Santi che hanno combattuto il demonio nell'arte pittorica

L'arte pittorica non poteva tralasciare un tema così importante come quello della presenza demoniaca nella storia dell'uomo, ecco allora che parecchi artisti si sono occupati di quest'aspetto dando forma e colore a una tela. La diffusione iconografica la si riscontra soprattutto tra il Medioevo e il Rinascimento, dove la figura del Drago rappresenta il demonio, che però non uccide con la sua forza, ma tramite il suo fiato venefico. Questo particolare simboleggia molto bene il fatto che il demonio non usa la forza, salvo casi particolari, ma usa il fiato, ossia la parola, per "catturare" la sua preda. Fatta questa breve precisazione vado a presentare alcuni dipinti.

apostolo filippo nel tempio di marteIl primo dipinto è del pittore Filippo di Tommasi Lippi, pittore fiorentino, e si intitola "L'Apostolo Filippo nel tempio di Marte", e la tela si trova in Santa Maria Novella a Firenze. Il dipinto presenta un interessante simbologia, vediamo infatti al centro del quadro sotto la statua del dio Marte, un Lupo e un Picchio, poiché dai Romani erano considerati animali sacri dedicati proprio al dio della guerra, raffigurato appunto con l'armatura. In alto, alla sinistra di chi osserva la tela, è posta la Vittoria alata che con la scritta latina "Dei manibus victoria", precisa la vittoria sugli idoli dalla mani di Dio. Al centro davanti all'altare di Marte si tropva l'Apostolo Filippo che era stato fatto prigioniero dai pagani di Scizia, area euro-asiatica abitata dagli Sciti, i quali lo portano al tempi per obbligarlo a sacrificare alla statua del dio. Ovviamente avviene il rifiuto a sottostare a quest'obbligo, ecco allora appare ai piedi dell'Apostolo un piccolo mostruoso Drago, rappresentazione del demonio, il quale emettendo il suo soffio mortale uccide molti dei presenti, tra cui il figlio del sacerdote che stava preparando il sacrificio. Questo stato è ben sottolineato dalla figura del figlio del sacerdote che sta cadendo a terra ma è trattenuto da un cortigiano, mentre sulla sinistra, di chi osserva il dipinto, si osservano visi di persone che evidenziano l'arrivo del soffio mortale. Filippo non solo non sacrifica ma sconfigge il Drago-demonio, tanto che in alto, a destra di chi osserva, appare il Cristo con la croce, benedicendo l'opera dell'Apostolo. Non solo, ma sconfitto il demonio, tutti coloro che erano periti per le esalazioni del Drago sono fatti ritornare in vita. Altri aspetti andrebbero presi in considerazione, ma mi limito all'esenziale.

maso di banco pope st sylvesters miracleUn altro pittore fiorentino, erede di Giotto, fu Maso di Banco, pare morto a causa della peste nera. Un suo dipinto, sito nella basilica di Santa Croce, cappella di San Silvestro in Firenze, racconta proprio una scena del combattimento contro il Drago-damonio. Vi era una caverna dove, scesi 150 gradini si trovava un drago che iniziò a emettere il proprio fiato venefico uccidendo molte persone. Nel dipinto si vedono molto bene due figure distese a terra ormai morte, sono quelle di due maghi che avevano seguito Silvestro per vedere se aveva il coraggio di affrontare il drago-demonio, subendo però anche loro la triste sorte. Di due maghi si parla anche di un altro dipinto, che avevano sfidato l'Apostolo Matteo a sconfiggere due draghi da loro portati. Ma questa è un'altra storia. San Silvestro affrontò il drago-demone riuscendo a chiudergli la bocca con un anello su cui vi era una croce, dopo aver recitato questa preghiera suggerita dall'apparizione di San Pietro: Gesù Cristo nato da una Vergine, crocifisso e sepolto è risorto e siede alla destra del Padre; verrà un giorno a giudicare i vivi e i morti: tu Satana aspetta la sua venuta in questa fossa. Terminata questa operazione, il Santo risuscitò i due maghi i quali si convertirono.

Significativo anche il dipinto del Pacher dove il diavolo, interessante la sua raffigurazione, regge il messale a Sant'Agostino. Per il diavolo un'onta di non poco conto.

Molto altro di interessante ci sarebbe da dire, ma qui mi devo fermare.

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