Due novembre, commemorazione dei defunti

Tutti sappiamo che il due novembre avviene nella cristianità e cattolicità la commemorazione dei defunti. Tra l'altro la Penitenzeria Apostolica ha emanato un Decreto che stabilisce la possibilità anche quest'anno di ottenere le Indulgenze plenarie per i defunti per tutto il mese di novembre 2021. Precisiamo che l'indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, purchè il fedele sia debitamente disposto alle condizione stabilite dalla Chiesa. L'indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta ai peccati.cimitero milano pexels francesco ungaro 96947

La commemorazione dei defunti è dovuta all'abate di Cluny Odillon tra il 1024 e il 1033 che in seguito ottenne l'approvazione della Chiesa. Teniamo presente che in tempi remoti vi era la convinzione che le anime dei morti potessero tornare tra i vivi e portare anche tormenti, e pregare sulle loro tombe era un modo per esorcizzare tale possibilità; poi con il passare del tempo le preghiere furono, e sono tuttora, dedicate a quelle anime che si ritiene, per il loro vissuto, siano a purificare nel Purgatorio, e il pregare per loro rappresenta un aiuto per accelerare la loro dipartita da quello stato di sofferenza per entrare nella beatitudine del Paradiso.

Nella tradizione cattolica il funerale si divide in tre parti:

  • la veglia funebre, con l'esposizione del corpo del defunto per permettere a parenti e amici di "dare un saluto", e che di solito termina con la recita del santo Rosario.
  • la cerimonia funebre vera e propria, che vede da parte del sacerdote la celebrazione della santa Messa a pro del defunto.
  • il pio officio della sepoltura, con l'accompagnamento a piedi al cimitero della salma.

Esiste secondo il canone 1184 del Codice di diritto canonico la possibilità, per la Chiesa, il diritto di negare il rito delle esequie quando:

- il defunto sia notoriamente apostata, ossia chi abbandona volontariamente la propria religione; eretico, ossia chi facendo parte della religione cattolica, nega pertinacemente o mette in dubbio qualcuna delle verità rivelate e dogma di fede; scismatico, ossia chi costituisce o segue dottrine, teorie, tesi eccetera diverse o contrarie a quella cattolica; oppure chi abbia provveduto a cancellare gli effetti civili del Battesimo.

- qualora si tratti di peccatori manifesti e intransigenti.

- la sepoltura cristiana era negata anche ai suicidi, e un tempo erano sepolti in terra sconsacrata. Oggi la Chiesa tende a valutare, pur considerando sempre il suicidio un grave peccato, le ragioni che lo hanno indotto, quindi non tutti i suicidi escludono dalle esequie.

Ben venga dunque il legame, e la festa, della solennità di tutti i Santi e la commemorazione dei defunti che, pur essendo due celebrazioni un po' diverse hanno comunque una sintonia nella fede e nella Chiesa cattolica.

La devozione verso i nostri cari defunti è, per fortuna, ancora molto sentita, infatti, in questi giorni i cimiteri sono affollati e le tombe ricche di coloriti fiori e lumini che emettono la loro tremolante fiamma come preghiera.

Tuttavia una domanda provocatoria la voglio fare, ossia: io perché vado al cimitero? Per abitudine? Perché così mi hanno insegnato? Perché lì è sepolto una persona a cui ho voluto bene? Perché credo che l'anima di quella persona è viva, anche se in una dimensione diversa, e che un giorno si riunirà a quel corpo? Credo sia una domanda da porsi a cui dare una risposta.

Foto di Francesco Ungaro da Pexels

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