La storia di Caterina, accusata di stregoneria da Alvisio Melzi

pozione stregaLa storia che vi vado a raccontare questa volta parte da una chiesa dedicata a Maria chiamata "segreta" poiché pare che chi la fece costruire volle che si mantenesse il segreto sulla propria identità. Un'altra versione meno "Fantasiosa" ritiene che il termine segreta derivi da sacello, in latino "secretum". 

La Chiesa di Santa Maria Segreta a Milano ha poi dato il nome anche alla via, ossia, via Santa Maria Segreta. La chiesa fu poi abbattuta per far posto al palazzo della Posta Centrale, tuttavia nel 1918 venne parzialmente ricostruita in via Mascheroni vicino a piazza Tommaseo, dove oltre al nome conserva anche degli altari, alcuni affreschi e nell'ultima cappella a destra la statua di due Angeli, di cui adesso vi narro la storia.

Tutto ha inizio nel XV secolo quando i milanesi si rendevano conto che la benefica pioggia era assente da troppo tempo o, viceversa cadeva sulla città ininterrottamente, si rivolgevano al Comune chiedendo di inviare un messo presso il prete della chiesa di Santa Maria Segreta affinché ordinasse al sagrestano di esporre un Angelo, della pioggia o del bel tempo, affinché intercedesse per far mutare il tempo. Se il tempo non cambiava a farne le spese era il povero sagrestano che veniva accusato di aver esposto l'Angelo sbagliato.  Nella chiesa è altresì presente un libro risalente al tempo della peste a Milano che elenca il numero delle persone morte di peste nell'anno 1630 a partire dal mese di aprile, se ne contano ben centocinquantamila.

Nel 1924, lungo il fianco destro della chiesa fu risistemata la facciata della demolita chiesa di San Giovanni Decollato alle Case Rotte per far posto alla costruenda sede centrale della Banca Commerciale Italiana. Ebbene, dal Registro dei Nobili Scolari di San Giovanni Decollato, si evince quanto segue:streghe

si racconta che tale Alvisio, della nobile famiglia dei Melzi, mandò al rogo una donna. Tutto ebbe inizio quando questi cadde malato e i medici, allora convocati, non riuscirono a capire di quale male soffrisse il malato. Un amico del nobile, tale capitano Vaccallo, gli insinuò il sospetto che fosse stato stregato da una sua serva, identificata nella quarantaquattrenne Caterina Medici nata a Broni. (Questa non aveva nulla a che vedere con la più famosa Caterina De Medici).

Il Melzi prestò fede alle accuse del suo capitano, il quale pare che avesse insidiato Caterina quando era al suo servizio ottenendone sempre un rifiuto, quindi diede avvio al processo per stregoneria della povera donna.

Messa alla tortura la poveretta confessò di essere una strega al servizio del diavolo. La Medici, confessando, riteneva che, allora succedeva, gli fosse risparmiata la morte. Per sua mala sorte le cose andarono diversamente, infatti, fu condannata, e la cronaca di allora la racconta così: la Caterina avendo maleficato il Senatore Melzi fu fatta salire su una Baltresca, ossia un soppalco, e ivi fu strangolata. Poscia venne menata sopra un carro e abbruciata.

Un'altra storia a non lieto fine, dove ancora una volta fu una donna a rimetterci, probabilmente per aver rifiutato di concedersi ai capricci di un padrone.

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