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Gudo Visconti: piccolo gioiello dimenticato

gudo 2In quella zona del Parco del Ticino, che si trova tra i paesi di Gaggiano e Morimondo, è situato il piccolo borgo di Gudo Visconti, che da sempre ha una fiorente tradizione agricola locale, oltre a una storia legata a doppio filo con la famiglia milanese dei Visconti.

Secondo i pochi ritrovamenti archeologici, tutti risalenti agli anni Cinquanta del Novecento, sembra che Gudo sia nata tra il V e il VI secolo dopo Cristo, poco tempo dopo la caduta dell’impero romano e la discesa degli Ostrogoti in Italia.

In quegli anni, grazie all’opera dei monaci benedettini, erano nati molti centri di preghiera accanto alle paludi locali bonificate, perciò è plausibile che Gudo all’inizio fosse una delle tante cascine abitata da monaci e contadini, che godevano della protezione dei presidi militari degli Ostrogoti.

Quando questi ultimi furono sconfitti prima dai Bizantini e poi dai Longobardi, il piccolo borgo venne annesso ai territori del Monastero di Sant’Ambrogio di Milano, che alla fine dell’XI secolo ne dovette cedere la proprietà ai monaci di San Vittore di Meda, in cambio delle terre della vicina Siziano.

Fu in quegli anni che il nome del borgo, che allora si chiamava Antibiago, divenne Gud, dal tedesco “possedimento”, che col passar del tempo divenne l’attuale Gudo.

Nei due secoli successivi Gudo venne governato prima dai Da Besate e poi dagli Avogadri, che nel XIII secolo lo lasciarono in eredità alla famiglia dei Visconti di Milano, cui erano legati da antichi vincoli di amicizia.

gudo 1Fino alla fine del Quattrocento Gudo venne governato direttamente dai Visconti, ma la morte, nel 1457, di Bartolomeo lo lasciò indifeso di fronte all’avanzata degli Sforza, che in pochissimo tempo ne presero possesso.

Dopo la caduta di Ludovico il Moro nel 1499, la storia di Gudo prima diventa quella dei Francesi e Spagnoli in guerra nel Nord Italia, poi degli Austriaci e delle truppe di Napoleone tra il Settecento e la prima metà dell’Ottocento, e infine quello del Risorgimento italiano e dell’Italia contemporanea.

A Gudo, purtroppo, non è rimasto moltissimo a testimonianza della sua storia, ed è tutto concentrato nella piazza principale, dove un tempo c’era il castello.

Stranamente ci è rimasta del castello, fatto erigere dai Besate agli inizi del Trecento, una piccola parte di una delle mura di cinta, che è all’interno di una trattoria di fronte al municipio locale, mentre poco lontana si trova la chiesa medievale dei santi Quirico e Giulitta, martirizzati alla fine del III secolo dopo Cristo nella città di Tarso, patria di San Paolo. 

 

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