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Lecco: cosa vedere nella città dei Promessi Sposi

  • Redazione MilanoFree.it
Lecco vista dal lago con il Resegone alle spalle
Lecco, stretta tra il ramo orientale del Lario e le sue montagne.

"Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno..." — il ramo è proprio questo. Meno conosciuta della "cugina" Como, Lecco è la città dei Promessi Sposi, una capitale dell'alpinismo e una delle gite più complete a meno di un'ora da Milano: lago, montagne, storia romana e visconti, rioni di pescatori e musei. Ecco la sua storia e cosa vedere.

Le origini: dai Celti ai Romani

Lecco era presumibilmente un centro abitato dai Celti e poi colonizzato dai Romani nel I secolo a.C. Il lecchese era attraversato da una strada realizzata a scopo militare come ramo secondario della via Postumia, che unificava i centri a sud delle Alpi con le città venete, fino ad Aquileia: una posizione di passaggio, tra il lago e le valli, che avrebbe segnato per sempre il destino della città.

La Tabula Peutingeriana, la celebre carta delle strade dell'impero, indica la città romana col nome di Leucerae, forse derivato dal celtico leuco- trasformatosi nel latino lucus (bosco). La collina di Santo Stefano ospitava una torre romana, trasformata in fortezza al tramonto dell'impero (III-IV secolo), a controllo del territorio.

La Torre Viscontea nel centro storico di Lecco
La Torre Viscontea, in piazza XX Settembre.

Dal borgo medievale ai Visconti

Nel Medioevo Lecco fu borgo fortificato e conteso, per la sua posizione strategica all'imbocco della Valsassina e della strada per la Valtellina. Del borgo murato rimangono tracce delle mura e del fossato, mentre, incastonata tra le case del centro storico in piazza XX Settembre, svetta la Torre Viscontea, oggi spazio per mostre ed eventi: è uno dei pochi resti visibili del castello e delle fortificazioni trecentesche.

Alla dominazione milanese si deve anche il monumento simbolo della città: il Ponte Azzone Visconti, il "Ponte Vecchio" sull'Adda, fatto costruire dal signore di Milano Azzone Visconti negli anni Trenta del Trecento per collegare stabilmente il borgo ai territori del Ducato. Con le sue arcate in pietra che scavalcano il fiume all'uscita del lago, è ancora oggi una delle immagini più fotografate di Lecco, specie al tramonto, quando il sole cala dietro Malgrate.

La città del ferro

Per secoli Lecco è stata una capitale del ferro: il minerale scendeva dalla Valsassina e nelle officine lungo il Gerenzone si lavoravano fili, chiodi e utensili che partivano per tutta Europa. Questa vocazione siderurgica e manifatturiera ha fatto di Lecco una delle culle dell'industria lombarda ed è ancora leggibile nei rioni operai e nell'identità concreta, un po' schiva, dei lecchesi — quella stessa operosità che Manzoni descrive nelle prime pagine del romanzo, parlando di un paese "il quale, per le sue rive, va a giorni nostri diventando borgo".

La città dei Promessi Sposi

L'anima di Lecco è indissolubilmente legata ad Alessandro Manzoni. Nel quartiere del Caleotto sorge Villa Manzoni, l'elegante residenza neoclassica di famiglia dove lo scrittore trascorse l'infanzia e la giovinezza: oggi ospita il Civico Museo Manzoniano, con le stanze d'epoca, i manoscritti, le prime edizioni del romanzo, cimeli e memorie dello scrittore. È la tappa obbligata per chi vuole capire quanto il paesaggio lecchese — il lago, l'Adda, il Resegone "dai molti denti" — sia entrato nelle pagine dei Promessi Sposi.

Da qui parte l'itinerario manzoniano che tocca i luoghi che la tradizione lega al romanzo: dal monumento di piazza Manzoni ai presunti scenari della casa di Lucia ad Acquate e Olate, fino al rione di Pescarenico.

Pescarenico, il rione dei pescatori

Pescarenico è l'angolo più pittoresco di Lecco e l'unico luogo citato esplicitamente nei Promessi Sposi: qui sorgeva il convento di fra Cristoforo, e da queste rive partì la barca dell'"Addio, monti" di Lucia. L'antico borgo dei pescatori conserva la piazzetta Era affacciata sull'Adda, le barche tirate a secco, le reti, i vicoli stretti e la chiesa dei Santi Materno e Lucia: una passeggiata fuori dal tempo, perfetta all'ora del tramonto, magari con una sosta in uno dei locali sulla piazza.

Cosa vedere in centro

Il cuore della città è piazza XX Settembre, su cui si affacciano la Torre Viscontea e i portici delle vie dello shopping. A due passi, il Palazzo delle Paure — curioso nome ereditato dai tempi in cui ospitava gli uffici delle imposte — è oggi il polo espositivo cittadino, con mostre d'arte di livello; il settecentesco Palazzo Belgiojoso riunisce invece i musei civici di archeologia, storia, scienze naturali e il planetario.

Domina tutto la Basilica di San Nicolò, il duomo cittadino dedicato al patrono dei naviganti, con il suo campanile neogotico: il celebre "Matitone", alto 96 metri, tra i campanili più alti d'Italia. Si può salire con visite guidate — quasi 400 gradini, ricompensati da una vista a 360 gradi su città, lago e Grigne — e le sue nove campane suonano dal Natale del 1904.

Il lungolago

La passeggiata sul lungolago è il modo migliore per godersi Lecco: dal Lungolario Isonzo verso piazza Stoppani, tra ville, giardini e moli, con la vista che spazia dal Moregallo a Malgrate e ai profili delle Grigne. Al mattino, quando soffia il Tivano, l'aria è nitida e le montagne sembrano a portata di mano; alla sera il tramonto dietro la sponda opposta infiamma il ponte e la basilica. D'estate il lungolago si anima di eventi, mercatini e gelaterie: il clima perfetto della cittadina di lago.

Le montagne: Resegone, Erna e Grigne

Lecco è una capitale storica dell'alpinismo italiano — qui sono nati i leggendari Ragni di Lecco, protagonisti di imprese su tutte le grandi pareti del mondo — e le sue montagne cominciano letteralmente in città. Il Resegone, la montagna manzoniana "dai molti denti" che dà il profilo inconfondibile allo skyline, e le Grigne, regno di escursionisti e arrampicatori, offrono sentieri per tutti i livelli.

Per un assaggio panoramico senza fatica, dalla frazione di Versasio parte la funivia per i Piani d'Erna: in pochi minuti si sale a quota 1.300 metri, su una terrazza naturale con sentieri, rifugi, aree pic-nic e vista spettacolare sul lago — un'idea perfetta per famiglie e per completare la giornata. Gli amanti del cammino possono invece imboccare il Sentiero del Viandante, l'antica via che da Lecco risale tutta la sponda orientale del Lario, percorribile a tappe.

Come arrivare e consigli

Lecco si raggiunge da Milano in treno con corse dirette e frequenti (circa 40-50 minuti dalle stazioni di Porta Garibaldi e Centrale): la stazione è a pochi passi dal centro e da Villa Manzoni, il che rende Lecco una delle gite "senz'auto" più comode in assoluto. In auto si arriva con la SS36 Milano-Lecco; nei weekend estivi la statale e i parcheggi si affollano presto, quindi conviene partire di buon'ora. La combinazione ideale per una giornata: centro e basilica al mattino, pranzo a Pescarenico, pomeriggio a Villa Manzoni o in funivia ai Piani d'Erna.

Domande frequenti

Perché Lecco è famosa per i Promessi Sposi?

Alessandro Manzoni trascorse l'infanzia nella villa di famiglia al Caleotto e ambientò il romanzo proprio sul ramo lecchese del lago: a Lecco si visitano Villa Manzoni con il Museo Manzoniano, il rione di Pescarenico e i luoghi dell'itinerario manzoniano.

Si può salire sul campanile di Lecco?

Sì: il "Matitone" della Basilica di San Nicolò, alto 96 metri, si visita con salite guidate (quasi 400 gradini). Date e orari vanno verificati sui canali dell'infopoint cittadino.

Cosa vedere a Lecco in un giorno?

Centro storico e Basilica di San Nicolò al mattino, pranzo e passeggiata a Pescarenico, pomeriggio a Villa Manzoni oppure in funivia ai Piani d'Erna; chiusura al tramonto sul lungolago davanti al Ponte Azzone Visconti.

Bibliografia

AA.VV. 2003, Lombardia. Introduzione a una didattica dei territori.
A. Buratti Mazzotta / G. L. Daccò 2001, Le fortificazioni di Lecco. Origini di una città. Il rilievo come strumento di conoscenza della "Forma urbis".

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