Vendemmia e Vino: alcune curiosità

uva vinoAutunno stagione di vendemmia, lavoro affatto leggero che mette a dura prova le braccia. D'altro canto far vendemmia non è un semplice lavoro, ma è un'arte perché bisogna capire quando è il momento giusto per dare il via alla raccolta degli acini che portano seco la massima ricchezza zuccherina.


Vi era questa breve filastrocca che diceva: "Chi vendemmia troppo presto, o svina debole o tutto agresto". Prima della raccolta una salutare pioggerella non è sgradita, tanto che un proverbio recitava: "Vendemmia bagnata la botte è consolata". Per le uve di pregio particolare, destinate ad esempio a divenire vin santo, si usava non raccoglierle nelle ore più calde.

Un tempo, quando ancora la tecnologia non era giunta, i lavori si facevano raggruppando intere famiglie che si aiutavano a vicenda spostandosi di podere in podere e senza tralasciare, a lavoro finito, di darsi allo scherzo e al buon chiacchierare. Il vino, una bevanda molto consumata e non solo nelle campagne. Era un elemento che non mancava mai nell'alimentazione né alla mensa degli operai e dei contadini.

Spesso i contadini dovevano accontentarsi di un vino meno buono poiché il migliore lo vendevano per necessità. Si conservava nella botte e, sul finire, sapeva di aceto. Si usava anche bere "acquato" o "mezzone" o "acquerello", ossia una bevanda che si otteneva gettando nella vinaccia spremuta tanta acqua da riempire la botte o il tino. Lasciando rifermentare, si otteneva un liquido leggero, dissetante, che comunque era diverso dal vino annacquato e che i contadini usavano bere. I bevitori accaniti definivano l'acquato sciacquatura di botte.

A proposito di botti, ecco con quali legni le si potevano costruire, anche se ovviamente si andava dai più pregiati ai più scarsi. La botte ideale era fatta di legno di Rovere, di Abete e Pino che però erano usati per contenere cereali, granaglie, alimenti secchi; di Castagno, di lunga durata e facilmente lavorabile tuttavia ha il difetto di rilasciare troppo tannino. Legno del Gelso, che aveva il difetto di durare poco e rendeva il vino difettoso. Il legno del Ginepro è un legno pregiato e si usa, ancora oggi, per la conservazione e l'invecchiamento di vini particolari. L'Olmo fornisce un legno più lavorabile del Rovere, anche se meno resistente; erano botti considerate di seconda qualità.

Oltre alle botti in una cantina si possono trovare: Barili, che sono piccole botti di legno; Bigonce, recipienti che si usavano per trasportare l'uva durante la vendemmia; Caratelli, botticelle per vini pregiati e liquori, e Tini, recipiente per la fermentazione del mosto. Diciamocelo, sorseggiare un bicchiere di vino buono durante un pasto è cosa piacevole e utile, tuttavia dove trovare sicuramente un vino buono?

Ecco un elenco trovato in un vecchio libro che tratta di vini e che indica dove si trova il vino buono e quello cattivo.

Il vino buono si trova:

  • Nel botticello del contadino
  • Nel cantinello del fattore
  • Nel sottoscala chiuso a chiave delle monache
  • Nella borraccia del pastore
  • Nella fiasca del boscaiolo
  • Nella sacca del cacciatore
  • Nella cantina di un avaro
  • Nella dispensa della vecchia zitella
  • Nella cantina dei frati
  • Sulla tavola del prete
  • Nella credenza della vedova
  • Nel ripostiglio del cuoco
  • Nell'osteria dell'oste vecchio

Il vino cattivo lo si trova:

  • Nella botte grande del contadino
  • Nella bisaccia del frate da cerca
  • Nel botticello del pellegrino
  • Nel podere di montagna
  • All'osteria della bella ostessa
  • Ai pranzi di beneficenza
  • Alla mensa dei poveri
  • Sulla tavola dell'avaro

Giunti a questo punto, visto che è anche tempo di Castagne, gustiamoci quattro caldarroste con un buon bicchiere di vino, magari ospiti dei frati o sgraffignato nella cantina dell'avaro.

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