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Diario da un ordinario periodo di… lockdown: 13 aprile 2020

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oggi è Pasquetta, e la novità, rispetto agli scorsi anni, è che questo giorno, tradizionalmente dedicato alle gite fuori porta, è “blindato”, dato che l’emergenza continua a imporci di stare a casa.

Non potendoci muovere, mi piace pensare alle Pasquette degli anni passati, sempre trascorse in compagnia dei miei amici. Ironia della sorte, queste giornate sono, quasi sempre, state contrassegnate da tempo variabile, o comunque non bello, mentre, per questo 2020, il weekend pasquale è stato all'insegna di un clima già quasi estivo.

Ricordo, per esempio, lo scorso anno: giornata nuvolosa, anche abbastanza fredda per il periodo. Rinunciai alla tradizionale gita fuori porta preferendo una passeggiata in città, nella mia zona. Spesso, il tempo variabile è stato una costante che ha accompagnato le mie gite di Pasquetta: due anni fa, per esempio, partii da Milano con un cielo velato, ma, una volta giunto a destinazione, non molto lontano, a San Colombano al Lambro, il cielo si aprì e ne venne fuori una bella giornata, nonché una buona occasione per visitare il parco del Castello, arroccato in cima alla collina che domina la pianura lodigiana.

Così fu anche tre anni fa, quando mi recai a visitare la città di Piacenza: alla mattina cielo nuvolo ma, arrivato a destinazione, il tempo si sistemò. Così, quel giorno, potei vedere con i miei occhi gli affreschi del Guercino nel tiburio della cattedrale piacentina, ma anche la curiosa torre ottagonale della chiesa di Sant'Antonino e il prezioso interno di S. Sisto, dove è stata custodita, per anni, la Madonna Sistina di Raffaello, oggi a Dresda. E fu anche un’occasione per gustare i piatti tipici della tradizione locale, coppa, gnocco fritto e un buon piatto di tortelli.

L’anno precedente, il tempo fu veramente inclemente, con pioggia al mattino. Decisi di dedicarmi a una gita nelle vicinanze, a Monza, per vedere un dipinto di Caravaggio in mostra alla Villa Reale di Monza. Ricordo ancora la coda sotto quella pioggerellina sottile e fastidiosa… Poi, il pomeriggio, con un cielo nuvolo divenuto, poi, variabile, con qualche sprazzo di sole, divenne un’opportunità per visitare alcuni monumenti della città brianzola, dal Duomo all'Arengario.

Concludo ricordando la Pasquetta di cinque anni fa, in cui il tempo fu veramente bello (ma freddo…). Quell'anno decisi di visitare una città che non vedevo da tanto tempo, se non per occasioni contingenti non legate al turismo: Bologna. Fu una giornata intensa, con partenza al mattino presto, in auto, in modo da arrivare nel capoluogo emiliano per un orario che consentisse una comoda visita alle bellezze della città. Ricordo ancora Piazza Maggiore, con il brulicare della gente intorno alla fontana del Nettuno, Via D’Azeglio, con tutti i ricordi del grande Lucio Dalla, ma anche il Cortile dell’Archiginnasio, fitto di stemmi araldici, e le vie del centro città, tutte porticate. Per non parlare della bellissima meridiana sul pavimento della Basilica di San Petronio, del crocifisso trecentesco in San Domenico o delle tre chiese romaniche del complesso di Santo Stefano. Come dimenticarsi, anche, della cucina locale? Mi gustai una cotoletta “alla bolognese” che mi fa, ancora oggi, venire fame al solo pensiero. Ahimè, però, ricordo anche il viaggio di ritorno, che fu estenuante e lungo a causa dei rientri dei vacanzieri dal ponte, con rallentamenti che, da Reggio Emilia, arrivavano fino quasi a Piacenza… Fa quasi specie, pensarci proprio oggi…

Torneremo a viaggiare e a spostarci, alla fine di questa emergenza!

Alla prossima!

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