Santa Maria Segreta a Milano: la chiesa che traslocò di quartiere
Nel cuore del più elegante quartiere residenziale di Milano, all'angolo tra piazza Tommaseo e le vie Ariosto e Mascheroni, sorge la chiesa di Santa Maria Segreta: forse il più interessante caso milanese di "trasloco" e ricostruzione di un edificio sacro in un nuovo luogo. Una chiesa che, letteralmente, seguì i suoi fedeli quando cambiarono quartiere.

Una chiesa "ricostruita"
Occorre fare una premessa: l'attuale Santa Maria Segreta è la ricostruzione (con alcune modifiche) di un antico edificio omonimo, in origine situato tra il Cordusio e l'inizio di via Meravigli, progettato nel Settecento da Giulio Galliori ma di gusto ancora barocchetto. Il nome "Segreta", curiosamente, deriverebbe da un antico sacello romano — in latino secretum — dedicato a Demetra, che sorgeva sul luogo della chiesa originaria.
"La nostra chiesa viene con noi"
Il legame tra la prima Santa Maria Segreta e la borghesia che abitava la zona era solidissimo. Ma tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento l'area fu travolta dai lavori che portarono alla nascita di piazza Cordusio e dei monumentali palazzi di Luigi Broggi: il vecchio tessuto di case fu demolito e le famiglie dovettero trasferirsi in un nuovo quartiere, creato ad hoc oltre Porta Vercellina, fatto quasi esclusivamente di palazzi signorili eclettici e liberty.
Fu allora che i borghesi appena giunti nel nuovo quartiere pensarono, in sostanza: "La nostra chiesa viene con noi". L'antica Santa Maria Segreta, presso il Cordusio, fu demolita nel 1911 per far posto al nuovo Palazzo delle Poste; e a pochi passi dalla nuova piazza Tommaseo, su un terreno ceduto dal Comune alla parrocchia, presero il via i lavori per ricostruirla "a immagine e somiglianza" della precedente. Il progetto fu affidato all'architetto Augusto Brusconi: il cantiere, iniziato nel 1912, portò a termine il corpo della chiesa nel 1918, ma l'inaugurazione avvenne solo il 18 ottobre 1924, dopo varie vicissitudini e le difficoltà economiche legate alla Grande Guerra. La consacrazione vera e propria sarebbe arrivata addirittura nel 1935.
La facciata e i due campanili
La nuova Santa Maria Segreta ha un carattere fortemente scenografico, accentuato dall'orientamento in diagonale e dalla quinta prospettica che chiude piazza Tommaseo. In realtà Brusconi rispettò la verosimiglianza con la vecchia chiesa solo all'interno e nella planimetria — a una sola grande navata, con transetti e presbiterio absidato — mentre all'esterno ne potenziò la monumentalità.
La facciata è molto più decorata della precedente, con statue e nicchie, e richiama l'enfasi decorativa di Sant'Alessandro; i due campanili laterali, di reminiscenza romana, sono una soluzione puramente ornamentale del Brusconi, che sostituisce idealmente il vecchio, alto campanile a cipolla che un tempo svettava sulla zona Cordusio.
La fronte di San Giovanni alle Case Rotte
A conferire ancora più importanza all'edificio contribuisce l'inserimento, sul fianco rivolto a via Ariosto, della facciata a due ordini corinzi della chiesa di San Giovanni alle Case Rotte, opera seicentesca di Francesco Maria Richini. Quella chiesa, che sorgeva presso l'attuale piazza della Scala, fu demolita per far posto al palazzo della Banca Commerciale Italiana — con la perdita, tra l'altro, degli affreschi settecenteschi di Pietro Gilardi e Francesco Castelli. La facciata superstite, unico resto dell'edificio, fu salvata e rimontata qui nel 1924 grazie all'interessamento dell'architetto Paolo Mezzanotte, che completò l'opera del Brusconi nel frattempo scomparso; dal 1987 è dichiarata monumento nazionale. La sua soluzione a portico ricorda da vicino il portale della Ca' Granda, e oggi fa da ingresso all'omonimo cinema.
Le opere d'arte all'interno
L'interno raccolse anche alcune opere dalla chiesa di San Vittore al Teatro, demolita per fare spazio a piazza degli Affari, come gli angeli musici di scuola luinesca nel battistero. Ma a spiccare sono soprattutto gli arredi provenienti dalla chiesa precedente: l'Incoronazione della Vergine, tavola del 1492 di scuola napoletana, il busto della Vergine di ambito campionese (XIV secolo) e i pulpiti neoclassici del Canonica. La decorazione pittorica, invece, fu nuova, affidata ad artisti come Luigi Morgari, affermatosi come decoratore tra fine Ottocento e inizio Novecento.
Una curiosità: il quartiere e il cinema
Si racconta, infine, che Pier Paolo Pasolini abbia girato proprio su piazza Tommaseo alcune scene di Teorema (1968), inquadrando la chiesa come luogo d'incontro degli studenti della buona borghesia: una conferma, vera o leggendaria, del legame profondo tra l'edificio, il quartiere e i suoi abitanti.
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