La tradizione del pane regione per regione

Nell’articolo troverete una breve carrellata delle regioni della penisola per illustrare un tipico pane ivi prodotto, e che si discosta dai più conosciuti, per fare questo sono ricorso a un “dizionario del pane” che ho trovato tra gli scaffali della mia biblioteca.michetta milanofree

Inizio dalle regioni del sud per terminare in Val d’Aosta.

  • SARDEGNA. Qui troviamo un pane da semola di grano duro, definito pane artistico per la sua forma, riservato a momenti di festa e riti importanti, è il Coccoi a pitzus, conosciuto anche col nome di, su scetti. Alcune forme sono chiamate: arrosa, cuaddo, pei de boi.
  • SICILIA. Una pagnotta di forma rotonda, crosta dura di colore scuro a pasta morbida, di antica tradizione, è il Pane nero di Castelvetrano, in provincia di Trapani. È tutelato come presidio di Slow Food. Altro pane tipico è la Mafalda.
  • CALABRIA. Ecco un pane al sesamo, chiamato Pane con la giuggiulena, nome dialettale dato al sesamo, e prodotto prevalentemente nell'area del reggino.
  • PUGLIA. Dire Puglia è affermare Pane di Altamura a denominazione di origine protetta. Questo pane si presenta sotto due tipiche forme dette “pane accavallato” e “a cappello di prete”, ed evidenzia una bella crosta dorata. Il grano è coltivato nei territori dei comuni della Murgia.
  • BASILICATA. Da un antico sistema di lavorazione risalente al Regno di Napoli, si ottiene il Pane di Matera I.G.P. Si presenta a forma di cornetto, soprattutto quello prodotto nelle fornerie di Matera.
  • CAMPANIA. Nel salernitano, precisamente a Padula, si produce il pane di Padula, casereccio e da una conservazione che può arrivare ai quindici giorni. Ogni pagnotta raggiunge il peso di circa due chili, è di forma rotonda dove, prima della cottura, sono fatti quattro tagli, che ricordano il pane dei Romani.
  • ABRUZZO. Per questo pane si deve usare la farina ricavata dal grano dell’abruzzese Senatore Cappelli, varietà antica coltivata nel meridione, che produce una farina tenace e una mollica elastica e morbida.
  • LAZIO. Un altro I.G.P. è il Pane di Gerenzano, comune in provincia di Roma. Lavorato in pagnotte o filoni che poi sono collocati in casse di legno con teli di canapa e spolverato con cruschello.
  • UMBRIA. Terra ricca di tradizioni culinarie, presenta il Pan Nociato, o Pan Caciato diffuso in tutta la regione, è un piccolo panino, consumato soprattutto nella città di Todi e nel perugino.
  • MARCHE. Molto simile a una focaccia, bianca o con cipolla e rosmarino, è la Crescia maceratese, di forma piatta, rotonda o ovoidale. E’ stata creata un’Accademia della Crescia.
  • TOSCANA. È un pane “poco malleabile” e panificato con farina di castagne, grano e patate, è il Marocca di Casola. È un presidio Slow Food.
  • EMILIA ROMAGNA. La Piadina lascia il posto al Pane di Zucca, prodotto soprattutto nel mantovano, a base di farina e zucche lessate. Il gusto assapora di dolce. Pane molto rinfrescante e dalle proprietà diuretiche.
  • FRIULI VENEZIA GIULIA. Pane dolce e speziato, preparato soprattutto per le feste natalizie, è il Pan di Mais, detto Pan di Sorc. Di forma rotonda, scura e fragrante.
  • Pan biscotto, ritenuto pane di riserva dei contadini, grazie a una conservabilità piuttosto lunga.
  • TRENTINO ALTO ADIGE. Terra piena di sorprese, come il Pan de Molche, dove, all’impasto di farina integrale venivano uniti i residui solidi delle olive. Il suo coloro è scuro, ed è un pane molto nutriente.
  • LOMBARDIA. Terra piena di sapori, tra cui una focaccia di Felonica, comune mantovano, dal nome Tiròt di Felonica. Prodotto della tradizione contadina ha forma rettangolare.
  • LIGURIA. Pane nero di Pigna, a forma tonda o quadrata, crosta di colore marrone, morbido e gradevole al palato.
  • PIEMONTE. Sono d’obbligo i Grissini stirati, derivati dalla “grissia”, un pane molto antico. La pasta, tagliata in listelli, è stirata manualmente sino a una lunghezza di un metro e mezzo.
  • VALLE D’AOSTA. Pan Miasca è una cialda salata, non lievitata, di forma tonda o quadrata, molto presente nelle Alpi.

Dopo questa carrellata, non può non venire la voglia di un buon pezzo di pane. 

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