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In oncologia pediatrica: il messaggio di una mamma da condividere

Pubblichiamo una lettera di una mamma e della sua esperienza in un reparto di oncologia infantile. Non ci sono parole per raccontare questo tipo di esperienza e l'unico conforto è stare vicino alle persone che soffrono, magari portando anche nella propria vita la consapevolezza del significato stesso della vita, evitando di lamentarsi sempre per ciò che non si ha, spesso solo stupide cose materiali. Ecco le sue parole, che toccano il cuore.ospedale bambini pix
 
Occhi gonfi di lacrime nascoste di una madre, lacrime di spaventi e dolore di un bambino. È tutto assurdo, sembra di vivere in un film dell’orrore ma questa volta da inermi e involontari attori protagonisti. Sta capitando proprio a lui, al frutto del tuo amore, all’anima che ti sta insegnando l’espressione “per sempre”.

Qui la prima tortura per questi Guerrieri inizia con le gocce per dilatare la pupilla … gocce, delle lingue di fuoco iniettate che la squarciano ed allo stesso tempo chiudono il contatto con l’esterno. Diventa tutto nebuloso, pieno di ombre, sfuocato, spesso è il preludio a cosa ti aspetta se la diagnosi sarà negativa e non ci saranno lacrime che per quanto copiose, potranno lenire quel bruciore. Arriva il tuo turno.

Poi finalmente si apre quella porta ed arriva il responso: o piuma o macigno. Gli eroi veri restano sempre e comunque i bimbi, riescono ad affrontare con coraggio qualcosa di insormontabile ed impossibile anche per il più tosto ed abile dei grandi. È un paradosso ma la forza ti arriva proprio da loro nonostante tutto.

Il mio pensiero - oggi più delle altre volte – va, oltre che a questi eroi veri, a tutti quei genitori che stanno vivendo queste tragedie vere. Sono con voi.

Se credete in Dio pregate, se conoscete persone in questa situazione stategli vicino. Ogni volta che vengo qui in reparto ritorno con i piedi per terra e vaffanculo a me che mi lamento.

Prima di rispondere “insomma ...” “sono stato meglio ...”, “guarda non me ne parlare ...”, “ascolta, un periodo di merda ...” a chi mi chiede come stai, gli risponderò per rispetto a quegli Eroi ed alle loro lacrime: “bene, va tutto bene”.

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