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Fiume Lambro: origini, passato e futuro

fiume lambro melegnano foto cicalaIl Lambro, o Lamber in dialetto, è il maggiore dei tre fiumi milanesi con la sua lunghezza di ben 130 km. Scopriamo insieme le origini, il suo percorso e un po' di storia. 

Lambro: il fiume limpido

Le origini del nome del fiume Lambro sono da ricercare nella parola greca λαμπρως (lampròs) che significa limpido, lucente e anche un vecchio detto in dialetto milanese recita "ciar com’el Làmber", cioè limpido come il Lambro. Siamo sicuri che a molti nasceranno diverse perplessità e il motivo è che da quando questo detto è stato coniato le sue acque hanno purtroppo attraversato diversi problemi e la sua limpidezza è andata perduta. Anche il Petrarca nel 1353 nominò il fiume in una lettera dicendo: «A piè del colle scorre il Lambro limpidissimo fiume e benché piccolo, è capace di sostenere barche di ordinaria grandezza, il quale scendendo per Monza, di qui non lungi, si scarica nel Po.» Con la speranza che prima o poi le attività umane impatteranno sempre meno e si possa tornare a fare un tuffo nel lambro come i nostri bisnonni probabilmente facevano, scopriamone le origini.

Lambro: Nascita e percorso

Il fiume Lambro nasce a Como dai monti del gruppo del San Primo (Triangolo lariano), a 944 metri di quota, nel comune di Magreglio, poco a nord del Ghisallo. Qui il fiume è poco più di un rigagnolo che esce da due lastroni rocciosi inclinati immersi in un bosco costituito prevalentemente da Abeti rossi. La sua sorgente si chiama “Mena-resta” e ha una portata mediamente continua e regolare durante l'anno anche se osservandola attentamente si può notare un andamento intermittente dal quale prende il nome. Questo ciclo intermittente dura circa otto minuti ed è legato alla combinazione di due fattori: la natura carbonatica delle rocce della zona, soggette a fenomeni carsici superficiali e sotterranei e la presenza di una faglia - cioè di una discontinuità nella regolare successione delle formazioni rocciose - che determina l’accumularsi di acqua nel sottosuolo.

Sia la sorgente che il primo tratto del Lambro hanno un ecosistema in buono stato di salute nel quale vivono e si riproducono piccoli organismi invertebrati e diverse specie di larve acquatiche di insetti come i Plecotteri, i Tricotteri e gli Efemerotteri.

Visitare la sorgente del Lambro

Per chi volesse visitare la sorgente del Lambro, segnaliamo che nelle sue vicinanze, sul fianco sinistro del vallone, è possibile vedere una piccola grotta chiamata “Bus di pegur”, il “Buco delle pecore”. Accedendo troviamo due ambienti in cui si possono osservare stalattiti e altre forme di deposizione simili al dorso lanoso delle pecore.

COME ARRIVARE ALLA SORGENTE 
Dal paese di Magreglio (744m) si arriva alla località Pian Rancio (973m) dove c’è la possibilità di parcheggiare l'auto e proseguire a piedi per circa 10 minuti seguendo le indicazioni per la sorgente del Lambro in fondo ad una strada sterrata denominata Via Menaresta.

Dalla sorgente il piccolo ruscello che darà forma al Lambro scorre verso Magreglio, attraversa rapido la Valassina, i centri di Asso, Canzo, Ponte Lambro ed Erba dove si immette nel lago di Pusiano (lago naturale di origine glaciale) e successivamente scorre i piedi delle colline moreniche raggiungendo la città di Monza dividendosi poi, nei pressi della Chiesa del Carrobiolo in due rami: il Lambro, che passa sotto il Ponte dei Leoni, ed il Lambretto che fu fatto deviare nel XIV secolo dai Visconti per difendere la città. 

Da Monza il Lambro esce riunito e attraversando Brugherio, Sesto San Giovanni e Cologno Monzese arriva poi a Milano scorrendo sotto il ponte del Naviglio della Martesana dove riceve le acque in eccesso del capoluogo lombardo e percorrendo da nord a sud tutto il territorio ad est di Milano attraversando Cascina Gobba, Cimiano, Parco Lambro, Lambrate, Ortica-parco Forlanini, Ponte Lambro e Monluè.

Il Lambro esce poi dal territorio milanese giungendo a Peschiera Borromeo dove riceve le acque trattate dal depuratore Milano-est, del colatore Addetta e della Vettabbia, passa quindi per Melegnano, entrando poi alcuni chilometri a valle in provincia di Lodi, dove attraversa Sant'Angelo Lodigiano ricevendo da destra il Lambro meridionale, passa per San Colombano al Lambro per sfociare infine, dopo 130 chilometri di percorso, nel fiume Po, presso Orio Litta.

Lambro e inquinamento

Purtroppo attualmente il Lambro è tutt'altro che limpido ed è tra i fiumi più inquinati d’Italia se si pensa che il suo bacino e quello dei fiumi Olona e Seveso, nell’ottobre 1987 è stato dichiarato "area ad alto rischio ambientale" per colpa dei continui sversamenti di sostanze ed acque non trattate; non è raro vedere nel suo corso rifiuti di ogni tipologia e sentire un classico odore di fogna. Dalle analisi chimiche le sue acque sono risultate contaminate da ammoniaca, metalli pesanti, liquami provenienti da aziende agricole e allevamenti intensivi, alluminio, altri metalli, materie plastiche, vernici, fibre tessili e tensioattivi derivanti da aziende industriali.

Solo dalla fine degli anni novanta, su intervento dell’Unione Europea, il comune di Milano ha avviato un programma di bonifica del fiume che ha fatto cambiare l'indice ella qualità delle acque da pessima a scarsa. Nell'ultimo ventennio la situazione è sicuramente migliorata soprattutto grazie al sistema depurativo della città di Milano, andato a regime nel 2005 anche se, visto il suo corso, è molto probabile che vi siano ancora piccoli sversamenti abusivi non depurati. 

Il maggior evento che ha creato un immenso disastro ambientale del fiume Lambro è del febbraio 2010 causato dall'immissione dolosa di una ingente quantità di petrolio nel fiume.

Da ricordare il Consorzio Basso Lambro, ente purtroppo ormai liquidato, che negli anni ha contribuito a creare una coscienza civica sui temi dell’inquinamento delle acque e dell'ambiente per far comprendere che senza impianti di depurazione il Lambro non sarebbe mai rinato. Oggi il Basso Lambro è storia ed il fiume Lambro è ancora lontano dal tornare alle origini, ma almeno sul territorio è nata una rete di impianti di depurazione prima assente.

L'oasi del WWF di Melegnano

L’Oasi di Montorfano è un’oasi WWF che si sviluppa lungo il fiume Lambro a Melegnano (MI). L'area di circa 4 ettari è un ex incolto lungo il fiume Lambro, ripristinato con la messa a dimora di alberi ed arbusti tipici della zona.

Il progetto che ha visto la sua creazione si è sviluppato in concomitanza con l’avvio dei piani di risanamento delle acque reflue per la bonifica del bacino del Lambro e con l’entrata in funzione dei depuratori dei comuni dell’alto Lambro e l’avvio dei lavori per la costruzione del depuratore di Nosedo, collettore delle acque del Redefossi, scolmatore fognario di Milano.

Presente e Futuro del Fiume Lambro

Diversi sono stati negli anni i progetti per ridare la vita ad un fiume che per secoli è stato un fattore di sviluppo del territorio dando acqua per l'irrigazione dei campi, energia idroelettrica e spazi necessari a produrre beni e ricchezza e che dagli anni ’50 suo malgrado è diventato un canale maleodorante alla ribalta solo in occasione delle sue esondazioni o dei suoi valori di inquinamento. Uno dei progetti recenti per riqualificarlo si chiama progetto RELambro e punta ad intervenire sul fiume per restituirgli naturalità e qualità di paesaggio. 

Il progetto ReLambro è stato sviluppato con il coinvolgimento dei cittadini che vivono nei quartieri più prossimi al fiume e con tutti coloro che in forme diverse possono essere interessati alla costruzione di un grande progetto ambientale di scala metropolitana. Sopralluoghi, iniziative nelle cascine e nei parchi, biciclettate lungo l’intero percorso, incontri tematici e progetti dedicati a temi specifici hanno avviato la costruzione di una comunità del fiume, ancora piccola, ma fondamentale per dare senso al progetto.

Lo studio, promosso da ERSAF insieme a Comune di Milano, Politecnico di Milano, Parco Media Valle del Lambro e Legambiente, con il contributo di Fondazione Cariplo, include, oltre al corridoio fluviale principale, gli spazi aperti ad esso direttamente connessi e gli spazi aperti urbani che possono concorrere al consolidamento della funzionalità ecologica. Il progetto si colloca quindi entro una visione estesa di riqualificazione ambientale e fruizione degli spazi, volta a dare forma a un nuovo parco di scala metropolitana che si estende dal Parco di Monza a Melegnano dando maggiore forza al ruolo che tale porzione di territorio gioca entro l’intera Regione Urbana Milanese. 

Le attività di riqualificazione previste dal progetto ReLambro, si sono concentrate nel 2018 nella parte nord orientale della città di Milano con l’obiettivo di rigenerare il Parco Lambro e le aree rivierasche tra via Rizzoli e via Feltre, con interventi attualmente in via di conclusione che consentiranno la restituzione alla naturalità di ampie aree golenali, il rafforzamento di parte del sistema irriguo minore e di quello costituito da siepi e filari, la riorganizzazione delle funzioni pubbliche e fruitive in zone oggi a rischio di esondazione, infine l’avvio di un percorso di rigenerazione ambientale di aree socialmente degradate. 

È solo l’inizio di un impegnativo percorso di riqualificazione dell’area orientale della città, che oggi amplia i suoi confini fino inserire nell’azione di progetto i territori dei comuni di Segrate e di Peschiera Borromeo, San Donato Milanese e Melegnano, puntando non solo alla realizzazione di una migliore qualità ecologica, ma considerando il fiume e il suo ecosistema come un vero e proprio Capitale Naturale patrimonio di tutta la società.

“Il Lambro è un capitale che la metropoli milanese deve riscoprire e di cui deve riappropriarsi: da decenni denunciamo gli inquinamenti, le illegalità e le carenze del sistema depurativo del fiume. Oggi i primi sforzi stanno producendo risultati, le acque e le sponde del fiume tornano a vivere. Occorre che la città riacquisti confidenza con un fiume che aveva dimenticato, e che ora può e deve diventare una delle sue eccellenze territoriali: per questo occorre ancora un grande impegno e una crescita di vigilanza, in particolare dei cittadini – dichiarano Lorenzo Baio, responsabile acque di Legambiente e Gianni Dapri dell’Associazione Grande Parco Forlanini.

Ridiamo futuro a questo importante fiume!

Curiosità

Il nome della famosa motocicletta Lambretta si ispira proprio al nome del fiume e dal territorio dove veniva prodotta, appunto nel quartiere di Lambrate dalla fabbrica Innocenti.

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