Monza

Duomo di MonzaL’ultimo capoluogo lombardo ad essere istituito vanta una ricca storia: abitata dagli albori da insubri e poi fondata dai romani col nome di Modicia, il piccolo centro storico è diviso dal fiume Lambro.

Pochi sono i resti del periodo antico di Monza, tra questi l’ambiente absidato nel cortile della “Casa dei Decumani”, posto sul fianco destro del Duomo e riferibile forse ad un complesso termale di una villa romana suburbana. Il Ponte d’Arena (oggi detto Ponte dei Leoni per le quattro statue che lo sorvegliano) è conservato in parte dell’ottava arcata visibile da una teca nel sottosuolo e nel basamento del pilone osservabile nei giorni di secca del fiume. Alcuni resti di materiali romani di reimpiego sono incastonati nel Duomo, edificio consacrato a San Giovanni Battista, sulle fondamenta di un quartiere residenziale romano. La regina di origine bavarese Teodolinda, sovrana dei Longobardi, fece costruireninfeo tardoromano sul lato destro del Duomo di Monza questa basilica, secondo la leggenda, per ordine di un angelo o dello Spirito Santo che, apparsole, le disse di realizzare il luogo sacro; la regina chiedendo quando iniziare i lavori ricevette in latino la risposta “modo” (ora, subito, adesso) e confermò con “etiam” (certamente). Da queste due parole, secondo il racconto nacque il nome medievale della città, Moduetia o Modoetia. Secondo il cronista Paolo Diacono era l’anno 603. L’aspetto gotico del Duomo odierno si presenta nelle fattezza del rifacimento del XIII-XIV secolo, opera di Matteo da Campione.

Il Museo e Tesoro del Duomo custodiscono i reperti dall’epoca preromana al Rinascimento: oggetti domestici e raffinati delle famiglie romane affiancano i capolavori dell’oreficeria tardo antica e longobarda. Il pezzo più famoso è la Corona Ferrea, simbolo del potere dei re d’Italia, realizzata con sei placche d’oro unite da un anello di ferro che le da il nome e, secondo il mito, proverrebbe dalla croce di Cristo ritrovata da sant’Elena. In realtà potrebbe essere una corona regale ostrogota prodotta tra V e VI secolo e donata poi dai regnanti carolingi nell’XI secolo.

Sul retro della basilica era il palazzo, residenza estiva dei re longobardi, andato perduto.

La piazza che ospita l’Arengario era probabilmente l’antico foro romano: l’architettura civile medievale si esprime nelle forme di questo palazzo comunale della fine del XIII secolo. Ultimato dopo un secolo (1380), mostra sulla facciata la “parlera”, una tribunetta bicolonnata per gli oratori.

 

Bibliografia

A. SPIRITI, L. FACCHIN 2009, Monza e Brianza. Arte, natura e cultura di una provincia da scoprire.
AA.VV. 2008, Monza e la Brianza. (Guide d’Italia Touring Club Italiano).
AA.VV. 2004, Lombardia. Introduzione a una didattica dei territori.

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