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Il mese di marzo nei detti meneghini

detti milanesi marzoSiamo entrati nel mese di marzo definito, da sempre, un mese un po' pazzerello per la sua incostanza meteorologica. In nostro dialetto milanese aveva il suo dire per ogni mese dell'anno, vediamo allora cosa raccontava di marzo.

  • I marziroeu sono tutti coloro che sono nati in questo mese.
  • Per confermare l'incostanza di marzo ecco un detto molto conosciuto: Marz l'è el fioeu d'ona baltròcca, ora el pioeuv, ora el fiòcca, ora el tira vent e ora el fa bell temp. Penso si capisca molto bene il senso.
  • Per indicare che in marzo il giorno è di ugual durata della notte, si diceva così: Marz, marzòtt l'è ugual el dì e la nott.
  • E qualora nevicasse il detto diceva: La nev marzolina la dura fina a la matina. Ossia non rimane molto ma presto si trasforma in acqua.
  • Questo è un detto soprattutto dei contadini, i quali sapevano leggere nel comportamento della natura, presagi per la vita quotidiana; diceva così: Marz polverent, segra e forment. Se il mese è polveroso si prospetta un buon raccolto di segale e grano. A questo ne aggiungevano un altro di questo tenore: Marz succ, villan ricch. Ovvero, marzo asciutto contadino ricco.
  • C'è una ricorrenza milanese in cui la fanno da padroni i fiori, ed è la festa de: El tredesin de Marz, ricorrenza ancora in auge, ad esempio in piazza S. Angelo, dove c'è la statua di San Francesco chino sulla fontana, contornato da piccioni. Tuttavia con questa manifestazione si vuole anche ricordare un fatto accaduto a Milano e che probabilmente molti non conoscono. Ve lo racconto. Il 13 marzo, si pensa dell'anno 51 san Barnaba aggirò le mura della città portando una Croce e, al suo passaggio, gli idoli presenti cadevano e sbocciavano improvvisamente fiori. Decise di piantare la Croce in una pietra presente nella chiesa di S. Dionigi, che sorgeva dove oggi vi sono i Giardini Pubblici. Nel 1783 la chiesa fu demolita e la pietra traslata è ancora presente nella chiesa di S. Maria al Paradiso e San Calimero, in corso di Porta Vigentina, 14.
  • Un'altra ricorrenza importante del mese è quella del desnoeuv – 19 – sant Isepp. Festa di San Giuseppe, patrono dei legnamee, i falegnami, la cui Corporazione risulta essere una delle più antiche, essendo sorta nel 1385.
  • Non si può scordare che el vintun – 21 – dì de san Benedett si entra nella Primavera con l'equinòzzi. Il termine equinòzzi lo si usava anche per dire che si tratta di un equivico, dicendo: l'è on equinòzzi. Legata alla festa del santo vi è un'altra affermazione un po' furbetta che vuole sottintendere il risvegliarsi non solo della Primavera, ma, con essa, anche degli istinti sessuali. Dice così: Seguità la regola de san Benedett, cont i calzon, ò la sòcca, in sul lett. È un modo per dire di coricarsi in letto già spogliati pronti per...

Sicuramente un modo simpatico con cui i nostri nonni e bisnonni meneghini giocavano con le parole abbinandole ad un mese. Questa è stata la volta di marzo, poi seguiranno i suoi "fratelli".

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