Tabacco e Caffè, una lunga storia

chicchi caffe pixNella nostra Penisola tabacco e caffè sono due generi molto consumati, due categorie che hanno alle spalle una lunga storia, e che la mia curiosità mi ha portato a indagare e della quale vi voglio rendere edotti, anche se in forma breve.

Due eredità, queste, che provengono dalla conquista del Nuovo Mondo, il tabacco nativo delle Americhe, il caffè originario del Medio Oriente ma rivalutato nelle coltivazioni del Nuovo Mondo.

IL tabacco: LE ORIGINI

Il primo a dare notizie certe sul tabacco agli europei fu tale Pietro Romano Pane, compagno di Cristoforo Colombo nel primo viaggio verso le Indie. I veri scopritori del tabacco furono però tali Xeres e Luis de Torres, anche loro al seguito di Colombo, che, inoltratisi in esplorazione nell'isola scoprirono alcuni indigeni che avvolgevano in foglie alcune erbe secche, raccolte da una pianta che chiamavano "tubago" e che poi, accese, aspiravano con voluttà. Gli Spagnoli, durante il soggiorno nelle colonie, iniziarono anche loro a fumare questo tubago.

In Europa il tabacco arrivò nel XVI secolo grazie a Giovanni Nicot di Nimes il quale era stato inviato quale ambasciatore a Lisbona che venne in contatto con gli spagnoli che già ne facevano uso. Il Nicot si premurò di inviare a Caterina de' Medici un campione di tabacco, che prese il nome di "Erba della Regina" o "Erba Nicotiana".

In Italia il tabacco fu introdotto dalla Francia, siamo nel 1589, dal cardinale Prospero Santa Croce che lo ribattezzò "Erba Santa Croce". Furono però introdotte anche misure restrittive per i consumatori, infatti, diverse furono le misure adottate: chi lo bandì dalle proprie terre, chi elargiva 50 frustate sulla pianta dei piedi e, se recidivo, si provvedeva al taglio del labbro superiore, altri schedarono i consumatori per poi passare a vie più cruente.

In Italia la questione trovò più benevolenza, solo papa Urbano VIII scagliò una scomunica contro coloro che fumavano in chiesa. Però il tabacco poteva anche divenire fonte di guadagno per lo stato, così il cardinale francese Richelieu vi mise una imposta. Anche la Serenissima non si lascia sfuggire l'occasione, così nel 1654 arriva la tassa applicata solo sul tabacco acquistato al minuto. In meno di 60 anni furono emanate ben 200 decreti in materia di tabacco, facendo così nascere il contrabbando, che da allora è praticamente praticato sino ad oggi.

Il caffè: le origini

Il caffè invece fornisce notizie certe di sé solo XVI secolo, anche se alcuni popoli orientali della cosiddetta  "fertile mezzaluna" già ne facevano uso da molto tempo. La sua diffusione partì dal Vecchio Mondo per trovare la sua massima produzione nel Nuovo Mondo, e particolarmente in Brasile. La sua conoscenza ufficiale fu però dovuta a Gianfrancesco Morosini che da Costantinopoli inviò una relazione al Senato della Repubblica di Venezia nel 1585. Nella relazione si legge di come i Turchi usassero bere un'acqua nera bollente che si ricava da una semente che chiamano "Cavée", e che avrebbe la virtù di far restare svegli.

La curiosità spinse i Senatori veneziani a farsi spedire alcuni campioni di quelle bacche, e in questo modo il caffè conobbe i mercati d'Europa. Nel 1638 il caffè veniva venduto nelle farmacia come medicinale ad altissimo prezzo, poi a Venezia, nel 1640, fu aperta la prima bottega da caffè, che ottenne un successo insperato tanto da dare il via a una sua espansione. La prima legislazione sul caffè si ebbe a Venezia, così come la prima tassa, tra l'altro piuttosto alta. Solo nel 1860 con l'unificazione del Regno d'Italia, il caffè viene ufficialmente incluso nella tabella delle somministrazioni come uso a disposizione dei passeggeri e, soprattutto, dei marinai. Da allora questa bevanda ha trovato, nel nostro Paese, un largo consumo e una capacità di ottimizzazione del prodotto invidiata in tutto il mondo.

E adesso che ho terminato? Gustiamoci un buon caffè!

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