Breve storia della canzone popolare lombarda

La nostra bella terra lombarda non è ricca solo di paesaggi, opere d'arte e dell'ingegno, di industrie, di campi coltivati, di cibi e vini, di imprenditoria in campi diversi, di faticoso e produttivo lavoro, ma anche di belle canzoni popolari, cui generazioni di donne e uomini hanno dato voce.chitarra canzoni popolari pix

Non è sempre facile stabilirne l'origine, tuttavia la cosa non è poi molto importante, in quanto la vera importanza è data dalle parole e dalla musica. I temi delle canzoni sono diversi e ritengo valga la pena di dividerli per permettere un approccio più facile al tipo di canzone e al suo contenuto.

I primi canti considerati sono inevitabilmente quelli che parlano d'amore, di matrimonio, di nascita di un erede, di amicizia. Ogni canto ha una sua propria impronta; di festa gioiosa per un matrimonio o una nascita, di piacere e riconoscenza per un'amicizia, di felicità per un amore corrisposto o di tristezza o rancore perché non ricambiato o ostacolato.

Ecco il titolo di alcune canzoni legate all'amore che sono, per la verità, moltissime.

- La bella la va la fosso – Cosa l'ha mangiàa la sposa? - E picchia picchia la porticella – La bionda di Voghera – Son maritata giovane -

Un altro settore molto cantato è quello che attiene al mondo del lavoro e, in parte, della difesa e/o protesta sociale. I mestieri più cantati sono quelli legati alle mondine, alle filande, ai minatori, agli spazzacamini, ai carriolanti, agli arrotini, ai contadini. Così ecco ad esempio:

- La filandera – Il canto dei lavoratori – Fonne fonne gh'è l'ortolà – O macchinista getta carbone – Giroletta Girolin, e via di seguito con tante altre cantate.

Impossibile non citare le canzoni di osteria, che una volta, oggi un po' meno salvo nelle feste o sagre paesane, soprattutto nelle osterie di campagna, di piccoli paesi, o di montagna, era quasi inammissibile non sentir cantare, accompagnate dalla fisarmonica o dalla chitarra. Canzoni a volte irriverenti, burlesche, raramente tristi, anche se c'è da dire che il motivetto delle canzoni spesso spaziava anche nei temi più sopra citati a cui, quasi tutti i presenti, si lasciavano trascinare dal canto. Ecco alcuni titoli: Camerée porta 'n mezz liter – De goeubb a ghe n'è tanti – Passa luni e passa marti – Biss' e bissöa – e altre molto più conosciute.

Altre canzoni che fanno parte della tradizione lombarda, anche se sono più intime e riservate, sono quelle definite "ninne nanne", che una volta le mamme o le nonne cantavano, a fil di voce, per far addormentare i pargoli. Anche in questo caso un breve accenno ad alcuni titoli: Ninna nanna delle risaiuole lombarde – Do el mài andà – A fa 'i patuso – Ninna o ninna o – Fa la nanna – e moltissime altre.

Vi sono anche le canzoni tipiche degli Alpini, ma ritengo meritino uno spazio tutto loro.

Non si può concludere l'articolo senza ricordare le canzoni a tema religioso, che di solito venivano cantate durante le processioni, nella ricorrenza del santo/a del paese, in celebrazioni particolari e in onore della Madonna, con una forte partecipazione di popolo, oggi usanza molto ridimensionata. Queste canzoni erano cantate a cappella o con la presenza della banda musicale o del coro parrocchiale con l'organista. Eccone alcune: Madre Maria andava per una via – San Giusèpp e la Madona – Cristee – El ven sgenee de la bona ventura – Madonnina dai riccioli d'oro – Madonna nera – e tanti tanti altri.

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