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Nuovi treni sulla Domodossola Gallarate Milano: come sta andando sulla linea ferroviaria?

Da lunedì 12 aprile sono entrati in servizio i nuovi convogli ad alta capacità di Trenord.

Nelle specifico sono  quattro i nuovi Caravaggio in servizio, con cui si effettueranno complessivamente 22 corse:

  • 11 sulla linea RegioExpress Milano Centrale-Domodossola;
  • 11 sul collegamento Milano Porta Garibaldi-Arona-Domodossola (di cui 5 con partenza o destinazione Arona; 6 con proseguimento da e per Domodossola).nuovi treno domodossola

I convogli, prodotti da Hitachi, fanno parte della commessa di 222 nuovi treni per la Lombardia. Sono dotati delle più moderne tecnologie per un viaggio in pieno comfort: oltre agli schermi con informazioni di viaggio in tempo reale, tutte le sedute sono dotate di prese elettriche e USB utili per la ricarica dei dispositivi mobili. Le lampade a LED, di sera, permettono un' illuminazione omogenea delle vetture mentre i sistemi di climatizzazione sono autoregolati.

Il Caravaggio, su queste linee, circola in composizioni da 4 vetture con 445 posti a sedere, oltre che con sedute riservate per i passeggeri con disabilità, mamme con la carrozzina, biciclette.

La sicurezza è al centro: lungo il convoglio sono state posizionate  44 telecamere per la sicurezza di tutti i passeggeri.

Ricordiamo che la linea  ferroviaria della Domodossola Arona Milano è  ancora oggi una  delle peggiori della Lombardia in termini di puntualità (spesso sulla tratta venivano riconosciuti bonus per i ritardi) e soprattutto per la composizione del materiale rotabile (treni).

Per anni il comitato dei pendolari attivo sulla linea ha segnalato le gravi carenze a tutti i livelli istituzionali. Dopo anni di battaglia attraverso incontri, segnalazioni, presidi sono finalmente  arrivati dei nuovi treni, che daranno una boccata di ossigeno ai viaggiatori. 

 Oggi abbiamo chiesto a Lisa Tamaro, viaggatrice sulla linea, ex rappresentante del comitato di raccontarci come vanno le cose dopo l’arrivo dei nuovi treni.

Tutti noi pendolari abbiamo accolto quasi commossi l'arrivo sulla nostra dei nuovi Caravaggio.

Viaggiare su questi treni è tutt'altra cosa che viaggiare sui treni degli anni 80.

Per anni abbiamo visto treni nuovi assegnati ad altre linee con le più svariate motivazioni nonostante la nostra tratta nel periodo pre covid muovesse circa 16.000 passeggeri al giorno.

Eravamo commossi per la comodità,  perché' Trenord  -  in particolare l'Ing Spadi - nelle varie riunioni che si tenevano pre covid.  ci ha sempre raccontato che la causa dei ritardi e dei guasti erano correlate alle condizioni dei convogli risalenti agli anni 80.

I treni sono belli e confortevoli io personalmente ho viaggiato sul 18.25, e sono attrezzati per accogliere un buon numero di pendolari, e hanno anche l'altoparlante.

Questa circostanza   permette in astratto di comunicare ritardi o inconvenienti in tempo reale senza che il capotreno debba passare vagone per vagone.

Dico in astratto perché poi bisogna vedere se in concreto la Stazione  centrale , gestita da rfi , comunica la reale situazione al macchinista e al capotreno.

La prova del nove sulla capienza dei treni l'avremo quando il Covid sarà solo un brutto ricordo e torneremo tutti a viaggiare (adesso mediamente ogni 4 persone c'è un solo sedile occupato).

 Ma l'idillio è durato poco.

Già il primo giorno lunedì 12.4.  il 17.25  ha accumulato ritardi per un problema alle porte e oggi un altro Caravaggio si è guastato.

E ricordiamoci che i problemi della tratta non sono limitati alle problematiche collegate al materiale rotabile, anche se viaggiare su un bel treno ed in condizioni agevoli mette i pendolari di buon umore.

Una grossa problematica irrisolta è infatti il quadruplicamento della tratta Rho Milano (la maggior parte dei ritardi pre covid erano accumulati nella tratta Milano rho ) oltre che alla circostanza che da Gallarate a Domodossola la linea in molti punti è unica e se un treno ( sia esso pendolare o merce ) si blocca tutta la linea rimane bloccata, anche per ore.

Altra situazione problematica sulla nostra tratta è la comunicazione sia a bordo treno che nelle stazioni gestite da Rfi oltre alla circostanza che la nostra tratta ha sempre collezionato un alto numero di bonus ed è una delle più problematiche di tutta la Lombardia (dichiarato dall’ ing.  Spadi in una delle ultime riunioni  pre covid).

Siamo consapevoli che la situazione non si può magicamente risolvere con l'arrivo di qualche treno nuovo, che va a sostituire quelli che andranno a brevissimo in pensione ma ci auguriamo che al rientro di un normale flusso di pendolari la nostra tratta risalga piano piano le classifiche.

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