Curiosità milanesi: stranezze della vecchia Milano

el lampioneeVi voglio raccontare alcune curiosità milanesi, spiluccate qua e là sfogliando vecchi libri, che hanno interessato la nostra città in un tempo che fu. Eccone dunque alcune:

L'albergo del Pozzo

Quando gli stranieri giungevano nella nostra città, molti andavano in un albergo che si chiamava "albergo del Pozzo", e se questi erano personaggi facoltosi, ecco che un gruppo di suonatori ambulanti si recavano davanti all'albergo per dare loro il benvenuto, sperando ovviamente di poter intascare qualche soldo.

Illuminazione

Bisogna anche dire che in questo periodo l'illuminazione della città lasciava molto a desiderare, infatti, illuminati erano solo i principali palazzi oppure si poteva trovare una fioca luce davanti alle immagini dipinte, piuttosto frequenti, delle Madonne. A doversi arrangiare era ovviamente il popolino poiché i signori si facevan far luce dai lacché muniti di torce. Finalmente l'arciduca Ferdinando, attingendo sui redditi del giuoco del lotto, provvide a migliore l'illuminazione delle vie.

Le indicazioni nella vecchia Milano

Un'altra curiosità è questa: Milano non aveva, salvo le vie principali, nome delle vie ne numeri civici. Ecco come allora gestivano la cosa, si faceva riferimento alle chiese più vicine, che a Milano non mancavano. Ecco un esempio. Un tale abitava in via S. Barnaba, ecco come si descriveva: Egli abita giù dal fosso la nona porta a man dritta nella contrada per contra l'hospitale grande di Milano. Mi immagino il postino o qualcuno forestiero che doveva recarsi da questo signore!

Chiese e palazzi ormai scomparsi

La nostra Milano era altresì ricca di chiese, conventi, seminari, confraternite e case religiose che però, Giuseppe II e poi Napoleone, diminuirono di molto. Pensate che verso il Duomo vi erano molti giudizi poco favorevoli in merito allo stile e soprattutto al gotico, ancora disprezzato. Un altro edificio stranamente molto ammirato, anche dagli stranieri che visitavano la città, era la Rotonda di Porta Vittoria, detta anche Foppone. Questa costruzione serviva da cimitero per i morti dell'Ospedale Maggiore i cui cadaveri venivano letteralmente buttati in ampie stanze sotterranee poi murate. Ovviamente Milano aveva, come ha anche oggi, bellissimi palazzi e altre interessanti curiosità, cui venivano indirizzati alla visita gli stranieri che a Milano soggiornavano, anche solo per qualche giorno. Non poteva mancare la visita al piccolo giardino di casa Porta, divenuta in seguito il Poldo Pezzoli, a palazzo Litta, ai giardini all'italiana, alle fontane, alla Biblioteca Ambrosiana, il palazzo di Brera, la chiesa di San Giovanni alle case rotte, i palazzi Annoni, Durini, Clerici, Cusani, il Belgioioso, il Palazzo del Monte di Pietà, e altre ricchezze e bellezze artistiche ancora oggi presenti e ammirate.

La pulizia delle strade affidata ai galeotti

Un aspetto interessante era quello attinente la pulizia delle strade, soprattutto in estate, poiché il caldo favoriva non solo il marcimento di ciò che si trovava gettato sulla via, ma produceva anche un fetore che diveniva insopportabile. Ecco allora come procedevano per il lavaggio delle vie, o meglio, del Corso e delle vie centrali, perché la periferia era abbandonata alla volontà dei residenti. Vi era un carretto su cui era posizionata una grossa botte piena d'acqua, si prendevano sette galeotti dalle patrie galere e si legavano al carretto con delle catene, abbastanza lunghe affinché potessero muoversi, ai piedi e, mentre uno doveva tirava o spingeva il carretto, gli altri sei provvedevano a innaffiare e pulire la via. Il sistema doveva fungere anche di esempio per coloro che volevano dedicarsi alla malavita.

Si potrebbe continuare ancora nel raccontare, ma per questa volta qui mi fermo.

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