Il Cabaret milanese

Nella storia della nostra metropoli milanese anche il cabaret trova un suo spazio, portando sulla scena non solo milanese ma anche internazionale, comici e cantanti. La parola “cabaret” deriva dal francese cabarè, che vuol dire vassoio, volgarizzata poi in cabaret dove acquista anche il significato di osteria, taverna, sino a conformarsi in locale notturno con spettacoli di varietà.derby

In milanese si dice cabarè, mantenendo anche il significato di vassoio. La storia del cabaret trova i suoi germogli, anche se con modo diverso, nelle botteghe veneziane del caffè o nelle vecchie osterie ridanciane della nostra penisola, tuttavia il vero inizio lo possiamo attribuire al fenomeno francese del Chat Noir, il capostipite di tutti i cabaret.

In terra italiana, grazie alla genialità e fantasia italica, il cabaret ha assunto peculiarità diverse secondo la regione, offrendo così una varietà di grande spettacolarità. Nella nostra città i ricordi ci portano alla fine degli anni cinquanta quando, Giovanni, artista bolognese con la moglie Angela Bongiovanni, in Via Monte Rosa, apre un ristorante col nome di GI-GO, offrendo anche della buona musica Jazz. Nei primi anni sessanta cambia il nome in Intra’s Derby Club, iniziando così a divenire il tempio del cabaret Milanese.

Tra gli artisti che hanno debuttato al Derby, ricordo i Gufi, Teo Teocoli, Enzo Jannacci, Cochi e Renato, Diego Abatantuono, Massimo Boldi e tantissimi altri artisti. Nel 1985 lo storico locale chiude definitivamente i battenti, ma non finisce il cabaret milanese, infatti, ecco aprire lo Zelig, riferimento odierno dell’arte cabarettistica meneghina. Lo Zelig apre i battenti nel Maggio del 1986 in Viale Monza, e il nome è assunto da un film di Woody Allen.

Anche quest’avventura si dimostra fruttuosa, infatti, molti sono gli artisti che troveranno fortuna proprio grazie allo Zelig, ricordo fra questi: Claudio Bisio, Lella Costa, Antonio Albanese, Aldo Giovanni e Giacomo e altri ancora. In occasione del decennale lo Zelig stringe una collaborazione con l’emittente Italia 1, per una trasmissione televisiva direttamente dal palco del locale, collaborazione che continua ancora oggi. Sulla storia del locale è stato pubblicato, nel 1996, curato dallo stesso Zelig, il libro Viale Monza 140.Nel 2002 è uscita una seconda edizione.

Prima di terminare questo breve ricordo milanese, voglio citare alcune frasi di comici del nostro cabaret milanese.

  • Diego Abatantuono – Grembiule nero e fiocco azzurro: per un bambino milanista il primo giorno di scuola è un trauma.
  • Il duo Cochi e Renato, chi non ricorda il ritornello della canzone “E la vita, la vita”. Cantava così: E la vita, la vita, e la vita l’è bela, l’è bela basta avere l’ombrela, l’ombrela ti ripara la testa in un giorno di festa!
  • Ecco una battuta del grande Teo Teocoli, maestro delle imitazioni. L’altro giorno al mare ho fatto un tuffo e sott’acqua ho trovato un marocchino che voleva lavarmi il vetro della maschera.

L’elenco potrebbe continuare, m’impongo lo stop. 

Lo Zelig si trova in Viale Monza, 140, scendere alla fermata Gorla della MM linea rossa.

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