risposta data. Le domande potevano essere le più disparate, come ad esempio.

Io sarò Sposa? Zitella? Monaca? Ricca? Povera? Mamma? Nonna? Vedova? E via dicendo. Se invece si voleva conoscere il futuro marito si potevano elencare queste domande:

Sarà un bell'uomo? Ricco? Povero? Onesto? Buono? Fedele? Bugiardo? E avanti di questo passo.

Questi giochi descritti erano e sono i più conosciuti, ma poiché la fantasia non ha limiti e neppure la curiosità di sapere sul proprio destino, altre modalità di gioco possono offrire lo spunto per sondare il fato, ovviamente con tutte le riserve del caso.

L'ho visto fare con dei bottoni, oppure, e questo metodo è davvero originale, si scrivono alcune domande su un pezzo di carta e ogni domanda la si pone davanti a una candela accesa, indi si prende un altra persona che, ad occhi bendati, spegne le candele meno una, quella che rimane accesa dà anche il responso.

È un gioco, e credo che come tale vada vissuto; sconsigliato però alle persone impressionabili.

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