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La mosca: simbologia di questo assillante e fastidioso insetto

mosca insetto pixCon l'arrivo della bella stagione arrivano, puntuali, le assillanti e fastidiose mosche. Anche questa volta, come ho fatto per il pipistrello, vi voglio parlare dell'insetto da un punto di vista simbolico.

Tra gli insetti che hanno suscitato simboli in prevalenza tenebrosi, la mosca ha un posto in prima fila. Sin dall'antichità era considerata un insetto abbinato alle tenebre, poiché ama i luoghi infetti e sudici, si nutre di carogne in putrefazione e guasta con le sue uova qualsiasi sostanza.

Teti, la madre di Achille, così gli risponde nell'Iliade: "Creatura, questo non preoccupi in cuore; cercherò io d'allontanare la razza selvaggia, le mosche, che gli uomini uccisi in guerra divorano". Al dio dell'Olimpo, Zeus, veniva attribuito il potere di scacciare le mosche, infatti, era anche chiamato Apómyos, ossia scacciamosche.

Nella storia vi fu anche chi invece esaltò questo insetto, ad esempio Omero o Luciano, che definisce la mosca col termine di ardita. Tuttavia la maggioranza vede nella mosca il simbolo dell'impudenza e della sfrontatezza, con il triste primato di tormentare instancabilmente rischiando di farsi uccidere.

mosca insetto2 pixDa una favola di Fedro, La mosca e la mula, la Fontaine trasse il modo di dire "mosca cocchiera" per indicare chi, importunando, finge o addirittura è convinto di compiere qualcosa soltanto con le sue parole. Diversi sono i modi di dire attinenti la mosca, ad esempio: "essere noioso, insistente, fastidioso come una mosca", oppure "essere insistente come una mosca cavallina", ancora: "ha paura di una mosca", "non farebbe male a una mosca", "restare con un pugno di mosche in mano", "tornare con un pugno di mosche", "fare di una mosca un elefante", "farsi venire la mosca al naso", "si muore come le mosche" si suole dire di una popolazione colpita da un'epidemia o di soldati in guerra.

La mosca come simbolo dell'effimero, tanto che la si ritrova nelle nature morte barocche. Nel Medioevo si identificava il demonio Baal-Zebub o Belzebù, come il signore delle mosche, poiché si diceva che la statua del diavolo era sempre coperta di mosche a causa dei sacrifici cruenti che gli venivano tributati. Ricordo al proposito il romanzo di W. Golding "il signore delle mosche".

Anche la tradizione nordica considerava la mosca un insetto demoniaco, ad esempio i lapponi ritenevano i maghi capaci di inviare mosche blu per provocare malattie alle vittime designate. La mosca è anche identificata come simbolo del "desiderio carnale", per la sua insistenza a posarsi su questa. Plutarco la identifica nell'indocilità, poiché non tollera di essere addomesticata né toccata, nonostante sia a contatto con l'uomo. Omero la identifica con la pertinacia, come simbolo di un nemico feroce che ne assale un altro senza dargli requie, e lo espone nei seguenti versi: "l'audace mosca, che ha l'ardir nel petto, con grave morso offende il forte corpo".

V'è anche da dire che la mosca la si ritrova, anche se non molto di frequente, negli stemmi araldici col significato di "pertinacia nella lotta e nella guerra".

Insomma, sia come sia, la mosca è davvero un insetto sporco, fastidioso e insistente sino all'inverosimile, anche se nell'economia della natura un suo motivo d'esistere deve necessariamente avere un perché. Solo per provare la pazienza degli uomini?

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