Modi di dire alla milanese inerenti l'acqua

acqua pixabaySappiamo che ogni regione, città, paese, anche il più piccolo, della nostra bella Italia, ha i suoi "modi di dire", che è poi una modalità semplice di saggezza per insegnare la vita. Quasi sempre predomina il dialetto locale, anche se oggi, purtroppo, i dialetti sono sempre più relegati nelle soffitte del passato, tuttavia ritengo sempre un piacere conoscerne il significato nel suo dialetto.

Ecco allora che questa volta vi voglio raccontare dei "modi di dire" in dialetto meneghino inerenti l'acqua.

  • Acqua ciara, pura, tòrbida, piovanna, correnta, sorgiva, potabil, cheta, calda, fredda, dolza eccetera eccetera. Sono ovviamente le qualità dell'acqua.
  • Acqua tengiuda. Era un modo di far capire che il vino che si stava bevendo era annacquato.
  • L'acqua di piatt. Indicava il momento di rigovernare la cucina.
  • Omm che va sott acqua. Si voleva così indicare il palombaro, oggi si dice sub.
  • Acqua per i gonzi. Significa voler gettare polvere negli occhi.
  • Negà in d'òn cugiaa d'acqua. Affogare in un bicchiere d'acqua, ossia trovarsi in difficoltà per cose da poco.
  • Còr l'acqua in bocca. Quando viene l'acquolina in bocca per aver visto un piatto succulento.
  • Fà òn boeucc in acqua. Fare un buco nell'acqua, cioè fallire nel proposito.
  • Avegh l'acqua a la gola. Trovarsi in serie difficoltà.
  • Lavorà sott'acqua. In questo caso non ha nulla a che vedere col palombaro, ma indica chi trama nell'oscurità.
  • Pestà l'acqua in del mòrtee. Pestare l'acqua nel mortaio, ossia fare una cosa inutile.
  • Tirà l'acqua al sò molin. Tirare l'acqua al proprio mulino, non ha certo bisogno di spiegazione.
  • Vegnì a l'acqua ciara. Si dice a qualcuno perchè si decida a essere chiaro senza " menà el can per l'èra".
  • A sti òr foeura de l'acqua. Cosa fai ancora in giro a quest'ora?
  • Vess come òn pèss foeura de l'acqua. Trovarsi in una situazione imbarazzante.
  • Chi l'è staa scottaa da l'acqua calda se guarda dalla fredda. Un proverbio molto chiaro che invita alla sana prudenza.
  • L'acqua la fà marscì i fondament. È simile al detto "acqua cheta rompe i ponti".
  • L'oli el stà de soravia de l'acqua. Ovvero, la verità, prima o poi, viene sempre a galla.
  • Acqua torba nò fà specc. Indica il bugiardo, chi ha l'animo torbido.
  • L'acqua che nò me bagna nò ghe badi. Non faccio caso a ciò che non mi tocca, non mi riguarda.
  • Acqua a segg. Acqua a catinelle, è quello che sta succedendo da un po' di tempo in questo mese novembrino.
  • La primma acqua d'agòst la porta via òn sacch de pures e òn sacch de mosch. La prima acqua agostana purifica l'aria.
  • Quand el sò el se volta indree la mattinna l'acqua ai pee. L'arrivo della pioggia.
  • Andà a fà o a trà via òn pòo d'acqua. Andare a fare pipì.
  • Acqua de ros, de cològn, de malba, ecc. Acqua profumata.
  • Acqua dolza o bordegàda. Acqua al gusto di limone, d'orzata o altro.
  • Sto' rubin l'è de bellissima acqua. Non si riferisce solo alla pietra preziosa, ma anche a una bella ragazza.
  • Ciòcch de acquavitta. L'ubriaco.

Questi sono alcuni modi di dire, nel dialetto milanese, che i nostri nonni meneghini senz'altro usavano nel loro parlar quotidiano.

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