1 Novembre: la festa di Ognissanti

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Il primo novembre ricorre nella cristianità, la festa di tutti i Santi o Ognissanti, con l’intenzione di celebrare la gloria e l’onore di tutti i Santi, canonizzati o no.

Quest’usanza cominciò a essere celebrata nel IV secolo, e precisamente ad Antiochia, che è una città della Turchia, dove l’Apostolo Paolo di Tarso annunciò il Vangelo, divenendo poi la sede, con Gerusalemme, Alessandria e Roma, di un patriarcato. La festa era però celebrata la prima domenica successiva alla Pentecoste, e di questo siamo sicuri perché certificata dal Dottore della Chiesa Giovanni Crisostomo, che nacque proprio ad Antiochia. Efrem il Siro, altro Dottore della Chiesa, colloca invece la festa al 13 di maggio, questa data probabilmente fa riferimento all'avvenuta trasformazione del Pantheon in chiesa dedicata alla Vergine Maria, avvenuta in tale data e voluta da Papa Bonifacio IV.

In seguito, Papa Gregorio III, siamo nel 731, decise che tale ricorrenza si celebrasse il 1° novembre, poiché data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie dei Santi tutti, martiri, confessori e giusti che riposano in pace in tutto il mondo, e da allora quella data prosegue anche oggi.

zucca halloweenStudiosi come l’antropologo J. Fraser, sostengono che il popolo dei Celti già celebrava una festa di “Ognissanti” il primo novembre, legata però ai ritmi della natura e con Semhain.

Asserire che era una festa dedicata a tutti i Santi, non credo sia affermare il vero, infatti, Semhain, che tradotto significa “fine dell’estate”, era una festa pagana di origine gaelica che si celebrava tra il 31 ottobre e il primo novembre e conosciuta anche come capodanno celtico. In seguito è divenuta una festa neopagana, celebrata nel celtismo e nella Wicca, detta anche “religione della natura” e di matrice neopagana. Bisogna anche dire che questa festa era associata al mondo dei morti, e che tra il 31 e il 1°, i morti potevano tornare nel mondo dei vivi per rivisitare i luoghi della loro esistenza terrena, anche se lo storico inglese R. Hutton non concorda con questa tesi.

L’incontro tra Celti e Romani, portò questi ultimi a identificare Samhain con la loro festa di Lemuria, che erano celebrate in maggio per esorcizzare gli spiriti dei morti, i lemuri. Come sappiamo il cristianesimo ha indicato il primo novembre come festa di Ognissanti, e il due novembre come giorno in ricordo dei propri cari defunti. Nei paesi anglosassoni, si celebra il 31 ottobre, la festa di Halloween, con attinenza al culto celtico. La parola “halloween” significa vigilia di Ognissanti. Lo svolgimento di detta festa, oggi divenuta anche un lucro commerciale e, per certi versi, criticabile, merita un discorso a parte.

Alcuni detti rilevano questa festività con il mondo contadino, come ad esempio:

  • Per Ognissanti cominciano le veglie.

  • Per Ognissanti siano i grani seminati e i frutti rincasati.

Anche l’arte culinaria e dolciaria ci riserva diverse leccornie in occasione di queste festività, ne voglio citare una tipica del milanese, ossia il “Pan dei morti o ossa dei morti”, che fanno buona vista nelle vetrine del “prestinée” e dell’“offellée”, proprio con l’avvicinarsi delle ricorrenze. Per chi si volesse cimentare e farli in casa, la ricetta, che è semplice, la può trovare nei tanti siti che trattano di cucina.

Termino con una frase che si riferisce ai Santi e una che attiene alla commemorazione dei defunti. La prima è di San Francesco che, invitando alla santità, dice:

  • Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. All'Improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.

Questa invece che ho letto in una nicchia contenente alcuni scheletri. Diceva così:

  • Noi siamo adesso, ciò che voi sarete un dì, chi si scorda di noi, scorda se stesso.

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