Riti di fine anno a Milano e nel mondo

buon-annoAncora pochi giorni e poi l'anno vecchio lascia il posto al nuovo e, com'è consuetudine, in tutte le contrade del nostro mondo ci si lascia trasportare da gesti e riti che vorrebbero scacciare ciò che di negativo è stato e augurarsi un nuovo anno migliore. Poiché io sono un curioso per natura, sono andato a curiosare alcuni di questi riti, ormai divenuti consuetudine, e voglio rendervene conto.

Il primo riferimento è quello legato ai botti che, in un tempo piuttosto lontano, erano fatti per scacciare gli spiriti maligni, mentre oggi hanno più il significato di gioire per un nuovo anno che si presenta e tutta da scrivere. Non c’è piccolo paese dove i botti non trovino casa.

Naturalmente il buon senso non ci deve mai abbandonare, per cui bisogna evitare di eccedere, inoltre un altro aspetto non di poco conto è legato al fatto che gli animali, sentendo tutte queste esplosioni, si spaventano e, chi può, come il mio gatto, corre a nascondersi sotto il letto, altrimenti, vedi i cani, si mettono ad abbaiare, ululare o guaire quasi come a piangere. Poi ci sono alcuni, per fortuna pochi, che si mettono a sparare con un’arma da fuoco, questi il buon senso l’hanno relegato in cantina, ma così facendo dimostrano tutta la loro pochezza. Altro modo poco ortodosso è quella di gettare dalla finestra oggetti vari come segno propizio di fortuna, a parte, la possibilità di causare qualche inconveniente a chi è di sotto, mi sa che questo sistema è usato da qualcuno per liberarsi di spazzatura, evitando così di portarla dove si dovrebbe. Altra usanza è quella di bruciare oggetti vecchi, come per voler scacciare ogni cosa negativa.

Un'altra forma rituale è quella che il primo dell’anno bisogna indossare qualcosa di nuovo, possibilmente di colore rosso, perché così facendo si attira la fortuna; come il fatto di incontrare, a tu per tu, come prima persona dell’anno, qualcuno del sesso opposto.

Tuttavia bisogna osservare bene chi s’incontra poiché incrociare un bambino o un prete è segno di sventura, mentre un gobbo o un vecchio promettono bene. Ancora, se s’incontra un cavallo bianco, si avrà un anno fortunato, e questo per chi vive in città è sicuramente un po’ difficile.

Volete mantenere la fedeltà coniugale? Allora mettete in tavola il primo giorno dell’anno, una melagrana. Fosse così semplice! Attinente alla tavola c’è ancora la raccomandazione di mangiare le lenticchie, poiché, come l’uva, dovrebbero portare denaro. Riguardo all’uva c’è chi dice che deve essere nera o rosata, e che bisogna mangiarne 12 acini, che rappresentano i mesi dell’anno, e per ogni chicco esprimere un desiderio.

Oppure, se volete essere più complicati, a mezzanotte precisa dovete mangiare un dattero, poi prendere il suo nocciolo e mettervelo nel portafogli. Perché? Diamine, se volete un anno ricco di denaro, dovete fare così! Non voglio dimenticare il vischio, che è una pianta ritenuta da tempo immemorabile, pianta della buona fortuna; per cui a mezzanotte, sotto un ramo di vischio, è buona cosa darsi un bacio. Sinceramente a chi si vuol bene un bacio, è buona cosa darlo più spesso, e anche se non c’è il vischio poco importa.

Riti e usanze sono moltissimi e, secondo il paese che vai, se ne trovano di diverse. La cosa importante è quella di divertirsi in maniera intelligente, senza voler strafare o lasciarsi andare sino a perdere il lume della ragione, poi, poiché non si sa bene cosa sia questa fortuna o sfortuna, è bene metterci nelle mani della Provvidenza che, infallibile, ci farà trascorrere un anno buono. Per sminuire un poco la ricerca della fortuna, ecco un vecchio adagio che deve far riflettere, dice: “Magnus homines virtute metimur, non fortuna”, che tradotto, significa: “I grandi uomini si misurano dalla virtù, non dalla fortuna”.

Detto questo, non mi rimane che augurare a chi legge, un anno nuovo di vero Bene e serenità, ricordandomi che “chi ben incomincia è a metà dell’opera”.

Il Barbapedana

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