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Kennedy Yanko. Because it’s in my blood alla Galleria Poggiali

Dal 24 settembre la Galleria Poggiali di Milano ospita la prima mostra personale in Italia di Kennedy Yanko intitolata Because it’s in my blood.

kennedy yanko because its in my blood mostra milano galleria poggiali copyBecause it’s in my blood

Il titolo, omaggio a Betty Davis si rifà al titolo della canzone F.U.N.K parte dell’album Nasty Gal del 1975. Simbolo di una generazione ed esempio di emancipazione sia per le donne che per la comunità afroamericana, Betty Davis, esempio di emancipazione di donne e della comunità afroamericana con la sua musica, ha imposto la volontà di non dare per scontate tutte quelle regole imposte dalla società basate su principi ingiusti. Ha gridato la sua indipendenza, rigettando tutte quelle regole alle quali, al tempo, ci si aspettava che una donna vi si attenesse.

La necessità di essere liberi e di esprimersi senza censure  ancora oggi si impone e manifesta più che mai. La censura, indotta da chi non comprende qualcosa, porta a una privazione, individuale e collettiva, a un turbamento e a una messa in discussione.

Per questa mostra Kennedy Yanko presenta 7 sette nuove produzioni, frutto di una ricerca artistica portata avanti sin dal 2017. Si tratta di opere che hanno dimensioni variabili: dalle più piccole come Jimmie e Space alla più grande Crow, realizzate tutte in bronzo e pelle dipintaUno studio nato da una prima serie di lavori, Elements and Skin (2017), nella quale vi era un’unione tra frammenti di metallo recuperato a pelle di vernice policroma. Negli ultimi anni l’artista ha continuato a lavorare in questa direzione mediante un processo di semplificazione e sottrazione. L’ispirazione parte dai dipinti ad olio su supporti in rame tipicamente rinascimentali e dall’uso del colore monocromo come le avanguardie del secolo scorso.

Kennedy Yanko creato un corpus di lavori in rame di riuso e pelle verniciata a tinte monocroma. Le opere nascono da un processo mentale: l’impiego materiali di recupero, porta con sé il proprio vissuto, consente nel loro riutilizzo, di donargli una nuova vita.

L’obiettivo è anche rendere protagonista lo spettatore per farlo riflettere su come abbiamo un’idea predefinita di qualsiasi cosa. Davanti ad un’opera d’arte si pensa di aver già capito tutto, ma in realtà ci siamo avvicinati solo alla superficie.

Sebbene il metallo possa far pensare a un qualcosa di tecnologico, qui il rame diviene un’entità vivente, con una sua anima e una sua storia. Le opere esposte in Because it’s in my blood si sottraggono alle aspettative e alle nozioni preconcette come nello spirito di Betty Davis, dei surrealisti e di chi lotta per abbattere la fissità delle concezioni umane. Se inizialmente può sembrare che il rame sostenga l’installazione la pelle fragile, scivoli via, con un occhio più attento si nota che la pelle si arrampica all'interno delle cavità di rame. Dimostrazione del fatto che le dinamiche relazionali sono sempre aperte e indefinite, in continua evoluzione.

In occasione della mostra sarà disponibile un volume edito dalla Galleria Poggiali con un testo critico dello scrittore e curatore newyorchese Cristian Viveros-Fauné.

Kennedy Yanko. Because it’s in my blood

Dal 24 settembre al 20 novembre 2020

Galleria Poggiali

Foro Buonaparte 52 – Milano

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